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| L'INSEGNANTE
E LO STUDENTE DI SUCCESSO
settima
parte
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| di
Lucia Zanellato, Claudio Fasola, Cristina
Zanette |
Indice |
5.2
Scala 2
Dall’analisi fattoriale sono emersi 5 fattori (Tab.3; Appendice
1) e tramite l’analisi di affidabilità si è potuto
verificare la piena coerenza interna di tutti i fattori individuati
(Tab.7).
L’allievo di successo viene caratterizzato da elementi che riguardano
per lo più la dimensione dell’interazione che si instaura
tra lo studente e la struttura scolastica e lo studente e il
docente, rispetto cioè alla dimensione delle relazioni
di ruolo e di potere (fac 1), alla struttura di scopi e ricompense
(fac 2), ai sistemi di comunicazione di risultati e valutazioni
(fac 4), alla affettività (fac 5). L’insegnante dunque
caratterizza l’alunno in termini di rappresentazioni, date da
elementi selettivi, cioè da considerazioni ricavate rispetto
alla distanza dell’alunno dal modello ideale, da elementi organizzativi,
categorie con cui vengono analizzate situazioni scolastiche
e non, e da elementi interpretativi, date dalle aspettative
degli insegnanti. (Carugati e Selleri, 1996). Rilievo viene
dato anche alle eteroattribuzioni (fac 3), specchio nel quale
l’insegnante si vede riflesso carico di valutazione degli allievi.
5.2.1
Fattore 1
Fondamentale dimensione connotante l’allievo di successo è
riferita alle relazioni di ruolo e di potere (Carugati e Selleri,
1996): si tratta di una serie di competenze che permettono all’alunno
una sostanziale autonomia rispetto a richieste prescrittive
del docente, nella misura in cui è in grado di far affidamento
sulle proprie forze (Carugati e Selleri, 1996; deCharms, 1976;
Harré, 1986).
Di successo è un alunno che è in grado non semplicemente
di elaborare ed esprimere i concetti, ma anche i vari passaggi
logici nella risoluzione dei problemi, che sa creare schemi
concettuali ed utilizzare un eloquio ricco e fluente. E’ un
alunno posto nella condizione di esprimere le proprie incertezze
e, altrettanto liberamente, il proprio sapere posseduto, personale,
originale anche se diverso; è un alunno che alle spalle
avrà molti stimoli culturali, dati dalla famiglia o dall’extrascuola,
ma soprattutto dalla propria curiosità e dalle proprie
letture.
5.2.2
Fattore 2
La dimensione concettuale qui delineatasi è quella che
si riferisce alle dinamiche di interazione che si sviluppano
nella classe, in particolare rispetto alla dimensione della
struttura degli scopi e delle ricompense (Carugati e Selleri,
1996). Favorisce gli allievi una classe a struttura cooperativa
e non competitiva, in cui si valorizza il raggiungimento dell’obiettivo
definito e non c’è una valutazione in termini di confronto
rispetto agli altri, che sempre penalizza chi inizialmente ha
poche abilità.
Il focus è diretto alla capacità dell’allievo
di successo di lavorare insieme, di instaurare rapporti di amicizia
o comunque rispetto ai quali gli sia possibile affrontare con
serenità eventuali problemi di relazione (i.: 56, 68,
72, 56, 75); capacità di esprimere le proprie emozioni,
positive o negative esse siano, anche attraverso discussioni
finalizzate al confronto nell’accettazione anche delle posizioni
o proposte degli altri (i.: 59, 77, 99, 106); capacità
e autonomia nell’affrontare e nell’adeguarsi a ogni nuova situazione
possa presentarsi all’alunno o alla classe (i.: 86).
5.2.3
Fattore 3
Secondo l’analisi di Weick (1976) l’istituzione scolastica è
un’organizzazione a legami deboli, in cui ampio spazio viene
data alla flessibilità decisionale, all’autodeterminazione
e quindi all’autonomia. Questa situazione nello specifico permette
agli insegnanti di valutare il proprio operato sulla base di
indicatori soggettivi. L’attenzione dei docenti è rivolta
dunque anche alle eteroattribuzioni, alla ricerca di feedback
da parte degli allievi: sulla base dell’interpretazioni che
vengono date delle risposte all’attività di insegnamento,
il docente rielabora il proprio sistema di credenze sulle proprie
abilità e competenze.
L’assecondare le richieste, la dimostrazione di apprezzamento
e fiducia nelle proprie competenze da parte degli allievi divengono
importanti conferme per ogni insegnante. Anche la voglia di
primeggiare può essere letta nell’ottica del desiderio
dell’allievo di dimostrarsi, più degli altri e quindi
meglio degli altri, all’altezza di quelle che ritiene essere
le aspettative dell’insegnante, e quindi una valutazione positiva
indiretta della sua stessa attività didattica.
5.2.4
Fattore 4
Una terza importante dimensione concettuale dell’attività
scolastica, dopo quelle analizzate relative a ruoli e struttura
di scopi e ricompense, è quella che inferisce ai sistemi
di comunicazione di risultati e valutazioni.
Si pone qui l’accento sull’emotività dell’allievo, sulla
soggezione rispetto all’autorità, nello specifico l’insegnante,
sull’ansia e sulla paura rispetto ai momenti di verifica (i.:
60, 96, 104). In questo caso però sono elementi che non
connotano l’alunno di successo, ma al contrario quello di insuccesso
(tab.4 ).
I giudizi che quotidianamente vengono formulati in classe, infatti,
da un lato rafforzano la struttura degli scopi della classe
stessa e i ruoli di potere all’interno di essa, dall’altro vengono
a confermare o disconfermare l’idea di bravo alunno posseduto
da ognuno e spesso anche a mettere in discussione i criteri
di giustizia distributiva utilizzati dagli insegnanti (Carugati
e Selleri, 1996). Il docente allora vedrà l’ansietà
dell’allievo come conferma di una mancanza di sicurezza, data
da una scarsa preparazione e/o da una non corretta lettura delle
attività scolastiche.
L’alunno di successo, invece, saprà cogliere il senso
della valutazione che sta nella riflessione che essa dovrebbe
generare: “non si può valutare senza riflettere, né
si può riflettere sui processi di insegnamento e di apprendimento
senza attivare il pensiero valutativo. E’ un pensiero autovalutativo:
per l’allievo, per il docente, per la scuola” (Tessaro, 2002).
Una valutazione chiara negli scopi, nei criteri e nei metodi,
stabile e proporzionata alle difficoltà assume per l’alunno
di successo la valenza di congettura dotata di senso e viene
vissuta con assoluta tranquillità.; l’alunno di insuccesso
la vive come prevaricazione e giudizio di merito sulla propria
persona.
5.2.5
Fattore 5
Questo fattore sottolinea la fiducia dell’allievo verso l’insegnante.
Viene connotato come uno studente di successo quello che si
sente non solo seguito e incoraggiato, ma anche valorizzato
nelle proprie specificità (i.: 106, 107), responsabilizzato
al proprio apprendimento, autonomo e attivo: apprezza un insegnamento
non strutturato che utilizzi metodi alternativi (i.: 66).
E’ il modo di rapportarsi al docente che viene sottolineato,
con un marcato apprezzamento per un alunno che nell’affidarsi
anche emotivamente al docente, dimostra piena fiducia nella
sua efficacia anche personale e non solo professionale.
Fattore |
Denominazione
|
%
var .rel |
%
var. totale |
Fattore
1 |
Dimensione
di ruolo |
13,091 |
13,091 |
Fattore
2 |
Interazione |
9,082 |
22,173 |
Fattore
3 |
Eteroattribuzioni |
7,796 |
29,969 |
Fattore
4 |
Valutazione |
5,577 |
35,546 |
Fattore
5 |
Fiducia
nelle competene personali del docente |
4,750 |
40,296 |
Tab.3
Scala 2Fattori
Scala
1 |
Punteggio
T |
Sig.
(2-code) |
Differenza
fra medie |
Media |
Deviazione std.
|
Fattore
1
|
-24,639 |
,000 |
-1,1144 |
1,8856 |
,45904 |
Fattore
2 |
-12,522 |
,000 |
-,6517 |
2,3483 |
,52820 |
| Fattore
3 |
-8,721 |
,000 |
-,5777 |
2,4223 |
,67229 |
Fattore
4 |
6,650 |
,000 |
,5275 |
3,5275 |
,80511 |
Fattore
5 |
-7,352 |
,000 |
-,5502 |
2,4498 |
,75941 |
Tab.4
Test T campione Unico
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Autori:
Lucia Zanellato, psicologa ed insegnante presso una
scuola elementare, è docente del corso di Psicologia
dell’Adolescenza presso la Ssis Veneto e di Psicologia dello
Sviluppo presso l’Università degli Studi di Padova.
È autrice di numerose pubblicazioni nel campo dell’adolescenza
e della devianza. Claudio
Fasola, psicologo e sessuologo clinico, si occupa
di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova
e di formazione presso l’Università Ca’ Foscari di
Venezia. Attualmente sta curando un volume, di prossima pubblicazione,
sul tema dell’identità personale nelle psicologie postmoderniste.
Cristina Zanette laureata presso l’Università
degli studi di Padova con una tesi di filologia medioevale
ed umanistica, attualmente insegna materie letterarie presso
un liceo classico e scientifico, ha approfondito studi di
educazione linguistica, rispetto alle metodologie didattiche
e alle prospettive in ambito lavorativo della scrittura funzionale.
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copyright
© Educare.it - Anno V, Numero 4, Marzo 2005
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