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AREA HANDICAP

 

IL DEFICIT PSICOFISICO

di Piera Cattaneo

 pubblicato in "Handicap e Scuola elementare - Progettare l'integrazione", Ed. La Scuola, Brescia, 1997, pp. 112-115

 

Nel considerare i soggetti affetti da handicap psicofisico occorre riferirsi a diverse tipologie di handicap (down, x-fragile, ritardo mentale lieve, medio, grave, epilettico, autistico, affetti da sindrome di West, di Turner ...). In questa sede si cercherà di delineare le linee comuni che riguardano l'insufficienza mentale, connotando qualche aspetto specifico in ordine alle tipologie più ricorrenti.

 

DOMANDE CHIAVE

a) come il soggetto conosce la realtà?

Il deficit e/ o l'handicap cosa consente o non consente al soggetto?

Il dato più rilevante che si riscontra con soggetti affetti da deficit mentale sembra essere l'eccessiva lentezza pigrizia che manifestano nelle loro azioni.

Secondo Lewin (1) questo è dovuto ad una carenza di tipo energetico, che si esprime anche in una sorta di non elasticità e flessibilità a cogliere ad esempio somiglianze e differenze, ma piuttosto a determinare rigidamente categorie fisse e immutabili. Inoltre "ad un sincretismo cognitivo corrisponde rigidità motivazionale e comportamentale" (2).

Per Vygotskij, i rapporti fra le carenze affettive e quelle cognitive assumono significato e ciò trova giustificazione nel fatto che l'affettività dipende dall'intelletto e viene diversamente controllata a seconda delle caratteristiche del pensiero del soggetto. Per questo infatti il soggetto down non adeguatamente educato, non è affettivo ma affettuoso. La conquista dell'affettività per il down è una disposizione da raggiungere.

Nei confronti della realtà il soggetto con handicap psichico è facilmente compromesso nelle sfere sensopercettive; pensiamo al soggetto autistico cui è precluso il mondo normale dei contatti umani, ma è solo disponibile un mondo di isolamento, un 'suo' mondo dove è difficile entrare se non si usano gli stessi codici e le stesse chiavi.

Analogamente il soggetto gravemente ritardato potrebbe non avere integri i canali sensopercettivi a livello o di organi, o di terminazioni nervose o di aree corticali preposte. Vive così senza contatto o senza sapere di averne, per non parlare della percezione del sé a volte postulabile solo come meta d'arrivo.

L'approccio a questi mondi così lontani o così misteriosi sembra essere solo quello del contenimento, del lasciarsi guidare dal soggetto stesso, del cercare di "capire" noi, i sistemi e le carte stradali per camminare su queste strade accidentate e sconosciute. E' la situazione dell'educatore che presta il proprio corpo come mediatore tra il soggetto e la realtà che filtra le situazioni e semplifica le dinamiche cognitive e relazionali.

 

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Note:

(1) K. LEWIN, Teoria dinamica della personalità, Giunti Barbera, Firenze, 1935

(2) R. VIANELLO, Insufficienza mentale e sviluppo della personalità, in "L'educatore", Fabbri Ed., 1\11, n° 4, 1990/91, p. 46

(3) Le alterazioni del sistema sensoriale possono prevedere:

  1. iper sensorialità: si ha una quantità elevata di ricezione del messaggio sensoriale (passano troppi dati);
  2. ipo sensorialità: si assiste al passaggio di pochi dati; il messaggio sensoriale è debole;
  3. rumore bianco: si tratta di interferenze sensoriali interne al soggetto (sensazione di fondo), le quali diminuiscono o/e alterano la capacità di comunicare col mondo esterno. Cfr. V. DANIELSKI, Il tuo bambino non può aspettare, Matteo Ed., Dosson, Trento, 1982.

  

Lo studio è pubblicato sul sito per gentile concessione dell'autore.
Al 31 ottobre 2000 il volume risulta esaurito.


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