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| CURA
EDUCATIVA E RISPOSTA ESTETICA
Attualmente
la differenza tra i significati che può assumere il termine
“cura” può essere colta, con terminologia anglosassone,
tra l’espressione to cure e to care. Il termine to cure ha acquisito
il significato di “tecnica guaritiva”; col verbo “curare” di
solito si intende “guarire” una malattia con un determinato
farmaco o trattamento. Con to care si intende la therapeuein
greca, un “prendersi cura di”. Esprime un interesse sollecito
verso qualcuno di cui si desidera occuparsi, con un’attenzione
particolare rivolta alla persona nella sua interezza, puntando
ad uno sviluppo del potenziale umano rispettando i limiti. Si
rende sempre più necessario un approccio di tipo olistico,
che abbracci la persona con tutte le sue sfumature, nella sua
globalità.
Esistono malattie “inguaribili”, ma non “incurabili”. Prendersi
cura di qualcuno non significa tanto sconfiggere la malattia
da cui è affetto nell’intento di ricondurre l’individuo
alla normalità, quanto cercare di comprendere il senso
esistenziale di quella particolare sofferenza in vista del raggiungimento
di una graduale autonomia del soggetto nell’esercizio della
propria cura.
Nelle relazioni educative può presentarsi il rischio
di occuparsi dell’altro anticipando ogni sua richiesta e sostituendosi
a lui, ma in questo modo la persona diventa oggetto della cura,
viene ridotta la sua capacità intenzionale, il suo poter
essere, ostacolando la possibilità di autoformazione
del soggetto [1].
L’esistenza
è apertura verso il mondo e verso gli altri. Heidegger
sostiene che il rapporto tra l'uomo e gli altri Esserci è
un “aver cura” degli altri che può essere “inautentico”
nel caso in cui si tolga agli altri la loro cura, oppure può
essere “autentico” se li si aiuta ad assumersi la propria cura.
La cura è un incontro tra educatore ed educando in cui
avviene uno scambio nel pieno riconoscimento dell’altro che
è irriducibile ad un bisogno anche se manifesto. E’ importante
progettare l’esistenza di una persona in considerazione del
suo vissuto partendo dalla sua soggettività e dal suo
essere-nel-mondo per non ridurre l’uomo a oggetto di un sapere
separandolo dal mondo in cui vive [2].
L'arte
svolge in modo ottimale la “presa in cura”. Secondo J. Hillmann
ignorare l’impulso estetico della nostra psiche conduce all’attuale
condizione umana di “an-estesia” e “ottundimento psichico”.
Per risvegliare il senso dell’anima mundi è necessaria
una risposta estetica che consiste nello sviluppare il nostro
senso del bello e del brutto. Per fare questo occorre fidarsi
delle emozioni. Secondo il filosofo il vero inconscio oggi è
la bellezza pensata come data in modo permanente, riferita al
mondo nei suoi dati, un’esposizione che richiama una risposta
estetica.
L’artista riesce a rivelare lo straordinario nell’ordinario
che non sono separati. Hillmann sottolinea l’importanza fondamentale
che ha il silenzio per la vita interiore. Il silenzio ispira
“l’agente immaginante” e le arti favoriscono il silenzio. Attraverso
l’arte occorre ritrovare l'Io Immaginale di cui parla Hillmann
per elaborare le nostre immagini creative, nell’interesse dell’anima
[3].
L’ARTE-TERAPIA
IN UN APPROCCIO DI TIPO EDUCATIVO: CONSIDERAZIONI GENERALI
L'espressione
Arte Terapia viene utilizzata per riferirsi a diverse tipologie
di operazioni. Nel 1999 si è costituita l'associazione
A.P.I.Ar.T (Associazione Professionale italiana arte terapeuti),
dimostrando così che il paese è pronto ad accogliere
la nuova figura professionale.
Sul sito internet dell’A.P.I.Ar.T (www.apiart.3000.it)
troviamo definita l’arte terapia come l’uso terapeutico dell’arte,
dell’espressione artistica e del processo creativo per promuovere
l’integrazione psichica, emotiva, cognitiva, spirituale, la
maturità affettiva e psicosociale, la qualità
della vita della persona. L’arte terapia si indirizza a uno
studio rigoroso delle interrelazioni tra la mente, il corpo,
gli stati emotivi e immaginativi, e il mondo della relazione.
L’arte terapia si focalizza sull’espressione grafico-pittorica
e sul comportamento della persona per la creazione di oggetti
artistici quali specifici elementi di valutazione e di intervento.
L’arte terapia è un insieme di metodiche inquadrabili
in diverse aree concettuali (psicoanalitica, cognitivista, relazionale
ecc.) finalizzate alla promozione umana con scopi riabilitativi,
psicopedagogici, psicoterapeutici e preventivi di qualunque
forma di disagio psicosociale, che prevedano l’uso sistematico
di pratiche artistiche grafico-plastico-pittoriche. L’arte terapeuta
è una precisa figura professionale formata per utilizzare
tali metodiche.
In Italia manca una regolamentazione istituzionale e c'è
ancora confusione nel settore. Il modello teorico e applicativo
in arte terapia deve fondarsi su una ricerca artistica e clinica
e considerare fondamentale la formazione estetica dell'operatore.
Inoltre l'utente deve essere informato e consapevole del percorso
arteterapeutico (il contratto). Se si agisce all'interno di
un'istituzione è importante la concertazione con il progetto
complessivo di cura e l'esistenza di una equipe multidisciplinare
di appoggio e di verifica della qualità del servizio.
Arthur Robbins sostiene che “nel processo di comunicazione l’artista
ha la capacità di trovare ciò che non funziona
all’interno della forma estetica e di vedere come questo possa
essere connesso a problematiche di natura psicodinamica”. Inoltre
definisce la relazione terapeutica come “una storia d’amore”
in quanto ci si sente compresi in modo non verbale, empatico,
attraverso una forma artistica che abbraccia il riconoscimento
dell’altro e che ha in sé qualità sensorie.
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...continua...
| NOTE:
[1] Cfr.
Palmieri C., La cura educativa. Riflessioni ed esperienze
tra le pieghe dell’educare, Franco Angeli, Milano, 2000
[2] Ibid;
[3]Cfr. Hillmann J., Politica di bellezza, Moretti
e Vitali, Firenze, 1999.
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BIBLIOGRAFIA:
1.
AA. VV., Belfiore M., Colli L. M. (a cura di), Tra il
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essere in dispArte. Atti del 1° Convegno Nazionale su
Arte terapia e buona relazione educativa, I.D.I.S. A.
Meucci, Carpi, 2001
3. AA. VV., Coppelli C. (a cura di), La differenza contro
l’indifferenza. Suoni e linguaggi oltre il silenzio. Atti
del 3° Convegno Nazionale sulle Arti terapie nella scuola
e nei servizi per l’anno europeo del disabile. Conferenze
e laboratori espressivi, Centro Stampa del Comune di
Carpi, Carpi, 2004
4. Bion W. R., Apprendere dall’esperienza, Armando,
Roma, 1998
5. Denner A., Malavasi L., Arteterapia: metodologia e
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6. Givone S., Storia dell’estetica, Laterza, Roma-Bari,
2003
7. Hillmann J., Politica di bellezza, Moretti e Vitali,
Firenze, 1999
8. Larocca F. (a cura di), Musicoterapia, Danzaterapia
e Arteterapia per l’handicap, Atti dei Convegni internazionali
dell’Università degli Studi di Verona, Libreria
Editrice Universitaria, Verona, (7 voll.) 1995-2002
9. Larocca F., Azione mirata. Per una metodologia della
ricerca in educazione speciale, Franco Angeli, Milano,
2003
10. Larocca F., Pedagogia speciale, Erikson, Trento,
2000
11. Larocca F., Nei frammenti l’intero. Una pedagogia
per la disabilità, Franco Angeli, Milano, 1999
12. Lascioli A., Elementi introduttivi alla pedagogia
speciale, LEU, Verona, 2001
13. Palazzi Trivelli C., Taverna A. (a cura di), Arti
Terapie. I fondamenti, Tirrenia Stampatori, Torino, 2000
14. Palmieri C., La cura educativa. Riflessioni ed esperienze
tra le pieghe dell’educare, Franco Angeli, Milano, 2000
AUTORE:
Serena
Mortari, laureata in Scienze dell'Educazione presso
l'Università di Verona.
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copyright
© Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005
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