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HANDICAP E SCUOLA (1) Capitolo
7 Relazioni
tra eventi |
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In una qualunque ricostruzione lo storico non mette l’uno
accanto all’altro dei puri «dati» o «fatti» o elementi di contenuto, ma
svolge un’azione assai più significativa: coglie relazioni tra elementi di
contenuto o dati. Processi che si connettono in uno spazio-tempo. E’ questa
modalità spazio-temporale umana che è storia, non certo il
fatto che l’evento studiato sia accaduto in passato. Il bisogno
di «memoria» si proietta nel passato solo perché quel sistema non è più
interamente osservabile e se ne posseggono osservazioni o informazioni
parziali. In altre parole il senso storico è una modalità costruttiva
applicabile anche al presente e coincide con l’azione sociale: “deve”
coincidere perché la realtà del soggetto non è percepibile se non in
relazioni spazio-temporali, in rapporto al concreto mondo del suo agire.
Sistemi osservabili attuali non sono meno storici dell’analisi
di una comunità di settecento anni fa o di un personaggio del seicento. Se il
senso della storia (2) si situa nella «messa in parallelo» di dati altrimenti di
per sé quasi privi di significato, ciò comporta che l’ osservazione della
comunicazione non è soltanto la costruzione di una struttura assiomatica o di
una topologia del rapporto, ma piuttosto è la messa in parallelo della
ossatura o intelaiatura relazionale di gruppi, istituzioni e/o famiglie. In
questa operazione non ci si esclude dalla ricerca latamente storico-sociale,
ma la si sostanzia, dato che la comunicazione orale ed i suoi effetti sono
fatti sociali, dato che permettono agli individui di relazionarsi ed interagire programmando. Inoltre
un’operazione di questo tipo (fusione d’indagine tra storia di vita e analisi
delle relazioni) è proprio ciò che permette di compiere l’auspicato passaggio
tra il momento idiografico e il momento nomoetico,
cioè tra aspetti particolari e spiegazioni generali nel discorso scientifico,
come auspicato da Ferrarotti. A sostegno del nostro lavoro d’osservazione un’ultima
annotazione: lo schema comunicativo di un gruppo, di una famiglia, di due
individui, si ricava proprio dall’osservazione della storia quotidiana nei
suoi rapporti interattivi, mettendo tra parentesi qualsiasi riferimento a
modelli intrapsichici o causali. Ma ciò non significa che non si possa
rintracciare un senso storico ed un significato sociale di certe modalità
relazionali tra persone all’interno dell’istituzione, o in gruppi
istituzionalmente diversi. Se è vero che «il pensiero sistemico-cibernetico (...) è un
complesso di regole o leggi», non è vero che dette regole o leggi appartengano
ad un mondo extra-storico (3). Il volerlo ritenere
significa indulgere di nuovo alla «ipostatizzazione metafisica del generale»,
di cui Husserl (4) ha parlato all’inizio
delle sue ricerche. Sembra dunque di estrema importanza approfondire quanto sopra esposto, ma non è questa una sede opportuna. Assai più interessante sarà qui esaminare la derivazione concettuale del sistema proposto mutuata dalla scrivente nell’Anno Accademico 1980-81, in una verifica, condotta nel I Circolo Didattico di Padova, volta ad esaminare alcune situazioni di inserimento di alunni portatori di handicap in classi normali ed in situazione di appoggio. Il periodo e la estrema fragilità del rapporto di committenza mi impegnarono a costruire una metodologia osservativa reticolare e connossionista, quasi a mantenere unito il quadro. |
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Note: (1) Padova, Corso di laurea in
Psicologia,insegnamento di Sociologia III, 1981 torna
indietro (2) P. VEYNE, Come si scrive la storia, Laterza, Bari, 1973, p.72. torna indietro (3) AA.VV., Sul fronte dell’organizzazione, Feltrinelli,
Milano, 1981, per il sistema-scuola: AA.VV., Il mago smagato, Feltrinelli,
Milano, 1981, R. DE LUCA, Teoria
della vita quotidiana, Editori
Riuniti, Roma, 1979, pp.9-66, A. HELLER, Teoria della
storia, Editori Riuniti,
Roma, 1982. C. SARACENO, Alla scoperta
dell’infanzia, De
Donato, Bari, 1972, pp. 5-64, P. VEYNE, Come si scrive la
storia, ed.cit., pp.
3-139. C.H. WADDINGTON, Strumenti per
pensare, Mondadori Editore,
Milano, 1977. torna
indietro (4) E. HUSSERL, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia
trascendentale, Il Saggiatore, Milano, 1961. torna indietro |
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copyright © Educare.it - Anno I, Numero 10, Settembre 2001.