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IL CANE COME MEDIATORE EDUCATIVO

NELL’ESPERIENZA DI PET-THERAPY

CON SOGGETTI AFFETTI DA DISABILITA’ INTELLETTIVA

di Angelo Luigi Sangalli     Marco Defranceschi     Erika Michielin

 

 

Introduzione

 

La sperimentazione è orientata a verificare le possibilità terapeutiche, riabilitative e educative ottenibili con la disabilità intellettiva attraverso l’utilizzo del cane nel contesto di Pet-Therapy. Il cane, come animale di branco, offre una duttilità di comportamenti e di relazioni che hanno già trattato un utilizzo ormai istituzionale con i deficit sensoriali. La presente ricerca intende verificare l’utilizzo del cane nella disabilità intellettiva. Con il termine disabilità intellettiva si intende qualsiasi deficit neurologico di natura intellettiva.

 

Ogni attività terapeutica deve ritrovare in se una valenza educativa perché ogni azione sia sempre orientata alla massima realizzazione della persona. Spesso gli interventi terapeutici e riabilitativi sono completamente avulsi da un qualsiasi progetto educativo generale.

 

In questa sperimentazione abbiamo utilizzato il cane come mediatore educativo e l’attività di Pet-Therapy è diventata strumento nelle mani dell’educatore, finalizzando ogni azione al progetto educativo generale di ogni soggetto coinvolto.

 

FINALITA’ E TIPOLOGIA DELL’UTENZA

 

Il presente progetto è orientato a sperimentare l’efficacia della Pet-Therapy con nove soggetti affetti da disabilità intellettiva medio-grave che frequentano un centro socio-educativo dell’ANFFAS di Trento.

La finalità del progetto:

·         rendere il comportamento del cane completamente adeguato alle capacità dei soggetti coinvolti, compatibilmente con la loro tipologia di deficit e coerentemente al progetto educativo. 

·         verificare la possibilità di predisporre cani addestrati che sappiano interagire con i livelli cognitivo, relazionali, comunicativi, affettivi, emotivi, motori degli utenti al fine di stimolare in modo costruttivo l’evoluzione educativa della persona.

·         sperimentare la possibilità che il cane possa diventare supporto ed elemento motivante all’attività quotidiana, anche come ausilio all’autonomia personale, coerentemente al contesto, nella specificità dei deficit della disabilità intellettiva. 

·         predisporre la possibilità di una presa in carico dei cani da parte delle famiglie e delle comunità in cui sono inseriti.

 

STRUMENTI

 

Per la ricerca è stata utilizzata l’Osservazione Partecipata, le fotografie, la ripresa filmata, il diario/relazione di ogni incontro, le verifiche d’equipe.

Nella  griglia di riferimento per l’osservazione sono stati identificati i seguenti parametri:

 

·         stato emotivo: si pone attenzione al cambiamento che i ragazzi manifestano quando sono a    contatto con il cane (la motivazione all’attività ricade sull’aspetto emotivo generando cambiamenti nell’umore, nell’attenzione e nella partecipazione);

·         livello motorio: si osservano principalmente i miglioramenti nel movimento, nel tono muscolare, dell’intenzionalità nella ricerca di senso;

·         aspetto affettivo: accettazione e disponibilità si combinano con l’esternazione di effusioni che in seguito si ripercuotono migliorando il tono quotidiano dell’umore;

·         livello di comunicazione (verbale, gestuale): la specifica relazione con l’animale sprona ad una autonoma ricerca qualitativa e quantitativa nello spettro comunicativo;

·         aspetto cognitivo di presa in carico di una consegna:

a)       tempi di lavoro

b)       livelli di attenzione

c)       sequenze operative;

·         disponibilità alla relazione e all’attività;

·         coinvolgimento della famiglia.

 

L’équipe è composta di: conduttore, medico veterinario, educatori, cinotecnico, terapista della riabilitazione, pedagogista, psicologo. Compito dell’équipe è di valutare i risultati raggiunti, progettare le azioni future partendo dai progetti di Pet-Therapy realizzati individualmente per i ragazzi, decidendo le azioni che il cane deve operare per restare coerente al lavoro educativo, secondo le proprie rispettive competenze e professionalità.

 

La valutazione del lavoro e dei risultati è stata di tipo qualitativo, vista la disomogeneità dei soggetti coinvolti.

 

La presente esperienza rientra nell’attività di sperimentazione promossa e sovvenzionata dalla Provincia Autonoma di Trento.

 

 

CAPITOLI

 

 

<< 1 >>

 

Strutturazione dell’intervento  

<< 2 >>

 

Procedure operative

<< 3 >>

 

Progetti:     Piera    Donata    Ayrton    Alessandro    Giuseppe    Maddalena    Francesco    Sofia    Alice

<< 4 >>

 

Conclusioni

 

 

 

Bibliografia

 

 

 

 

  

Autori:

Angelo Luigi Sangalli: vedi profilo    torna indietro

Marco Defranceschi: educatore professionale responsabile del servizio di Pet-Therapy    torna indietro

Erika Michielin: educatore dell’ANFFAS di Trento    torna indietro

 

 

 

copyright © Educare.it - Anno I, Numero 12, Novembre 2001