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IL CANE COME MEDIATORE EDUCATIVO NELL’ESPERIENZA DI PET-THERAPY CON SOGGETTI AFFETTI DA DISABILITA’ INTELLETTIVA |
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Introduzione
La sperimentazione è orientata a verificare le possibilità
terapeutiche, riabilitative e educative ottenibili con la disabilità
intellettiva attraverso l’utilizzo del cane nel contesto di Pet-Therapy.
Il cane, come animale di branco, offre una duttilità di comportamenti
e di relazioni che hanno già trattato un utilizzo ormai istituzionale
con i deficit sensoriali. La presente ricerca intende verificare l’utilizzo
del cane nella disabilità intellettiva. Con il termine disabilità
intellettiva si intende qualsiasi deficit neurologico di natura
intellettiva.
Ogni attività terapeutica deve ritrovare in se una valenza educativa perché ogni azione sia sempre orientata alla massima realizzazione della persona. Spesso gli interventi terapeutici e riabilitativi sono completamente avulsi da un qualsiasi progetto educativo generale.
In questa sperimentazione abbiamo utilizzato il cane come mediatore educativo e l’attività di Pet-Therapy è diventata strumento nelle mani dell’educatore, finalizzando ogni azione al progetto educativo generale di ogni soggetto coinvolto.
FINALITA’
E TIPOLOGIA DELL’UTENZA
Il presente progetto è orientato a sperimentare l’efficacia
della Pet-Therapy con nove soggetti affetti da disabilità intellettiva
medio-grave che frequentano un centro socio-educativo dell’ANFFAS di
Trento. La finalità del progetto:
·
rendere il comportamento
del cane completamente adeguato alle capacità dei soggetti coinvolti,
compatibilmente con la loro tipologia di deficit e coerentemente al
progetto educativo.
·
verificare la possibilità
di predisporre cani addestrati che sappiano interagire con i livelli
cognitivo, relazionali, comunicativi, affettivi, emotivi, motori degli
utenti al fine di stimolare in modo costruttivo l’evoluzione educativa
della persona.
·
sperimentare la possibilità
che il cane possa diventare supporto ed elemento motivante all’attività
quotidiana, anche come ausilio all’autonomia personale, coerentemente
al contesto, nella specificità dei deficit della disabilità intellettiva.
·
predisporre la possibilità
di una presa in carico dei cani da parte delle famiglie e delle comunità
in cui sono inseriti.
STRUMENTI
Per la ricerca è stata utilizzata
l’Osservazione Partecipata, le fotografie, la ripresa filmata, il diario/relazione
di ogni incontro, le verifiche d’equipe. Nella griglia di riferimento per l’osservazione sono stati identificati
i seguenti parametri:
·
stato emotivo:
si pone attenzione al cambiamento che i ragazzi manifestano quando sono
a contatto con il cane (la motivazione all’attività
ricade sull’aspetto emotivo generando cambiamenti nell’umore, nell’attenzione
e nella partecipazione);
·
livello motorio: si osservano principalmente
i miglioramenti nel movimento, nel tono muscolare, dell’intenzionalità
nella ricerca di senso;
·
aspetto affettivo: accettazione e disponibilità
si combinano con l’esternazione di effusioni che in seguito si ripercuotono
migliorando il tono quotidiano dell’umore;
·
livello di comunicazione (verbale,
gestuale): la specifica relazione con l’animale sprona ad una autonoma
ricerca qualitativa e quantitativa nello spettro comunicativo;
·
aspetto cognitivo di presa in carico di una consegna:
a)
tempi di
lavoro
b)
livelli
di attenzione
c)
sequenze
operative;
·
disponibilità alla relazione e all’attività;
·
coinvolgimento della famiglia.
L’équipe
è composta di: conduttore, medico veterinario, educatori, cinotecnico,
terapista della riabilitazione, pedagogista, psicologo. Compito dell’équipe
è di valutare i risultati raggiunti, progettare le azioni future partendo
dai progetti di Pet-Therapy realizzati individualmente per i ragazzi,
decidendo le azioni che il cane deve operare per restare coerente al
lavoro educativo, secondo le proprie rispettive competenze e professionalità. La valutazione del lavoro e dei
risultati è stata di tipo qualitativo, vista la disomogeneità dei soggetti
coinvolti.
La presente esperienza rientra
nell’attività di sperimentazione promossa e sovvenzionata dalla Provincia
Autonoma di Trento.
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| CAPITOLI
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Strutturazione
dell’intervento |
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Procedure
operative |
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Progetti: Piera Donata Ayrton Alessandro Giuseppe Maddalena Francesco Sofia Alice |
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Conclusioni |
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Autori: Angelo
Luigi Sangalli:
vedi profilo torna
indietro Marco
Defranceschi:
educatore professionale responsabile del servizio di Pet-Therapy torna
indietro Erika
Michielin: educatore dell’ANFFAS di Trento torna indietro
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copyright © Educare.it - Anno I, Numero 12, Novembre 2001