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HANDICAP E SCUOLA (1) Capitolo 8 La
Ricerca: obiettivi e contesto |
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| Obiettivi della ricerca | Contesto della ricerca |
Bibliografia | |
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Gli obiettivi posti nella ricerca mi hanno indotto a
considerare due livelli di analisi. Il primo livello è quello del contesto
scolastico all’interno del quale è avvenuto l’inserimento di alunni portatori
di handicap. L’obiettivo è quello di valutare il passaggio dal processo di
inserimento ad un processo di reale integrazione scolastica che, in tendenza,
permette alla scuola di svolgere: a)
le
sue finalità istituzionali rispetto a tutti gli alunni; b)
b) di
costruire le condizioni per il potenziamento sia dei processi di
socializzazione degli alunni portatori di handicap come dei processi di
apprendimento che consentono uno sviluppo adeguato delle potenzialità che
tali soggetti possono esprimere a partire dalla realtà del proprio deficit. Su questa base al secondo livello di analisi
si è inteso altresì verificare la presenza di condizioni favorevoli affinché
la scuola possa svolgere questi compiti. Questa verifica è possibile a due
livelli: a)
dell’analisi
dei compiti istituzionali della scuola rispetto alla problematica
dell’inserimento degli alunni handicappati in relazione, da una parte, alle
disposizioni normative in merito, dall’altra alla reale utilizzazione di
strumenti capaci di porre in opera il deliberato legislativo-normativo; b)
dell’analisi
di quello che la ricerca considera come aspetto chiave del processo di
inserimento scolastico degli alunni portatori di handicap, ovvero l’analisi
della situazione generale di questi soggetti all’atto dell’inserimento
scolastico. CONTESTO DELLA RICERCA La ricerca osserva la situazione di inserimento degli alunni portatori di handicap del I° Circolo Didattico di Padova. Il Circolo è composto da quattro plessi: Ardigò, Forcellini, F. Bandiera e S. Camillo. Per il carattere stesso della ricerca si sono prese in esame solo le classi con inserimento di alunni handicappati certificati ai sensi degli Articoli 2 e 7 del 28/7/1979. E’ risultato il seguente quadro: 1) Plesso S. Camillo nessun
inserimento su 10 classi; 2) Plesso Ardigò 4 inserimenti
su 15 classi e precisamente:
con presenza di
2 insegnanti di sostegno; 3) Plesso F. Bandiera 2 inserimenti
su 8 classi e precisamente:
con 1
insegnante di sostegno; 4) Plesso Forcellini 2 inserimenti
su 14 classi e precisamente:
con 1 insegnante di sostegno. Le classi prescelte secondo il criterio su esposto
risultano complessivamente otto su un totale di 47 (pari al 17%) del Circolo. Rispetto ai 3 plessi considerati la percentuale di classi,
sul totale, che hanno avuto inserimenti di soggetti handicappati sale al 22%. Nel corso del processo della ricerca si è ritenuto utile
estendere l’analisi anche a classi che non vedevano la presenza di alunni
handicappati, considerandole classi di riferimento e ciò per valutare
le differenze e/o omogeneità di contesti classi privi di alunni problematici
in tal senso. I criteri adottati per la scelta delle classi
di riferimento sono: 1. una classe per plesso
per un totale di 2 classi avendo considerato come unica situazione i plessi
F. Bandiera e Forcellini compresi all’interno dello stesso stabile; 2. la disponibilità dichiarata direttamente dagli insegnanti - partecipare alla ricerca. Le classi di controllo sono risultate: a)
Plessi
Forcellini – Bandiera I: 18 alunni
- nessun ripetente; b)
Plesso
Ardirò I: 20 alunni - nessun ripetente. Complessivamente si sono considerate, quindi, n. 10 classi. A ricerca avviata il numero delle classi si è ridotto a 8 e questo in relazione: - al
rifiuto di un’insegnante a collaborare alla ricerca; - al
congedo annuale di un’altra insegnante sostituita da supplente senza alcuna
conoscenza della classe. Lo schema d’osservazione, di cui abbiamo riportato l’intera
funzione informativa, articolata nei suoi rapporti interni, è stato usato in
modo polivalente, a seconda del tipo di preparazione degli osservatori e
dell’obbiettivo da raggiungere: (A) Osservazione libera degli accadimenti. La sola
scansione data è formale, cioè quella della divisione della mattinata in
funzioni e la divisione delle funzioni nei rapporti interni di relazione. (B) Osservazione guidata da «intems». In questo
caso l’osservatore è pregato di segnalare la frequenza del comportamento
individuato o di descrizione di simili o di aggiungerne non previsti. (C) Osservazione mista; a metà tra lo schema libero
e la segnalazione dei fenomeni con le scelte degli «items». In questo caso
l’osservatore può integrare con l’aggiunta di osservazioni personali o diari
delle giornate. |
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Note: (1) Padova, Corso di laurea in
Psicologia,insegnamento di Sociologia III, 1981 torna indietro |
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copyright © Educare.it - Anno I, Numero 10, Settembre 2001.