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L'INSERIMENTO DEI BAMBINI AFFETTI DALLA
SINDROME DEL CRI DU CHAT NELLA SCUOLA DELL'OBBLIGO

Metodiche operative e strategie didattiche
Educazione sociale e programma intellettivo

di Angelo Luigi Sangalli

 

 

SOMMARIO:
Dalla visione alla lettura | Dall'udito alla comprensione, dalla comprensione al linguaggio |
| Dal tocco alla presa di mano, dalla coloritura alla scrittura | Dal corpo come punto al corpo come
spostamento nello spazio: l'aritmetica
| La logica disposizionale | Strategie operative | Bibliografia

 

 

L'inserimento del bambino con Cri du Chat nella scuola dell'obbligo comporta alcune linee comuni che possono essere generalizzate alla maggioranza dei casi. 

La scuola ci indica già negli obiettivi di minima, i punti da raggiungere: leggere scrivere e far di conto. Qualcuno a questo punto obietterà: che questi sono bambini con un grave handicap. Nessuno nega la gravità del deficit ne tantomeno le difficoltà che spesso presentano nella scuola, ma gli obiettivi, se si parla di integrazione non possono essere differenti.

Qualche insegnante dirà che certi obiettivi non potranno mai essere raggiunti e ne mai lo saranno. Non posso certo obiettare che non tutti i bambini con CDC riusciranno nell'intento di leggere, scrivere e far di conto, ma la strada su cui lavorare nella scuola è solo quella di lavorare sui pre-requisiti che stanno alla base della lettura, della scrittura e della aritmetica. Parlare di pre-requisiti non significa lavorare buttando nel calderone dell'apprendimento esercizi che ci paiono avere una qualche forma di attinenza con le finalità che la scuola ci fornisce. Tutti possono essere educati ed anche i bambini con CDC, ma la cosa avverrà solo per un lavoro costante, impegnativo e soprattutto mirato. 

Le metodiche operative devono innanzitutto considerare l'aspetto comportamentale dei bambini con CDC. La delezione cromosomica comporta difficoltà nella ricezione degli stimoli: abbiamo infatti una problema che si ripercuote sulla sensorialità visiva, uditiva e tattile che condiziona la loro vita e quella delle persone che stanno loro vicino. Questi bambini sono spesso iper visivi, iper uditivi e iper sensoriali a livello tattile. Questo comporta moltissime difficoltà nell'organizzare loro uno spazio di lavoro nel quale siano in grado di operare con profitto. Passare attraverso la diagnosi e considerare gli effetti che il deficit ha su di loro e quindi il primo passo. Spetterà poi al livello riabilitativo indicare la strada per meglio operare al fine di ridurre gli aspetti ipersensoriali. 

 

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BIBLIOGRAFIA

  • Schopler E., Reichler R. J., Lansing M., Strategie educative nell’autismo, Masson, Milano, 1991
  • Schopler E., Mesibov G. B., Apprendimento e cognizione nell’autismo, McGraw-Hill, Milano 1998
  • Larocca. F., Pedagogia Speciale, Erickson, Trento, 2000
  • Parisi A. , I bambini dallo sguardo sfuggente, ed Italia Scientifica, Napoli, 1999

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copyright © Educare.it - Anno I, Numero 9, Agosto 2001


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