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LA
VITA ONIRICA DEI CIECHI:
una ripresa in prospettiva educativa |
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di Roberta Zandonà |
pubblicato in "Tiflologia per l'integrazione", n. 4, 1999 |
Cosa sono i sogni? Sono
forse rimembranze, distrazioni di oggetti carpiti casualmente al futuro
che riportano al passato, a tutto quello che é stato vissuto in maniera
più o meno forte?
Freud all'inizio del secondo capitolo della "Traumdeutung"
affermava che i sogni sono rivolti alla memoria del sognatore più che
al futuro e alla possibilità di attingere qualche informazione per
essere più preparati a ciò che ci aspetta.
Prevale quindi il desiderio che vuol dare significato alla propria
esistenza. In questo caso è più facile parlare di sogni "ad occhi
aperti" ossia del credere di poter arrivare ad avere ciò che la
mente e il cuore impongono. E' pur vero che anche i sogni del periodo
notturno possono, come fonte di saggezza misteriosa per la tradizione
orientale, aiutare l'uomo a prepararsi agli eventi futuri, a superare
gli ostacoli a crescere personalmente e spiritualmente. (1)
Tuttavia al di là dell'ovvia differenza fisiologica tra i due tipi di
sogni, il secondo possiede le più varie accezioni.
Vi sono esperienze oniriche premonitrici che vanno dal passato verso il
futuro nelle quali è visualizzato in anticipo un avvenimento futuro.
Possono anche essere sogni di "rivisitazione" e tali da
diventare strumento per conoscere il soggetto e per aiutarlo a dare un
senso, a significare e risignificare alcuni pilastri della propria
conoscenza.
Raccontare i sogni diventa un test proiettivo che fornisce aiuto senza
che il soggetto ne abbia coscienza diretta ed allo stesso tempo
riqualificano il proprio mondo.
I sogni possono fornire un quadro simbolico della situazione odierna
della nostra vita, offrendoci la possibilità di osservare il nostro
comportamento da una prospettiva diversa e quindi di modificarlo.
Da qui derivano i sogni che aiutano a reinterpretare il passato nel
quale si cela la dimensione del futuro, dell'attesa.
Ci troviamo così nel campo delle scienze e credenze orientali per le
quali i sogni possiedono quattro qualità: l'assistenza, la guida,
l'aiuto, il conforto.
Soprattutto l'ultima e ritenuta la più importante poiché tutti gli
uomini hanno bisogno della conferma che la vita abbia una continuità.
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L'autore:
Roberta Zandonà è pedagogista ed insegnante,
si occupa da anni dell'educazione dei ciechi. Ha maturato inoltre
una lunga esperienza nel trattamento delle difficoltà di lettura.
Collabora a vario titolo con le Università di Verona, Padova
e Venezia, in attività di ricerca e di formazione |
Lo studio è pubblicato
sul sito per gentile concessione dell'autore
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