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IL
DEFICIT UDITIVO |
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di Piera
Cattaneo |
pubblicato
in "Handicap e Scuola elementare - Progettare l'integrazione",
Ed. La Scuola, Brescia, 1997, pp. 112-115 |
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E'
necessario premettere che:
- l'audioleso
non è un insufficiente mentale (tale era considerato:
psicotico, ritardato);
- non
è un afasico sensoriale;
- non
è un afasico motorio.
Questo
non vuol significare assenza di scompensi funzionali, indotti
negativi, a livello centrale (aree audiolinguistiche e motoriolinguistiche);
essi compaiono se non vi sono prevenzione alla sordità
e precoci piani di intervento di terapia uditiva protesica,
comunicativa, articolatoria, linguistica, culturale e scolastica. |
| DOMANDE
CHIAVE |
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a)
come il soggetto conosce la realtà?
Il
deficit e/ o l'handicap cosa consente o non consente al soggetto? |
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"La
povertà uditiva non favorisce un pieno controllo dell'ambiente
in cui vive l'audioleso il quale avrà scarsa e superficiale
esperienza del mondo, rigidità comportamentale rispetto
alle nonne sociali, inclinazione all'isolamento o all'ostilità
nei confronti della società"(1).
La
deprivazione sensoriale uditiva compromette, come aspetto più
rilevante, il piano della comunicazione. Per partecipare alla
vita comunitaria ben presto il sordo impara a sviluppare l'intelligenza
visiva che si avvale del linguaggio gestuale per comunicare, dopo
aver spesso, trascorso vissuti di isolamento e di frustrazione
(2).
Il
fatto di non sentire, priva il soggetto dell'acquisizione spontanea
del linguaggio verbale e contestualmente può alterare,
se non adeguatamente educato, la formazione degli schemi di adattamento
che assecondano la maturazione e lo sviluppo della persona. Per
questo, la costruzione dell"'io" trova più difficoltà
ad emergere e ad organizzarsi.
"Il
processo di denominazione, cioè il riconoscere le cose
attraverso il loro nome, che nel normo-udente, avviene in modo
naturale, nel sordo presenta difficoltà particolari, poiché
ogni azione ed ogni oggetto gli vanno specificatamente denominati"
(3). "Il sordo rimane in genere ancorato alla parola di maggiore
uso o a quella la cui semantica ha interiorizzato per prima" (4).
Ad
esempio per i termini che acquistano significati diversi a seconda
del contesto e cotesto in cui sono inseriti, l'audioleso ha difficoltà
ad attivare processi di tipo astrattivo che costituiscono l'apparato
concettuale del linguaggio stesso. Ciò sarà più
difficile nello scritto poiché non può avvalersi
della componente analogica della comunicazione orale. Pervenire
all'astrazione rappresenta una difficoltà rilevante. L'utilizzo
indiscriminato solo della lingua dei segni (LIS), come qualcuno
sostiene (5), non consentirebbe al sordo di appropriarsi del potere
astratto caratteristico del genere umano, che si basa sull'uso
della parola come veicolo principale, anche se non assoluto, di
comunicazione. In realtà l'uso combinato di parole e gesti
favorisce uno sviluppo linguistico-verbale superiore di quello
raggiunto tramite la sola educazione che privilegia uno dei due
metodi quello orale o quello gestuale. |
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b)
il soggetto quali vicarianze attiva o potrebbe attivare? |
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"L'isolamento
sensoriale diviene isolamento comunicativo con conseguenze dirompenti
sul comportamento quali: l'irrequietezza, il disagio, l'instabilità,
l'ansia, la paura, l’incomunicabilità" (6). L'audioleso
se non usufruisce di interventi precoci, può rischiare
di interiorizzare la realtà in modo distorto.
E'
chiaro che la modalità di contatto e di conoscenza del
mondo avviene, per il sordo, prevalentemente attraverso la vista,
che gli consente di prendere coscienza sia del movimento, sia
della appartenenza dell'oggetto all'ambiente. E' importante creare
le condizioni necessarie a potenziare questa abilità visiva
nel canale comunicativo attraverso la labiolettura che integra
l'informazione uditiva selettiva senza tuttavia trascurare l'attività
di imitazione verbale poiché rappresenta la base per produrre
il linguaggio orale. |
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c)
che cosa è importante per la sua crescita? |
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Una
diagnosi precoce e la scelta di interventi mirati allo sviluppo
dell'ascolto e della produzione orale possono permettere che l'audioleso
inizi a strutturare immagini mentali avendo come punti di riferimento
il linguaggio anche verbale. Saranno importanti:
- protesizzazione:
al fine di utilizzare al meglio il possibile residuo uditivo
(associato al contributo visivo) anche in presenza di sordità
profonda". Spesso l'anacusico deve ricostruire la parola o la
frase, integrando e completando alcune sillabe che ha identificato
con sicurezza" (7);
- creazioni
di immagini mentali che aiutino a costruire il linguaggio e
la ricchezza lessicale;
- esperienze
concrete: fra le parole e l'esperienza deve esserci sempre una
stretta relazione;
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d)
come facilitare:
la
relazione e la comunicazione |
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Si
attribuisce facilmente al sordo l'incapacità di essere
sociale, di integrarsi nel mondo degli udenti, quasi che ne avesse
una colpa, senza cercare di sconfiggere il "muro" della sordità
(non solo organica) tra lui e noi. "A volte, l'incapacità
di mettersi in relazione con le modalità proprie dei normo-udenti,
la difficoltà di comprendere gli altri, il disorientamento
spazio-temporale, i frequenti problemi esistenti nel nucleo familiare,
facilitano l'insorgenza di turbe del carattere fino a sfociare
in degenerative forme di nevrosi e di psicosi" (8).
"Mettere
l'audioleso, specie se grave, nella condizione ottimale di poter
capire e comprendere ciò che avviene attorno a lui, significa
fornirgli la possibilità di partecipare e di comprendere
fino in fondo la sua identità personale ed il consequenziale
ruolo sociale"(9). Facilitare la relazione, dunque, vuol dire
costruire un ambiente sociale attento e disponibile a comunicare
con l'audioleso.
Imparare
ad ascoltare, d'altra parte è prerequisito essenziale ad
una comunicazione efficace ed efficiente. Si tratterà per
l'educatore, di intervenire sui canali e sui codici comunicativi,
rafforzando quelli già in possesso e proponendone altri
di nuovi per rendere il linguaggio dell'audioleso sempre più
comprensibile agli interlocutori; di farsi intermediario tra l'audioleso
e gli altri utilizzando mezzi e codici diversi nei messaggi per
renderli comprensibili (10).
Inoltre,
anche se la società è fondata sull'uso in prevalenza
del verbale, della lingua parlata è necessario pervenire
ad una dimensione consapevole di comunicazione totale che presume
un reciproco scambio di idee, di pensieri mediante gesti, parole,
con la musica, con il corpo, con la tecnologia anche la più
sofisticata. |
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la
coscienza e l'accettazione di sé |
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Innanzitutto
è necessario togliere l'audioleso il più presto
possibile dal mondo di silenzio in cui vive. Ciò avviene
se si accetta, noi per primi, il suo deficit uditivo e si pongono
in atto quelle misure (protesizzazione) che lo aiutano a superare
il suo stato.
La
famiglia e la scuola svolgono un ruolo attivo e determinante nella
costruzione dell'autostima del bambino. Nella misura in cui egli
si sente accettato e vede che il suo deficit gli consente di interagire
positivamente avrà una accettazione di sé e del
suo limite.
Anche
l'impegno quotidiano per il recupero del linguaggio e per acquisire
le tecniche di comunicazione, avrà allora più facilmente
esito positivo. Il clima relazionale e di accoglienza sono fondamentali
nella gestione delle risorse umane e nell'uso di tecniche anche
riabilitative che si attivano; la risposta dell'ambiente di fatto
condiziona non solo il vissuto del singolo soggetto, in questo
caso, dell'audioleso, ma influenza anche i vissuti di tutti, famiglie
comprese. Le protesi, ad esempio, vanno accettate da tutti i familiari
nonché da coloro che sono impegnati anche nel compito di
sostegno psicologico all'audioleso che deve imparare ad usare
le protesi acustiche fino a considerale parte integrante di se
stesso. |
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l'autonomia |
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Il
percorso dalla dipendenza all'autonomia tende ad essere più
lungo per il soggetto affetto da sordità. La scarsa fiducia
che gli adulti gli concedono, favorisce questo rallentamento e,
a volte, si assiste ad episodi di aggressività o di nervosismo
che denunciano, da parte dell'audioleso, una mancata opportunità
di 'fare da solo' o ad atteggiamenti di delega per comodo.
E'
importante, invece, stimolarlo ad assumere le proprie responsabilità,
a non commiserarsi a reagire alle situazioni conflittuali secondo
strategie che privilegiano razionalità e competenza. Anche
l'atteggiamento autonomo è costruito attorno alla stima
di sé e al senso di sicurezza acquisito mediante esperienze
positive, di effettiva realizzazione. |
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la
memoria, la comprensione e la produzione |
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La
costruzione e la strutturazione del linguaggio simbolico-astratto
rappresenta per l'audioleso la disposizione 'principe' da raggiungere.
Alcuni prerequisiti da osservare in campo rnetodologico sono:
- promuovere
e valorizzare tutte le forme d'intenzione comunicativa dell'audioleso,
mediante l'utilizzo di tutti i calali e i mezzi comunicativi
(labiolettura, LIS, sistema gestuale, musica, simboli di Bliss,
di Carrier, sistemi grafico-pittorici... );
- stimolare
la comprensione per favorire la comparsa del nucleo frasale
mediante esperienze concrete del vissuto quotidiano;
arricchire
la frase di contenuti semantici, perché si formino nell'audioleso
strutture superficiali (sintattiche) corrette (16), mediante il
continuo confronto e la relazione con i soggetti normoudenti. |
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Note:
(1) S. ZATELLI, Psicopedagogia dell'audioleso, Omega, Torino, 1991, pag. 24
(2) Cfr. P .GASPARI, Il labirinto dell'handicap, Giunti Lisciani, Teramo, 1990, pag. 156
(3) R. GIOBERTI, Bambini in difficoltà nella famiglia e nella scuola, Marino Fabbri ed., Roma, 1979, pag. 93
(4) A.R.NOCI FRANCESCHINI, Sordità e diagnosi funzionale, in G.PESCI (a cura di), Diagnosi funzionale, Armando, Roma, 1988, pag. 110
(5) Esistono le posizioni controverse del metodo orale e del metodo mimico-gestuale. ""Oggi il tono di certi esperti esprime bene l'inutilità della polemica sui vantaggi rispettivi del linguaggio orale e di quello mimico-gestuale. ….In realtà la parola normale inizia dove il gesto della mano non può proseguire. "P .GASPARI, Il labirinto dell'handicap, Giunti Lisciani Teramo, 1990, pag. 158. V. DI BLASIO, Il sordo nella scuola dell'obbligo oggi.' la situazione, in AIES (a cura di), Il sordo dopo la scuola dell'obbligo oggj, Atti del XXXIV Convegno Nazionale di Aggionamento: S.Giovanni Rotondo, 28/8-2/9, MO, 1988 classifica i sistemi linguistici in tre tipologie:
1. I sistemi verbali. cioè il metodo orale puro (codificato da Heinicke nel 1778), in seguito integrato mediante:
- dattilologia (metodo Bonet del 1620 poi Rochester nel 1876);
- metodo audiofonetico (strutturato da Ewing nel 1954, da Van Uden nel 1962 e da Protico nel 1974) consistente in labiolettura ed articolazione;
- il metodo verbo-tonale (ideato da Guberina nel 1955);
- cued speech (proposto da Cornett nel 1967).
2. I sistemi non verbali, che utilizzano la mimica:
- il sistema dei segni metodici dell'abate De L'Epéé (1776)
- il sistema delle lingue dei segni nazionali come l'ASL (America Sign Language) e la LIS (Lingua Italiana dei Segni);
- la prospettiva di creare una Lingua Internazionale dei segni ed un Vocabolario internazionale dei segni (Federazione Mondiale dei Sordi, 100 Congresso della FMS, Helsinki, 1987).
3. I sistemi misti:
- metodo combinato (gesto accompagnato dalla parola), sostenuto da Gallaudet nel1880 al Congresso Nazionale di Milano;
- comunicazione totale: parlare e contemporaneamente segnare e fare uso della dattilologia;
- il metodo bimodale, usa insieme parola parlata e gesti codificati (fusione del metodo orale con il linguaggio mimico-gestuale).
(6) S. ZATTELLI. Psicopedagogia dell'audioleso, Omega, Torino, 1991, pag, 35
(7) R.GIOBERTI. Bambini in difficoltà nella famiglia e nella scuola. Marino Fabbri ed. Roma, 1979, pag. 98
(8) P. CASPARI, Il labirinto dell'handicap, Giunti Lisciani. Teramo, 1990. pag. 140
(9) Ibidem, pag. 142
(10) Ibidem,
pag. 140
(11) Cfr. A. DE
FILIPPIS. Sordità o pseudo-demenza?, in (a cura
di) E.CARACCIOLO -F.ROVETTO. Handicap. Nuove metodologie
per il ritardo mentale, Franco Angeli, Milano, 1988, pag.
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Lo studio è pubblicato sul sito per gentile concessione dell'autore. Al 31 ottobre 2000 il volume risulta esaurito.
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