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HANDICAP E SCUOLA (1)

Capitolo 7

Relazioni tra eventi

di Paola Maria Fiocco

Introduzione e Sommario

 

In una qualunque ricostruzione lo storico non mette l’uno accanto all’altro dei puri «dati» o «fatti» o elementi di contenuto, ma svolge un’azione assai più significativa: coglie relazioni tra elementi di contenuto o dati. Processi che si connettono in uno spazio-tempo. E’ questa modalità spazio-temporale umana che è storia, non certo il fatto che l’evento studiato sia accaduto in passato. Il bisogno di «memoria» si proietta nel passato solo perché quel sistema non è più interamente osservabile e se ne posseggono osservazioni o informazioni parziali.

 

In altre parole il senso storico è una modalità costruttiva applicabile anche al presente e coincide con l’azione sociale: “deve” coincidere perché la realtà del soggetto non è percepibile se non in relazioni spazio-temporali, in rapporto al concreto mondo del suo agire. Sistemi osservabili attuali non sono meno storici dell’analisi di una comunità di settecento anni fa o di un personaggio del seicento. Se il senso della storia (2) si situa nella «messa in parallelo» di dati altrimenti di per sé quasi privi di significato, ciò comporta che l’ osservazione della comunicazione non è soltanto la costruzione di una struttura assiomatica o di una topologia del rapporto, ma piuttosto è la messa in parallelo della ossatura o intelaiatura relazionale di gruppi, istituzioni e/o famiglie. In questa operazione non ci si esclude dalla ricerca latamente storico-sociale, ma la si sostanzia, dato che la comunicazione orale ed i suoi effetti sono fatti sociali, dato che permettono agli individui di relazionarsi ed  interagire programmando. Inoltre un’operazione di questo tipo (fusione d’indagine tra storia di vita e analisi delle relazioni) è proprio ciò che permette di compiere l’auspicato passaggio tra il momento idiografico e il momento nomoetico, cioè tra aspetti particolari e spiegazioni generali nel discorso scientifico, come auspicato da Ferrarotti.

 

A sostegno del nostro lavoro d’osservazione un’ultima annotazione: lo schema comunicativo di un gruppo, di una famiglia, di due individui, si ricava proprio dall’osservazione della storia quotidiana nei suoi rapporti interattivi, mettendo tra parentesi qualsiasi riferimento a modelli intrapsichici o causali. Ma ciò non significa che non si possa rintracciare un senso storico ed un significato sociale di certe modalità relazionali tra persone all’interno dell’istituzione, o in gruppi istituzionalmente diversi.

 

Se è vero che «il pensiero sistemico-cibernetico (...) è un complesso di regole o leggi», non è vero che dette regole o leggi appartengano ad un mondo extra-storico (3). Il volerlo ritenere significa indulgere di nuovo alla «ipostatizzazione metafisica del generale», di cui Husserl (4) ha parlato all’inizio delle sue ricerche.

 

Sembra dunque di estrema importanza approfondire quanto sopra esposto, ma non è questa una sede opportuna. Assai più interessante sarà qui esaminare la derivazione concettuale del sistema proposto mutuata dalla scrivente nell’Anno Accademico 1980-81, in una verifica, condotta nel I Circolo Didattico di Padova, volta ad esaminare alcune situazioni di inserimento di alunni portatori di handicap in classi normali ed in situazione di appoggio. Il periodo e la estrema fragilità del rapporto di committenza mi impegnarono a costruire una metodologia osservativa reticolare e connossionista, quasi a mantenere unito il quadro.

 

  

Note:

 

(1) Padova, Corso di laurea in Psicologia,insegnamento di Sociologia III, 1981    torna indietro

(2) P. VEYNE, Come si scrive la storia, Laterza, Bari, 1973, p.72.   torna indietro

(3) AA.VV., Sul fronte dell’organizzazione, Feltrinelli, Milano, 1981, per il sistema-scuola: AA.VV., Il mago smagato, Feltrinelli, Milano, 1981, R. DE LUCA, Teoria della vita quotidiana, Editori Riuniti, Roma, 1979, pp.9-66,  A. HELLER, Teoria della storia, Editori Riuniti, Roma, 1982. C. SARACENO, Alla scoperta dell’infanzia, De Donato, Bari, 1972, pp. 5-64,  P. VEYNE, Come si scrive la storia, ed.cit., pp. 3-139. C.H. WADDINGTON, Strumenti per pensare, Mondadori Editore, Milano, 1977.   torna indietro

(4) E. HUSSERL, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale, Il Saggiatore, Milano, 1961.   torna indietro   

 

Bibliografia

 

 

copyright © Educare.it - Anno I, Numero 10, Settembre 2001.