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MUSICOTERAPIA

 

LA SINFONIA DELL'UNIVERSO: IL DIALOGO UMANO

di Franco Larocca

pubblicato su "Musicoterapia per l'Handicap", Atti del 4° Convegno di Musicoterapia, Verona, 1997

 

L'antropologia culturale ci pone sotto gli occhi un fenomeno universale: l'uomo si prende cura di se e rende solenni le svolte d'ogni esistenza con la musica e con la danza, più che con altre espressioni. Musica e danza s'intrecciano, con-sonano, evocando, quasi parusìa d'eterno, in ogni evento, la sete di pienezza; oltre, ben oltre l'indigenza dell'attimo, la carenza ontologica da cui è attanagliato, l'handicap che lo affligge.

Con musica e danza l'uomo di sempre cerca la diversità, la massima delle diversità, al confine delle diversità; cerca la zona, la frontiera dell'alterità: quasi voglia recuperare nella sinfonia del quotidiano, anche quella dell'universo. La tematica ci pone quesiti inquietanti e pieni di fascino.

1) A quale universo si rivolge l'uomo che con la musica e la danza, più che con la scienza e la filosofia e la stessa religione, cerca un naturale ricolmo d'indigenza?

2) Quale esperienza compie nel dialogo corporeo e sonoro col mondo, al punto da considerare proprio questo dialogo, e non quello cerebrale della scienza e della filosofia, una cura di sé, e prendersi cura della frattalità umana?

3) E ancora: perché l'arte, di cui musica e danza sono espressione primigenia e originaria, "è una bugia che ci aiuta a riconoscere la verità"?

Insomma che cosa attira ancora l'uomo al di là della vita e che uguagli la dunamis della vita? E' questo il luogo teoretico dove gli angeli esitano.

"Arte e scienza s'arrestano; /all'opra anco soccorre la pazienza / uno spirto silente per anni s'affatica / ma infine solo il tempo tempra l'inane fermento / e tutto quel ch 'ei richiede. / Con tanta maraviglia lo possiede: / è vero, un angelo astuto mi fu donno, / ma poi, egli stesso, ne ha uno scorno."

Goethe, Faust, pt.1 "Cucina di strega"

AI CONFINI DELL'UNIVERSO

Musica e danza sono i confini dell'Universo. La frattalità sonora e materica delle loro sinfonie esprimono l'instabilità macro- e micro- della vita inautentica (tale perché ignota nel suo fondamento ultimo) della fusis, dell'altra dunamis di cui ognuno, anche il più miserevole degli uomini, ha piena. e autentica contezza.

L'evento è atemporale e, dall'universo interiore, attrattore multiforme in dialogo con l'universo fisico, la coscienza s'irradia dal profondo inconscio e dona luce, e sensi e significati alle frattalità quotidiane, agli eventi catastrofici della salvezza o della dannazione, della chiusura autistica o del lampo di genio, dell'odio feroce o della indomabile passione dell'innamorato.

Ai confini tra l'universo fusis e l'universo vita, tacciono le consonanze, e le asincronie e le dissonanze. Melodia ed armonia integrano in una regola superiore i ritmi discordi, le apparenti diversità; e gli impasti armonici visti dall'alto, là dove gli angeli esitano, il punto dell'eccedenza (un terzo e infinitamente moltiplicabile attrattore), s'integrano sinfonicamente.

Il dialogo ai confini dell'universo e del versus-uni, della materia e dello spirito, la sostanza di cui si costituisce l'alterità assoluta, è informazione sonora e danzante: informazione d'un'eccedenza, d'una voragine e d'una sete di infinito.

Ai confini dell'Universo, degli Universi, l'interiorità diviene proiezione della flebile voce del Maestro interiore, la vita è alezeia, manifestazione di se a se, povera e nuda e mendica apertura sempre pronta all'incontro, agli incontri, sino a quando non le si spalanchi, oltre il suo universo e "universo fisico in cui è contenuta, l'eccedenza.

E pare che quel che è la bellezza frattale dell'insieme di Mandelbrot, scoperto con la semplice iterazione della formula di P.F. Verulst, sia solo un'immagine geometrica del dialogo sonoro e corporeo ai confini dell'universo umano tra corpo-fusis e spirito-coscienza.

L'ESPRIT DE FINESSE, PER INTUIRE GLI EVENTI COMPLESSI DELLA MUSICOTERAPIA E DELLA DANZATERAPIA

Terapie passive e terapie attive, s'è detto in altri incontri simili a questo. L'handicap, tutti gli handicaps, tutte le indigenze richiamano all'autenticità dell'incontro. E gli incontri sono complessi, ossia frattali, a tre punti di attrazione. L'insieme di Mandelbrot e gli insiemi geometrici di Julia ci richiamano le matriosche russe e l'immagine tentatrice di una "struttura originaria" a scatole cinesi e l'immagine tentatrice di una "struttura originaria".

Il riscatto del ripetuto della matriosca e della scatola cinese è nel dialogo umano di cui le sinfonie musicali e i moti dell'anima che s'affacciano sul precipizio della materia nella danza, costituiscono le forme più originali, più universali e più capaci di portare l'evento oltre se stesso che l'uomo abbia creato.

Non c'è ripetuto in una sinfonia ne in una danza, c'è invece ripetizione d'un motivo, d'una informazione d'ulteriorità capace di lenire il pianto, dar speranza a una perdita, rinfocolare un sentimento, vincere una, cento resistenze all'anelito di libertà. E le resistenze oggi si chiamano fuga dalla realtà nei mondi dello stordimento dell'esserci e del con-essere: droga, suicidio, anoressia, bulimia, devianza, nevrosi, fobia, ecc

La complessità d'ogni incontro umano mostra che la diversità è massima nelle zone di confine, là dove "orizzontalità del dialogo fatto di gesti quotidiani non va oltre l'empatia, la simpatia e l'antipatia, non fa accendere ne amore ne amicizia, non traduce la tecnica in scienza e l'arte in genio.

La complessità degli incontri richiede èsprit de finesse; quello sguardo che (ogni livello superiore del dialogo tra l'uomo e il mondo richiede regole d'ordine diverso) vada alla ricerca d'una meta-regola, se possibile.

Una meta-regola risignificherebbe ogni dato d'esperienza e la quotidianità diverrebbe evento disvelante, atemporale. La morte sarebbe riscatto, la vita alezeia, il falso e il male un rimbombo dell'esserci, l'errore una traveggola, un'ipotesi da strabici, l'opinione una trappola, il negativo, ogni negativo, il monologo d'un attrattore onnipotente che per assenza di dialogo fagocita la sua stessa impotenza; la cattiva coscienza dell'anima bella un sepolcro imbiancato, e tutti i paradossi dell'esistere, dal timore della dannazione all'imbroglio, al ricatto, la vittoria mortifera del non senso.

Musicoterapia e danzaterapia ridisegnano gli attrattori ai confini dell'Universo, degli Universi, e in quei dialoghi essenziali, l'uomo ha memoria dell'origine e del fine dell'esserci e del con-essere. E' facile che la tecnica, le tecniche, oggi, addormentino il Maestro interiore che suona e danza ai confini dell'Universo. In tal caso scambieremmo la pace e l'armonia con se con la soddisfazione del successo e della vittoria di scaramucce, scambieremmo l'interdisciplinarità col semplice confronto d'opinioni, scambieremmo l'intercultura con il subdolo potere della responsabilità politica verso il proprio clan, il proprio gruppo, la propria chiesa, la propria cultura.

Musica e danza invece non conoscono confini di clan perché vivono tra i c.onfini degli attrattori universali: corpo, anima e ulteriorità. Esse danno consistenza alla sinergetica di Haken; nella frattalità di musica e danza, nella ripetizione sinfonica di ritmi, toni e timbri convivono in armonia caos e cosmos. Anche le turbolenze hanno regole, ben oltre il determinismo di Laplace le coglie solo l'èsprit de finesse.

L'instabilità universale, scoperta da Poincarè, ha nella musica e nella danza la sua meta-regola.

CONCLUSIONE

La pagina di G.Galilei scritta nel Saggiatore, nel 1623 la tradurrei allora in questo modo:

La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi ( io dico l'universo, "la realtà"), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua "musicale: e i caratteri sono "ritmi. toni.- timbri ed intersecarsi di decibel e frequenze hertiane" senza; quali mezzi è impossibile a intenderne "senso e significato"; senza questi è un aggirarsi vanamente per uno scuro labirinto.

Il sistema dinamico complesso d'ogni educazione, soprattutto se speciale, è dialogo umano che s'apre -ecco il progetto! -a musica e danza.

 

 Lo studio è pubblicato sul sito per gentile concessione dell'autore.


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