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AREA HANDICAP

 

IL CANE COME MEDIATORE EDUCATIVO

NELL’ESPERIENZA DI PET-THERAPY

CON SOGGETTI AFFETTI DA DISABILITA’ INTELLETTIVA

Progetti
 (terza parte)

di Angelo Luigi Sangalli  Marco Defranceschi  Erika Michielin

Introduzione e Sommario

 

| terza parte: Francesco - Sofia - Alice |
| seconda parte: Alessandro - Giuseppe - Maddalena |
 | prima parte: Piera - Donata - Ayrton |

 

FRANCESCO di anni 25

 

E’ affetto da cerebropatia connatale con oligofrenia, disfasia, grave scoliosi rachide dorso lombare, insufficienza mitralica cardiaca, deficit visus occhio sinistro, ipertensione arteriosa.

E’ un ragazzo in carrozzella, percorre solo brevi tratti camminando se accompagnato da guida fisica. La comprensione è ottima e il linguaggio si limita a pochi suoni. E’ molto timido a volte impacciato, dimostra una certa diffidenza verso gli animali. Possiede una discreta manualità.

Il progetto generale del Centro è orientato al mantenimento delle abilità motorie e delle capacità cognitive presenti. Si propongono attività di verbalizzazione contestualizzate all’interno della relazione con l’educatore, che permettano poi a Francesco un miglior rapporto con gli estranei.

Francesco si presenta molto compensato dal punto di vista affettivo per quanto riguarda la situazione familiare. Questo elemento diventa importante nell’impostazione di qualsiasi attività in quanto si ha la possibilità di lavorare in una situazione priva di handicap indotti, confrontandosi con il puro deficit, senza interferenze e disequilibri creati da situazioni di contorno. La buona capacità di entrare in relazione con le persone, pur in un approccio iniziale abbastanza timido, permettono all’educatore di fare interagire Francesco su un piano di realtà dove ha la possibilità di misurarsi solo con il suo deficit.

Francesco presenta un’ipotonia diffusa, problemi di equilibrio ma, avendo subito un artrodesi alla colonna vertebrale con il distrattore di Harringhton gli viene impedito ogni movimento di flesso-estensione, rotazione e inclinazione. Presenta una lesione al nervo sciatico del piede destro che ne impedisce l’estensione. Ha difficoltà respiratoria in quanto la capacità toracica risulta fortemente compromessa. I prolungati ricoveri ospedalieri hanno compromesso il recupero e il mantenimento delle abilità motorie, per cui si è assistito ad una degenerazione progressiva.  

 

PROGETTO DI PET-THERAPY

Sviluppo della comunicazione verbale nell’attività ludica d’interazione con il cane esternando il comando attraverso voce e gesti per farlo alzare, sedere, fare giravolte. Cercare, all’interno del gioco finalizzato, di dare comandi in serie.

Parte del lavoro viene svolta a tappeto dove Francesco deve alzarsi da supino a seduto, a carponi e in piedi, il tutto interagendo con il cane, chiamandolo, accarezzandolo e giocando. Sono previsti percorsi a carponi seguendo il cane e poi attività specifiche per gli arti superiori (spazzolare il cane, giocare con la palla….).

Molto importante per il mantenimento delle abilità motorie risulta essere il camminare con il girello con il cane a fianco.

 

RISULTATI OTTENUTI DA FRANCESCO

Grandissima disponibilità, motivazione e partecipazione emotiva all’esperienza. Francesco ha dimostrato grandissimo interesse, tanto da riportare in più contesti le manifestazioni di gioia per l’attività di Pet-Therapy. I familiari hanno riportato un grandissimo interesse di Francesco tanto che alcune mattine in cui deve svolgere le attività si sveglia molto presto. La risposta motoria è stata sicuramente elevatissima sia dal punto di vista motivazionale, sia dal punto di vista del miglioramento del movimento. Ha instaurato un ottimo rapporto con i conduttori con i quali si sforza di comunicare verbalmente. In generale si nota un incremento di tutte le capacità previste nel progetto. La forte motivazione al lavoro con i cani si manifesta in una notevole discrepanza soprattutto tra l’attività riabilitativa svolta con la TDR presso il Centro Socio Educativo e il livello di attivazione, motivazione, intensità e durata degli sforzi motori prodotti nel lavoro con il cane. I tempi di lavoro sono molto prolungati con livelli di attenzione molto elevati. La disponibilità e l’entusiasmo del nucleo familiare consentiranno probabilmente a tempi brevi un inserimento dell’animale in questo contesto quotidiano.

Purtroppo una lunga malattia lo sta allontanando dall’attività.

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SOFIA di anni 20

 

E’ affetta da cerebropatia connatale genetica con oligofrenia, ipotiroidismo, strabismo.

Ragazza sempre tranquilla, tende ad essere pigra. La deambulazione non è sicura a causa del deficit visivo. Si spaventa vedendo movimenti veloci. Parla abbastanza bene se molto stimolata, altrimenti rimane in silenzio. In passato ha dimostrato timore nei confronti degli animali.

Il progetto educativo generale di Sofia prevede principalmente la creazione di un’intenzionalità ad agire, comunicare, muoversi attraverso situazioni per lei motivanti. Sofia tenderebbe a non fare nulla per tutto il giorno limitandosi ad osservare l’ambiente circostante e a controllare ogni cosa. L’atteggiamento apparentemente passivo dal punto di vista fisico vede in realtà Sofia controllare tutto ciò che succede attorno a lei. Qualsiasi proposta fatta dagli educatori cade nel vuoto in quanto Sofia rimane passiva. Questa passività scompare quando mangia, con la musica e in particolari momenti che mostrano la presenza di capacità e di potenzialità inutilizzate. Sembra utilizzare atteggiamenti di evitamento di fronte a qualsiasi proposta operativa.

Attenzione particolare viene posta all’attivazione motoria quotidiana per contrastare la naturale tendenza ad aumentare di peso. Qualsiasi proposta in tal senso viene osteggiata da Sofia con atteggiamenti intenzionali di rifiuto.

 

PROGETTO DI PET-THERAPY

Il primo obiettivo è di acconsentire alla presenza e al rapporto con il cane per accettare implicitamente di doversi attivare. Attraverso le attività di passeggio, qualora non si manifestino comportamenti intenzionalmente attivi, si prevede che sia il cane a portarla in giro motivandola a camminare. Il livello comunicativo si basa sull’imparare a dare comandi verbali e gestuali al cane che nei suoi confronti può anche attuare comportamenti di disturbo. Obiettivo fondamentale resta la motivazione al movimento e all’attività.

 

RISULTATI OTTENUTI DA SOFIA

Il più grosso risultato è l’accettazione del contatto fisico con il cane e parallelamente la disponibilità al movimento previsto dal progetto. Sofia ha evidenziato un problema nella difficoltà a controllare i movimenti veloci del cane. Questi provocano un comportamento di difesa che si manifesta sia nella protezione del viso, sia con l’allontanamento di forza dell’animale attraverso movimenti bruschi.

La paura del cane non si è mai manifestata.

Anche nella verbalizzazione si è riscontrato un miglioramento sia nella produzione autonoma intenzionale sia sul tono elevato ed entusiastico della voce. Rispetto alle risposte che normalmente si possono ottenere all’interno della quotidianità educativa in cui Sofia vive, possiamo sicuramente rilevare un successo. Sofia necessita di tempi lunghi e quindi ipotizziamo che il lento ma progressivo miglioramento dimostrato porti Sofia ad incrementare le manifestazioni di entusiasmo manifestate nelle ultime sedute.

 

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ALICE di anni 20

 

E’ affetta da cerebropatia connatale, sindrome epilettica, disfasia, stato permanente di ansia.

Mostra un carattere all’apparenza chiuso e diffidente soprattutto per le cose nuove, ma è un’attenta osservatrice di tutto ciò che succede nell’ambiente. Mostra una spiccata curiosità. Nella relazione ha bisogno di conoscere le persone ed il contesto per poter controllare gli eventi. Buona la comprensione di messaggi semplici ma non usa un linguaggio verbale e/o gestuale codificato per comunicare. Per entrare in rapporto con lei è necessario un approccio empatico. Parametri di lettura del suo stato d’animo sono la mimica facciale e del corpo (sorrisi, forte rigidità della muscolatura, vocalizzi).

Il progetto educativo generale prevede attività mirate alla riduzione dello stato d’ansia. Alice ha bisogno di un contesto chiaro e rassicurante all’interno del quale operare. Senza questa chiarezza negli indirizzi e nella relazione Alice si chiude e non risponde. Al contrario, se rispettate queste condizioni, è in grado di manifestare comportamenti intenzionali e adattivi. Richiede tempi di elaborazione molto lunghi per cui l’educatore deve saper essere chiaro nella consegna, attendere la risposta verbalizzando in continuazione l’attesa. Autonomamente si attiva principalmente nella richiesta del soddisfacimento dei bisogni primari.

 

PROGETTO DI PET-THERAPY

Per Alice si sono individuate due strade: l’una con i cani nel lavoro di accettazione e contatto; l’altra al CSE indirizzata alla consapevolezza del proprio corpo utilizzando l’attività di rilassamento orientata alla stimolazione tattile di tipo sensoriale. Il rapporto con il cane è mirato all’attesa dei tempi di Alice nel cogliere i suoi movimenti e nell’interagire con lui. La ragazza si permette delle brevi esplorazioni con le mani utilizzando una modalità di contatto fisico-tattile che abitualmente non utilizza con le persone.

Si utilizzano strategie di avvicinamento e contatto quali il porre l’animale sulle sue ginocchia, in carrozzella per farlo condurre da Alice ed al guinzaglio per brevi passeggiate.

 

RISULTATI OTTENUTI DA ALICE

L’atteggiamento di accettazione dell’attività si è manifestato attraverso la scomparsa degli inevitabili e tipici comportamenti di rifiuto a fronte di una novità. L’assenza di questi comportamenti e la gioia dimostrata sono il segnale evidente del successo ottenuto con Alice.

La partecipazione al lavoro proposto con il cane si è rivelata un elemento innovativo nel suo atteggiamento quotidiano, che risulta sempre di difficile modificazione.

Alice è andata via via migliorando le capacità di interazione con il cane, sono aumentati pian piano i livelli di lavoro e i tempi di attenzione. Il rapporto con il cane è continuo. La famiglia è molto disponibile e favorisce il ricordo dell’esperienza anche a distanza di tempo. Nell’ultimo periodo Alice ha iniziato l’accompagnamento del cane al guinzaglio. Si evidenzia un continuo e graduale miglioramento degli obiettivi previsti soprattutto per la riduzione dello stato di ansia.

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Autori:

Angelo Luigi Sangalli: vedi profilo   torna indietro

Marco Defranceschi: educatore professionale responsabile del servizio di Pet-Therapy  torna indietro

Erika Michielin: educatore dell’ANFFAS di Trento  torna indietro

 

Bibliografia

 

 

copyright © Educare.it - Anno II, Numero 1, Dicembre 2001.