| L'antropologia
culturale ci pone sotto gli occhi un fenomeno universale: l'uomo
si prende cura di se e rende solenni le svolte d'ogni esistenza
con la musica e con la danza, più che con altre espressioni.
Musica e danza s'intrecciano, con-sonano, evocando, quasi parusìa
d'eterno, in ogni evento, la sete di pienezza; oltre, ben oltre
l'indigenza dell'attimo, la carenza ontologica da cui è
attanagliato, l'handicap che lo affligge.
Con
musica e danza l'uomo di sempre cerca la diversità, la
massima delle diversità, al confine delle diversità;
cerca la zona, la frontiera dell'alterità: quasi voglia
recuperare nella sinfonia del quotidiano, anche quella dell'universo.
La tematica ci pone quesiti inquietanti e pieni di fascino.
1)
A quale universo si rivolge l'uomo che con la musica e la danza,
più che con la scienza e la filosofia e la stessa religione,
cerca un naturale ricolmo d'indigenza?
2)
Quale esperienza compie nel dialogo corporeo e sonoro col mondo,
al punto da considerare proprio questo dialogo, e non quello
cerebrale della scienza e della filosofia, una cura di sé,
e prendersi cura della frattalità umana?
3)
E ancora: perché l'arte, di cui musica e danza sono espressione
primigenia e originaria, "è una bugia che ci aiuta a
riconoscere la verità"?
Insomma
che cosa attira ancora l'uomo al di là della vita e che
uguagli la dunamis della vita? E' questo il luogo teoretico
dove gli angeli esitano.
"Arte
e scienza s'arrestano; /all'opra anco soccorre la pazienza /
uno spirto silente per anni s'affatica / ma infine solo il tempo
tempra l'inane fermento / e tutto quel ch 'ei richiede. / Con
tanta maraviglia lo possiede: / è vero, un angelo astuto
mi fu donno, / ma poi, egli stesso, ne ha uno scorno."
Goethe, Faust, pt.1 "Cucina di strega"
AI
CONFINI DELL'UNIVERSO
Musica
e danza sono i confini dell'Universo. La frattalità sonora
e materica delle loro sinfonie esprimono l'instabilità
macro- e micro- della vita inautentica (tale perché ignota
nel suo fondamento ultimo) della fusis, dell'altra dunamis di
cui ognuno, anche il più miserevole degli uomini, ha
piena. e autentica contezza.
L'evento
è atemporale e, dall'universo interiore, attrattore multiforme
in dialogo con l'universo fisico, la coscienza s'irradia dal
profondo inconscio e dona luce, e sensi e significati alle frattalità
quotidiane, agli eventi catastrofici della salvezza o della
dannazione, della chiusura autistica o del lampo di genio, dell'odio
feroce o della indomabile passione dell'innamorato.
Ai
confini tra l'universo fusis e l'universo vita, tacciono le
consonanze, e le asincronie e le dissonanze. Melodia ed armonia
integrano in una regola superiore i ritmi discordi, le apparenti
diversità; e gli impasti armonici visti dall'alto, là
dove gli angeli esitano, il punto dell'eccedenza (un terzo e
infinitamente moltiplicabile attrattore), s'integrano sinfonicamente.
Il
dialogo ai confini dell'universo e del versus-uni, della materia
e dello spirito, la sostanza di cui si costituisce l'alterità
assoluta, è informazione sonora e danzante: informazione
d'un'eccedenza, d'una voragine e d'una sete di infinito.
Ai
confini dell'Universo, degli Universi, l'interiorità
diviene proiezione della flebile voce del Maestro interiore,
la vita è alezeia, manifestazione di se a se, povera
e nuda e mendica apertura sempre pronta all'incontro, agli incontri,
sino a quando non le si spalanchi, oltre il suo universo e "universo
fisico in cui è contenuta, l'eccedenza.
E
pare che quel che è la bellezza frattale dell'insieme
di Mandelbrot, scoperto con la semplice iterazione della formula
di P.F. Verulst, sia solo un'immagine geometrica del dialogo
sonoro e corporeo ai confini dell'universo
umano tra corpo-fusis e spirito-coscienza.
L'ESPRIT
DE FINESSE, PER INTUIRE GLI EVENTI COMPLESSI DELLA MUSICOTERAPIA
E DELLA DANZATERAPIA
Terapie
passive e terapie attive, s'è detto in altri incontri
simili a questo. L'handicap, tutti gli handicaps, tutte le indigenze
richiamano all'autenticità dell'incontro. E gli incontri
sono complessi, ossia frattali, a tre punti di attrazione. L'insieme
di Mandelbrot e gli insiemi geometrici di Julia ci richiamano
le matriosche russe e l'immagine tentatrice di una "struttura
originaria" a scatole cinesi e l'immagine tentatrice di una
"struttura originaria".
Il
riscatto del ripetuto della matriosca e della scatola cinese
è nel dialogo umano di cui le sinfonie musicali e i moti
dell'anima che s'affacciano sul precipizio della materia nella
danza, costituiscono le forme più originali, più
universali e più capaci di portare l'evento oltre se
stesso che l'uomo abbia creato.
Non
c'è ripetuto in una sinfonia ne in una danza, c'è
invece ripetizione d'un motivo, d'una informazione d'ulteriorità
capace di lenire il pianto, dar speranza a una perdita, rinfocolare
un sentimento, vincere una, cento resistenze all'anelito di
libertà. E le resistenze oggi si chiamano fuga dalla
realtà nei mondi dello stordimento dell'esserci e del
con-essere: droga, suicidio, anoressia, bulimia, devianza, nevrosi,
fobia, ecc
La
complessità d'ogni incontro umano mostra che la diversità
è massima nelle zone di confine, là dove "orizzontalità
del dialogo fatto di gesti quotidiani non va oltre l'empatia,
la simpatia e l'antipatia, non fa accendere ne amore ne amicizia,
non traduce la tecnica in scienza e l'arte in genio.
La
complessità degli incontri richiede èsprit de
finesse; quello sguardo che (ogni livello superiore del dialogo
tra l'uomo e il mondo richiede regole d'ordine diverso) vada
alla ricerca d'una meta-regola, se possibile.
Una
meta-regola risignificherebbe ogni dato d'esperienza e la quotidianità
diverrebbe evento disvelante, atemporale. La morte sarebbe riscatto,
la vita alezeia, il falso e il male un rimbombo dell'esserci,
l'errore una traveggola, un'ipotesi da strabici, l'opinione
una trappola, il negativo, ogni negativo, il monologo d'un attrattore
onnipotente che per assenza di dialogo fagocita la sua stessa
impotenza; la cattiva coscienza dell'anima bella un sepolcro
imbiancato, e tutti i paradossi dell'esistere, dal timore della
dannazione all'imbroglio, al ricatto, la vittoria mortifera
del non senso.
Musicoterapia
e danzaterapia ridisegnano gli attrattori ai confini dell'Universo,
degli Universi, e in quei dialoghi essenziali, l'uomo ha memoria
dell'origine e del fine dell'esserci e del con-essere. E' facile
che la tecnica, le tecniche, oggi, addormentino il Maestro interiore
che suona e danza ai confini dell'Universo. In tal caso scambieremmo
la pace e l'armonia con se con la soddisfazione del successo
e della vittoria di scaramucce, scambieremmo l'interdisciplinarità
col semplice confronto d'opinioni, scambieremmo l'intercultura
con il subdolo potere della responsabilità politica verso
il proprio clan, il proprio gruppo, la propria chiesa, la propria
cultura.
Musica
e danza invece non conoscono confini di clan perché vivono
tra i c.onfini degli attrattori universali: corpo, anima e ulteriorità.
Esse danno consistenza alla sinergetica di Haken; nella frattalità
di musica e danza, nella ripetizione sinfonica di ritmi, toni
e timbri convivono in armonia caos e cosmos. Anche le turbolenze
hanno regole, ben oltre il determinismo di Laplace le coglie
solo l'èsprit de finesse.
L'instabilità
universale, scoperta da Poincarè, ha nella musica e nella
danza la sua meta-regola.
CONCLUSIONE
La
pagina di G.Galilei scritta nel Saggiatore, nel 1623 la tradurrei
allora in questo modo:
La
filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente
ci sta aperto innanzi agli occhi ( io dico l'universo, "la realtà"),
ma non si può intendere se prima non s'impara a intender
la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto.
Egli è scritto in lingua "musicale: e i caratteri sono
"ritmi. toni.- timbri ed intersecarsi di decibel e frequenze
hertiane" senza; quali mezzi è impossibile a intenderne
"senso e significato"; senza questi è un aggirarsi vanamente
per uno scuro labirinto.
Il
sistema dinamico complesso d'ogni educazione, soprattutto se
speciale, è dialogo umano che s'apre -ecco il progetto!
-a musica e danza. |