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AREA HANDICAP

 

IL CANE COME MEDIATORE EDUCATIVO

NELL’ESPERIENZA DI PET-THERAPY

CON SOGGETTI AFFETTI DA DISABILITA’ INTELLETTIVA

Progetti
 (seconda parte)

di Angelo Luigi Sangalli   Marco Defranceschi   Erika Michielin

Introduzione e Sommario

 

| seconda parte: Alessandro - Giuseppe - Maddalena |
 | prima parte: Piera - Donata - Ayrton |
 | terza parte: Francesco - Sofia - Alice |

 

ALESSANDRO di anni 21

 

E’ affetto da cerebropatia neonatale. Sindrome comiziale. Quadro di tetraparesi spastica. Piede equino varo supinato.

Cammina con difficoltà ma riesce anche a correre. Si muove autonomamente nell’ambiente, molto curioso, socievole, scherzoso. Capisce messaggi semplici. Per quanto riguarda il linguaggio si limita ad alcune semplici parole che integra con una gestualità molto espressiva.

Il progetto generale di Alessandro è orientato principalmente al recupero di una stabilità affettivo emotiva attraverso la relazione. Alessandro è accolto presso una Comunità Alloggio e vive in modo disorientato il rapporto tra parenti, educatrici della Comunità e educatori del Centro, non riuscendo ancora a stabilire un equilibrio affettivo duraturo con le persone di riferimento. Alessandro è in grado di essere molto partecipe alle attività proposte a condizione di una stabilità affettiva di fondo. La finalità ultima del progetto è di permettergli un’elaborazione del rapporto con la madre nella direzione di una propria autonomia affettiva ed elaborazione del distacco.

Un grosso spazio nel lavoro quotidiano è rivestito dall’attenzione posta al mantenimento/recupero motorio causato dal suo deficit. Rimane di fondo la necessità di porre attenzione allo stato affettivo emotivo di Alessandro in quanto solo a condizione di un raggiunto equilibrio, si hanno: motivazione, attenzione, entusiasmo e risultati in qualsiasi attività gli si proponga.

 

PROGETTO DI PET-THERAPY

Per Alessandro si è pensato di utilizzare il cane principalmente per la parte motoria, di comunicazione e di relazione. E’ stata ipotizzata la possibilità di condurre il cane in un percorso strutturato attraverso linee tracciate per terra spezzate in modo discontinuo per aumentare l’attenzione visiva, motoria al movimento del cane. Altro obiettivo che si raggiunge è l’attenzione al compito e alla consegna che si realizza nella capacità di condurre il cane in modo corretto nell’ambiente esterno. In questa fase il cane è addestrato per restare al suo passo, seguire un percorso, fermarsi e muoversi ai comandi esterni dati dal conduttore, cogliere i messaggi sonori del cane e i messaggi di movimento. L’obiettivo successivo è di comandare il cane secondo le consegne ricevute e muoversi quindi nella più completa autonomia. Una seconda parte del lavoro si svolge a tappeto dove Alessandro può rotolare, strisciare, gattonare ed eseguire sequenze motorie di riabilitazione a tappeto ed a cavallo di psico-block. Nel lavoro a tappeto grossa attenzione è posta all’uso delle mani e delle braccia per i movimenti di spazzolatura e di accarezzamento del cane.

 

RISULTATI OTTENUTI DA ALESSANDRO

Premessa importante è ricordare come i rapporti affettivi discontinui dovuti alla mancanza di individuazione di figure di riferimento incidano considerevolmente sulla sua presenza mentale e partecipazione alle attività proposte. Premesso questo possiamo tracciare un quadro molto positivo dell’esperienza di lavoro principalmente per il canale affettivo sia con il cane sia con il conduttore. L’entusiasmo, la motivazione, sono molto alti perché per la prima volta è lui che conduce e non è condotto. Questo aspetto rappresenta sicuramente uno degli eventi significativi nell’esperienza educativa con il cane in quanto per la prima volta è costretto a farsi carico di se stesso, delle sue difficoltà motorie e di equilibrio, del cane a cui è affettivamente vicino e dell’ambiente, orientato all’esecuzione di una consegna ben precisa. Questo dovrebbe permettergli un’elaborazione di strategie in termini ai automatismo in quanto l’attenzione principale non è più su di sé, ma sull’altro da sé. In questa situazione è stato posto particolare riguardo all’addestramento del cane perché i tempi di movimento di Alessandro sono molto lenti e i livelli di comunicazione (verbale e gestuale) sono molto bassi, ma non a livello espressivo/relazionale. Il cane deve essere addestrato a leggere i livelli comunicativi che si manifestano in modo distorto e non sempre chiaro. Si sta ora costruendo il passaggio dalla percezione del movimento del cane, alla costruzione della capacità per poter interagire autonomamente ed interamente con il cane. L’animale diventa elemento di stimolo costante per il raggiungimento di obiettivi riabilitativi per il movimento finalizzato. Un risultato palese è la stazione eretta nella deambulazione in completa autonomia con il cane, un miglioramento dell’equilibrio sia da seduto, sia in movimento, un aumento dei movimenti finalizzati e un aumento dell’attenzione nel controllo dell’ambiente che si manifestano come maggior sicurezza del movimento e una riduzione dei bruschi cambiamenti di iper-tono.

 

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GIUSEPPE di anni 55

 

Affetto da oligofrenia da probabile cerebropatia neonatale. Deficit psichico.

Completamente autonomo, ama passeggiare in città (dove però non è molto attento al codice stradale) e nei boschi. A causa dell’età ci sente poco. In passato ha avuto un cane ed ora è unicamente interessato ai cani di razza pastore tedesco.

Il progetto generale prevede la restituzione di un contesto di senso coerenti con l’età e gli ottimi livelli di autonomia presenti. Per Giuseppe è stato previsto un inserimento all’interno del canile del Centro di San Patrignano in qualità di aiuto operatore addetto alla pulizia, manutenzione, gestione e alimentazione dei cani ospitati. Il contesto fortemente motivante lo vede estremamente coinvolto e partecipe a tutte le proposte che gli sono fatte. Questa esperienza è orientata alla restituzione di un’identità di sé spesso difficilmente contestualizzabile negli ambiti istituzionali in cui è accolto. All’interno di questa attività Giuseppe ha la possibilità di utilizzare le sue ottime capacità relazionali con i colleghi con cui si trova ad operare, le sue autonomie, l’alto livello cognitivo nella presa in carico delle consegne e nell’esecuzione dei compiti assegnati. Inizialmente si è fatta moltissima leva sull’elemento motivante rappresentato dai cani lupo per i quali nutre una particolare predilezione che lo porta spesso ad escludere tutte le altre razze. Per Giuseppe la Pet-Therapy è rappresentata dal contesto lavorativo e ambientale in cui opera due mattine a settimana. L’effetto di questo permette a Giuseppe un’attività motoria all’aria aperta (spesso difficilmente motivabile), un’esperienza che gli consente anche a livello mentale di differenziare i contesti settimanali sviluppando un maggior investimento e una ricaduta in termini di impegno durante la settimana. L’attività è stata una risultante naturale commisurata all’età di Giuseppe da un lato e alla forte motivazione dall’altro per cui non risulta noiosa, stancante o affaticante. Attraverso un giornalino e un diario all’interno del CSE Giuseppe ha la possibilità di rielaborare l’esperienza al canile manifestando grosso interesse e motivazione. Questa esperienza ha permesso di individuare un contesto significativo e fortemente gratificante in grado di modificare positivamente la qualità della vita di Giuseppe.

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MADDALENA di anni 41

 

E’ affetta di Sindrome di Down. Precedente esperienza con un cane in famiglia. E’ una ragazza molto autonoma e molto chiusa in sé stessa, probabilmente in seguito ad un trauma psicologico; non parla pur essendo in grado di capire e, nel passato, di esprimersi abbastanza correttamente. Possiede una manualità molto buona anche se limitata nei movimenti a causa del notevole sovrappeso.

Il progetto generale su di lei prevede l’attivazione delle capacità cognitive presenti utilizzando il canale affettivo, relazionale, dell’autonomia. Le risposte ai bisogni fisiologici legati all’autonomia sono presenti, ma non sempre attivabili a causa dell’età avanzata, del contesto familiare iper-protettivo e del vissuto negativo del suo passato post-scolastico che non le ha permesso spazi di autonomia personali e sociali. Questo periodo ha fatto nascere delle stereotipie e delle fobie rispetto alle autonomie presenti. Grossa attenzione è posta alla verbalizzazione che in passato era più fluente.

 

PROGETTO DI PET-THERAPY

L’obiettivo principale è stato quello di ottenere la più completa autonomia nella gestione del cane. Maddalena ha le potenzialità per una presa in carico totale dell’animale provvedendo a tutte le sue esigenze. Particolare attenzione è stata posta alla comunicazione verbale come sprone all’attivazione di capacità presenti in passato. Il cane è stato preparato a ricevere tutti i comandi solamente in forma verbale.

 

RISULTATI OTTENUTI DA MADDALENA

I risultati sono stati ottimi sotto tutti i punti di vista. Già nei primi contatti la risposta è stata entusiasmante. Ottima la sua disponibilità alla relazione con il cane, con grandi slanci affettivi; si conferma sempre molto disponibile ad attivarsi. Nelle sue passeggiate quotidiane, funzionali al mantenimento dell’autonomia motoria, il cane ha introdotto un fortissimo elemento motivante. Maddalena ha dimostrato di saper operare delle scelte affettive sui cani che le piacciono di più. Nel versante comunicativo abbiamo osservato l’immediata disponibilità a relazionare con i conduttori, cosa per lei non facile. Aumentata la capacità di verbalizzare con intensità e a voce alta gli ordini da dare al cane. I risultati e la continua disponibilità verso le attività che le sono proposte confermano la possibilità di una presa in carico completa del cane. I tempi di lavoro sono molto prolungati, indice di grande coinvolgimento. Si attiva senza pause. Dimostra comportamenti e capacità intenzionali verso il cane che sono manifestati con piacere nella gestione autonoma del rapporto, decidendo spontaneamente cosa fare anche nelle situazioni in cui non è presente nessuna figura di riferimento nelle vicinanze. I risultati ottenuti rinforzano l’ipotesi iniziale che prevede la presa in carico totale del cane da parte di Maddalena.

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Autori:

Angelo Luigi Sangalli: vedi profilo   torna indietro

Marco Defranceschi: educatore professionale responsabile del servizio di Pet-Therapy   torna indietro

Erika Michielin: educatore dell’ANFFAS di Trento   torna indietro

 

Bibliografia

 

 

copyright © Educare.it - Anno II, Numero 1, Dicembre 2001.