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| L'INSEGNANTE
E LO STUDENTE DI SUCCESSO
sesta
parte
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| di
Lucia Zanellato, Claudio Fasola, Cristina
Zanette |
Indice |
5.
Analisi dei dati e interpretazione dei risultati
L'elaborazione statistica dei dati è avvenuta tramite
il pacchetto "Statistical Package for Social Sciences"
(SPSS). L’elaborazione è stata ottenuta attraverso un’analisi
fattoriale , utilizzando il metodo delle componenti principali
e successiva rotazione Varimax. Attraverso l’analisi fattoriale
si sono quindi individuate le dimensioni principali attraverso
cui il gruppo degli insegnanti organizza atteggiamenti ed opinioni
relativamente ai temi sondati dalle tre sezioni che compongono
il questionario
Sulle singole scale e sui fattori individuati è stata
eseguita un’analisi dell’affidabilità con Alpha di Cronbach
.
Relativamente ad ogni fattore individuato è stato effettuato
un test t a campione unico in modo tale da individuare la significatività
dl punteggio espresso dal gruppo di ricerca per ciascuna dimensione
individuata.
E’ stata inoltre effettuata un’analisi anova per individuare
eventuali differenze significative fra i vari sottogruppi.
5.1 Scala 1
Dall’analisi fattoriale sono emersi 5 fattori (Tab.1; Appendice
1) e tramite l’analisi di affidabilità si è potuto
verificare la piena coerenza interna dei primi 4.
Il profilo che emerge da questi fattori rinvia all’immagine
di un docente – “regista di apprendimenti integrati” che coniuga,
cioè, “conoscenze disciplinari scientificamente accreditate
(fac 1), sia sapienza psicopedagogica (fac 2 e 4) e progettuale
(fac 3), che sensibilità verso gli aspetti civico-sociali
della formazione all’interno del servizio scolastico pubblico”
(Valle, 1997). Le dimensioni di descrizione sono la triangolazione
tra contenuti, metodi e apprendimento, il profilo formativo
integrato dell’allievo nella personalizzazione dei sistemi di
apprendimento, la collegialità di programmazione. “La
dimensione propria della professionalità docente si colloca
nella capacità di trasformare i programmi di studio ministeriali
in un percorso curricolare a struttura narrativa e relazionale,
sapendolo inserire in un quadro valutativo collegiale che renda
trasparenti i prodotti e i processi di apprendimento sotto forma
di talenti individualmente conseguiti dagli allievi come esito
personalizzato del percorso di insegnamento progettato ed attuato
dal microsistema scolastico di riferimento” (Valle, 1997).
5.1.1
Fattore 1
Le raffigurazioni che danno di sé gli insegnanti rispetto
alle proprie pratiche educative rinviano sia alla dimensione
di efficacia professionale, nella padronanza di adeguate conoscenze
disciplinari, strategie didattiche e nella capacità riflessiva,
sia di efficacia personale nelle interazioni.
La professionalità educativa è legata alla necessità
di una formazione continua, caratterizzata da una forte dimensione
di autoriflessività: di un aggiornamento sia disciplinare
che didattico (i.: 9, 26), di un continuo confronto con i propri
colleghi, anche nel proporre attività congiunte (i.:
52, 27), di una continua riflessione sulle proprie credenze
e attività professionale (i.: 48). Nella pratica didattica
ciò si risolve nell’uso di strumenti e metodi alternativi
(i.: 2, 6) in particolare per poter far sentire l’allievo a
proprio agio anche quando debba esprimere incertezze o disagio
(i.: 15, 47) e valorizzarne le risorse e peculiarità
(i.: 7) per condurli verso una piena autonomia di studio e di
ragionamento (i.: 23) e verso l’acquisizione di una cultura
che abbia potenziale conoscitivo e trasferibilità di
saperi e metodi, nella piena consapevolezza dunque che la costruzione
del sapere è responsabilità condivisa di insegnanti
e studenti (i.: 49).
5.1.2 Fattore
2
Le linee attraverso cui si descrivono gli insegnanti rispetto
alla propria gestione delle attività scolastiche sottolineano
le competenze didattiche che è necessario possedere per
far diventare l’allievo protagonista del proprio sapere, della
costruzione dello stesso, attraverso occasioni di lavoro partecipativo
e processi di apprendimento personalizzati. L’attenzione è
rivolta alla possibilità e responsabilità dell’insegnante
di creare climi di classe centrati sulla responsabilità
individuale e di gruppo e sulla valorizzazione delle peculiarità
personali, climi che hanno una diretta influenza anche sulle
prestazioni scolastiche (Chiari, 1994). L’intento è quello
di porsi dal punto di vista del discente, “allo scopo di prefigurarsi,
per ogni momento l’impegno della sua mente e il quadro delle
operazioni conoscitive necessarie” allo svolgimento delle attività
(Rigo, 1998) . Solo attraverso questa prefigurazione è
possibile aiutarlo nelle difficoltà che incontrerà
nel processo insegnamento/apprendimento e di allestire opportuni
ed efficaci contesti educativi. Vengono valorizzate le iniziative
e le risorse degli allievi, valorizzate la partecipazione ma
anche la responsabilità individuale e collettiva degli
allievi, pure nella scelta di obiettivi personalizzati (i.:
4, 8, 25, 30 32, 45, 46).
5.1.3
Fattore 3
La dimensione di efficacia professionale diventa rilevante nella
programmazione sia a lungo che a medio termine, momento in cui
il docente deve prevedere molteplici variabili per dare organicità
e strutturazione al proprio intervento educativo, ma anche maggiore
sicurezza nella realizzazione delle pratiche educative. Proprio
secondo questa prospettiva di sicurezza e di tranquillità
sia rispetto all’efficacia dell’attività didattica che
al completamento della programmazione che ritiene da lui attesa,
l’insegnante prevede continue ripetizioni ed esercitazioni,
anche finalizzate all’acquisizione di tecniche esecutive, frequenti
verifiche, è disposto ad accettare proposte degli allievi
solo se rientrano nella sua programmazione preventiva (i: 20,
28, 31, 41). Sempre in quest’ottica i docenti non ritengono
opportuno che gli allievi si dedichino a molte attività
extrascolastiche, in quanto possibile elemento distrattore rispetto
a uno studio puntuale, continuato e preciso (i.: 40).
5.1.4
Fattore 4
L’efficacia professionale passa anche attraverso la capacità
del docente di creare apprendimento significativo nell’allievo,
strutturando l’attività didattica seguendo i criteri
della ricerca e del problem solving, seguendo una programmazione
collegialmente pianificata all’interno del Consiglio di Classe
nella comunanza di obiettivi tra le varie discipline (i.: 11,
14): “interpretare una poesia, produrre un algoritmo […]: in
ogni caso è in gioco un pensare-argomentare in diversi
domini di soluzione di problemi” (Pontecorvo, 1991). Le proposte
degli allievi vanno accettate e incentivate rispetto alle modalità
di gestione delle attività per responsabilizzare gli
stessi rispetto al proprio apprendimento e alla scelta degli
obiettivi, in un clima di effettiva cooperazione (i.: 38): condividere
scopi comuni favorisce l’ottenimento di risultati migliori (Chiari,
1994), relazioni amicali (i.: 3) e attrazione interpersonale
(Johnson e Johnson, 1975).
5.1.5
Fattore 5
Il punteggio molto basso dell’analisi di affidabilità
(Tab.7) di questo fattore ne ha dimostrato una scarsa attendibilità;
risulta quindi difficile darne un’analisi compiuta ed efficace.
E’ possibile comunque produrre alcune riflessioni basandosi
esclusivamente sull’analisi degli item che compongono il fattore.
Scopo della scuola è preparare l’allievo ad affrontare
una società sempre più complessa, imprevedibile
e indeterminata in cui non si può reagire in modo abituale:
ambito lavorativo non è più sufficiente acquisire
abilità tecniche date una volta per tutte, ma è
necessario un grado di flessibilità che ponga l’individuo
nella condizione di sapere sempre crescere e reinventarsi, divenendo
imprenditori di se stesso, nella prospettiva di una formazione
continua e permanente (i.: 18). Diviene necessario, rispetto
a questo obiettivo, stimolare nell’allievo l’acquisizione più
che di conoscenze di una forte autostima, di una completa fiducia
nelle proprie potenzialità, elemento primo del resto
anche per un ottenimento di risultati positivi.
L’item 43 rimanda alla prima impressione che un insegnante si
forma al primo contatto con i suoi allievi. La riflessione si
sposta su ciò che, al primo approccio appunto, un insegnante
osserva negli alunni: in mancanza di valutazioni oggettive difficilmente
il livello raggiunto nell’acquisizione di conoscenze; più
facilmente l’atteggiamento che dimostrano di avere rispetto
al processo di insegnamento apprendimento. Evidentemente appare
apprezzata una dimensione che difficilmente muterà nel
corso dell’anno scolastico, l’autostima, appunto, quel senso
di fiducia e tranquillità che fa essere l’allievo attento,
disponibile, attivo, o, viceversa, una totale sfiducia in sé
e di conseguenza nel significato che ha per l’allievo essere
lì in quel momento a svolgere quei compito, che lo farà
apparire quantomeno annoiato e perennemente insoddisfatto e
disattento rispetto alle attività didattiche.
Fattore |
Denominazione
|
%
var .rel |
%
var. totale |
Fattore
1 |
Formazione
continua e autoriflessiva |
17,897 |
17,897 |
Fattore
2 |
Efficacia
professionale nella situazione di insegnamento |
9,180 |
27,078 |
Fattore
3 |
Programmazione |
7,819 |
34,897 |
Fattore
4 |
Apprendimento
significativo |
7,248 |
42,145 |
Fattore
5 |
Autostima |
4,747 |
46,892 |
Tab.1
Scala 1 Fattori
Scala
1 |
Punteggio
T |
Sig.
(2-code) |
Differenza
fra medie |
Media |
Deviazione std.
|
Fattore
1
|
-12,062 |
,000 |
-,9353 |
2,0647 |
,78696 |
Fattore
2 |
-13,386 |
,000 |
-,9951 |
2,0049 |
,75446 |
| Fattore
3 |
-5,779 |
,000 |
-,4951 |
2,5049 |
,86954 |
Fattore
4 |
-3,121 |
,000 |
-,2362 |
2,7638 |
,76822 |
Fattore
5 |
-2,929 |
,000 |
-,2298 |
2,7702 |
,79627 |
Tab.2
Test T campione Unico
-
Autori:
Lucia Zanellato, psicologa ed insegnante presso una
scuola elementare, è docente del corso di Psicologia
dell’Adolescenza presso la Ssis Veneto e di Psicologia dello
Sviluppo presso l’Università degli Studi di Padova.
È autrice di numerose pubblicazioni nel campo dell’adolescenza
e della devianza. Claudio
Fasola, psicologo e sessuologo clinico, si occupa
di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova
e di formazione presso l’Università Ca’ Foscari di
Venezia. Attualmente sta curando un volume, di prossima pubblicazione,
sul tema dell’identità personale nelle psicologie postmoderniste.
Cristina Zanette laureata presso l’Università
degli studi di Padova con una tesi di filologia medioevale
ed umanistica, attualmente insegna materie letterarie presso
un liceo classico e scientifico, ha approfondito studi di
educazione linguistica, rispetto alle metodologie didattiche
e alle prospettive in ambito lavorativo della scrittura funzionale.
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copyright
© Educare.it - Anno V, Numero 4, Marzo 2005
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