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L'approccio interculturale all'educazione si sviluppa a partire dagli anni settanta, allorché i Paesi del nord Europa si trovano a gestire i problemi posti dalla massiccia immigrazione favorita dal boom economico del decennio precedente. "Essa trae origine nell'ambito delle cosiddette "pedagogie compensative" che in quel periodo si affermarono in seno ai sistemi formativi per cercare di colmare e recuperare gli svantaggi socioculturali dei soggetti più "deboli" rispetto ad uno standard di prestazioni scolastiche ben definito, e si sviluppa in stretta relazione con i provvedimenti assunti in tema di educazione degli adulti, finalizzati all'integrazione di questi nel contesto geo-politico di approdo" (1).
In Italia i primi studi di pedagogia interculturale "hanno preso le mosse dai risultati delle ricerche condotte sulle condizioni di vita dei figli dei nostri lavoratori all'estero, ipotizzando una loro generalizzabilità a tutti i bambini che vivono tra due culture. Successivamente si sono visti i limiti della estensibilità dei risultati di queste ricerche ai figli dei lavoratori extracomunitari" (2).
Oggi si parla molto di pedagogia e di educazione interculturali. Felice Rizzi premette opportunamente che "l'interculturale non è né una moda né un problema che riguardi un segmento di società, ma la connotazione della società del futuro, la scelta che (...) favorisce processi di emancipazione e di cooperazione" (3).
Per inciso, si rileva che il grande interesse intorno alla pedagogia interculturale deborda dagli ambiti propri in cui era sorto. Secondo il Rizzi si tratta di "una nuova forma di "pedagogia laica" nel senso pieno della parola: vale a dire nel riconoscimento della pluralità delle risposte di senso ai problemi della vita e nella capacità di dialogo e di ricerca di obiettivi comuni per tutti i popoli" (4). Vico sostiene addirittura che ci attende il compito "di un più coerente accostamento interculturale alla stessa pedagogia e ai problemi dell'educazione concernenti gli alunni e le persone in difficoltà: come agire, cosa fare, alla luce di che cosa insegnare, proporre, educare nello scolastico e nell'extrascolastico per quanto concerne rapporti, discipline, interventi socio-educativi, valori?" (5).
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