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L'INSEGNANTE E LO STUDENTE DI SUCCESSO

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di Lucia Zanellato, Claudio Fasola, Cristina Zanette

Indice

 

 

Scala 1

Scala 2

Scala3

N. di Item

Α

N. di Item

α

N. di Item

α

Fattore 1

16

,9343

17

,7903

14

,9358

Fattore 2

7

,8495

9

,8240

8

,8504

Fattore 3

4

,7038

6

,7759

6

,7909

Fattore 4

6

,6861

3

,6951

9

,7378

Fattore 5

3

,3466

3

,5853

3

,6667

Tab.7 Alpha di Cronbach e numero Item per scala e fattore

5.5 Confronto fra gruppi di Insegnanti Anova

5.5.1 ANOVA univariata Abilitazione

Fattore e Scala

F

Sig.

fac1sc1

,062

,804

1,137

,289

fac3sc1

12,033

,001

fac4sc1

,913

,341

fac5sc1

,080

,778

fac1sc2

1,824

,180

fac2sc2

,644

,424

fac3sc2

2,232

,138

fac4sc2

,716

,400

fac5sc2

,171

,680

fac1sc3

,523

,471

fac2sc3

,469

,495

fac3sc3

1,412

,238

fac4sc3

8,109

,005

fac5sc3

,326

,569

Fac3sc1

abil

N

Media

 

1

49

2,7908

 

0

54

2,2454

Fac4sc3

abil

N

Media

 

1

49

3,4195

 

0

54

3,2058

Tab.8
Tab.8.1 Medie Primo incrocio
signific
ativo
Tab.8.2 Medie Secondo incrocio
significativo

5.5.2 ANOVA univariata Insegnamento

Fattore e Scala

F

Sig.

fac1sc1

,578

,449

fac2sc1

, 274

,602

fac3sc1

10,787

,001

fac4sc1

2,038

,156

fac5sc1

,018

,894

fac1sc2

,470

,494

fac2sc2

,049

,825

fac3sc2

2,206

,141

fac4sc2

,330

,567

fac5sc2

1,812

,181

fac1sc3

,427

,515

fac2sc3

,552

,459

fac3sc3

13,892

,000

fac4sc3

,219

,641

fac5sc3

1,069

,304

Fac3sc1

ins

N

Media

 

1

86

2,6047

 

0

17

2,0000

Fac3sc3

ins

N

Media

 

1

86

3,4186

 

0

17

4,1429

Tab.9
Tab.9.1 Medie Primo incrocio
significativo
Tab.9.2 Medie Secondo incrocio
significativo

5.5.3 ANOVA univariata M/F

Fattore e Scala

F

Sig.

fac1sc1

30,317

,000

fac2sc1

,869

,354

fac3sc1

1,916

,169

fac4sc1

,236

,628

fac5sc1

1,235

,269

fac1sc2

1,393

,241

fac2sc2

2,632

,108

fac3sc2

,319

,573

fac4sc2

,181

,671

fac5sc2

,234

,629

fac1sc3

,192

,662

fac2sc3

,103

,749

fac3sc3

2,978

,087

fac4sc3

4,483

,037

fac5sc3

2,044

,156

Tab.10

5.5.4 ANOVA univariata esperienza

Fattore e Scala

F

Sig.

fac1sc1

1,738

,148

fac2sc1

,761

,553

fac3sc1

2,686

,036

fac4sc1

1,695

,157

fac5sc1

,964

,431

fac1sc2

,806

,525

fac2sc2

,290

,884

fac3sc2

4,012

,005

fac4sc2

1,509

,206

fac5sc2

,953

,437

fac1sc3

,605

,660

fac2sc3

,476

,753

fac3sc3

4,285

,003

fac4sc3

,513

,726

fac5sc3

1,767

,142

Tab.11

5.5.4.1 Analisi Post Hoc Sottoinsiemi Omogenei

Fac3sc2

N

Sottoinsieme alfa .05

 

Media

0

17

-,3272503

 

2,2843

4

19

-,1928540

 

2,2456

1

48

-,0478004

 

2,4167

3

10

,0746968

 

2,4

2

8

 

1,2048444

3,1042

Sig.
 

,674

1,000

Tot: 2,4150

Tab.12

Student-Newman-Keuls

Fac3sc3

N

Sottoinsieme alfa .05

 

Media

1

48

-,2960764

 

3,2946

3

10

-,1452221

-,1452221

3,3714

2

8

-,1126057

-,1126057

3,4821

4

19

,1598347

,1598347

3,7143

0

17

 

,7782901

4,1429

Sig.
 

,580

,054

Tot: 3,5364

Tab. 13

5.5.5. ANOVA univariata Area Disciplinare

Fattore e Scala

F

Sig.

fac1sc1

,025

,975

fac2sc1

6,318

,003

fac3sc1

,218

,804

fac4sc1

,068

,935

fac5sc1

1,810

,169

fac1sc2

,848

,432

fac2sc2

,202

,818

fac3sc2

1,519

,224

fac4sc2

1,586

,210

fac5sc2

5,532

,005

fac1sc3

1,971

,145

fac2sc3

2,156

,121

fac3sc3

5,261

,007

fac4sc3

1,225

,298

fac5sc3

10,667

,000

Tab.14

5.5.5.1 Analisi Post Hoc Sottoinsiemi Omogenei

Fac2sc1

N

Sottoinsieme alfa .05

 

1

67

-,2432216

 

3

22

 

,410172

2

14

 

,519432

Sig.

 

1,000

,699

Tab.15 Student-Newman-Keuls

Fac5sc2

N

Sottoinsieme alfa .05

 

3

22

-,5586607

 

2

14

-,1389243

-,138924

1

67

 

,212469

Sig.

 

,143

,219

Tab.16 Student-Newman-Keuls

Fac5sc3

N

Sottoinsieme alfa .05

 

1

67

-,3051110

 

2

14

 

,505494

3

22

 

,607523

Sig.

 

1,000

,708

Tab.17 Student-Newman-Keuls

6. Conclusioni

Nella descrizione che l’insegnante offre della propria professionalità emerge con chiarezza l’importanza della competenza non solo in ambito disciplinare, ma anche in quello didattico, che si risolve nelle abilità di programmazione e progettazione delle attività, quindi nell’anticipare, grazie anche ad una continua autoriflessione, tutte le diverse possibili varianti di gestione. L’insegnante si preoccupa, infatti, non solo di trasmettere nozioni, ma considera importante rendere l’allievo il protagonista del processo di insegnamento/apprendimento, e fondamentale quindi creare un clima classe che lo possa favorire nella maturazione personale e nella crescita della sua autostima, sia come studente sia come cittadino. Di successo, infatti, nell’immagine che ne delinea l’insegnante non è uno studente che, in quanto inesperto, passivamente riceve la conoscenza posseduta da chi è più esperto di lui, ma, al contrario, è un alunno consapevole della  propria responsabilità nell’acquisizione di conoscenze e competenze e che quindi si pone in modo autonomo e creativo rispetto al docente stesso; è un alunno disponibile anche verso gli altri nella consapevolezza che non esiste un sapere assoluto, ma un sapere posseduto che ognuno può e deve saper esprimere. Il focus viene così rivolto alle interazioni che si svolgono in ambito scolastico, di cui si devono acquisire quelle abilità sociali e di comunicazione che permettono all’allievo di inserirsi in modo efficace e quindi di perseguire una carriera di successo. Studente di insuccesso diviene alloro quello che non si dimostra autonomo, ma anzi ha continuamente bisogno di interventi personali dell’insegnante; che vive con ansia e preoccupazione i vari momenti delle attività scolastiche delle quali non sa dare una corretta lettura; che non ha autocontrollo rispetto alla propria dimensione emotiva, autocontrollo invece necessario per una corretta comunicazione, e quindi proficua interazione, con compagni e docenti.

Emerge dunque una profonda coerenza tra teorie adottate e teorie in uso, confermate anche dall’analisi delle caratteristiche dello studente ritenute maggiormente modificabili dall’attività docente, rispetto sia alla competenza professionale che personale, che riguarderanno quindi la dimensione cognitiva e relazionale dell’allievo. L’intervento dell’insegnante risulta determinante nel far acquisire all’alunno l’esatta comprensione della sua co-partecipazione al sistema scolastico, con la corretta, in quanto negoziata, attribuzione di significati alle varie attività didattiche e ai diversi momenti di vita scolastica.

Coerenza che in qualche modo  viene a confermarsi anche dalla persistenza delle credenze e delle conoscenze educative degli insegnanti, invariate sia rispetto ad una diversa formazione degli stessi che ad un maggiore o minore grado di esperienza lavorativa. Anche quando le diverse valutazioni dei fattori siano risultate rilevanti (tab. 8, 9, 11), la direzione è comunque la medesima, variando solo nel grado di accordo o meno rispetto alle asserzioni (tab. 8.1, 8.2, 9.1, 9.2, 12, 13). Le differenze risultano del resto inerenti alle dimensioni che più possono risentire dell’aver o non aver esperito direttamente nell’azione le proprie credenze, quindi nell’aver avuto la possibilità di rendere le conoscenze da teoriche a pratiche, cioè la programmazione (fac3sc1), il controllo emozionale (fac4sc3), la gestione e la negoziazione delle condotte (fac3sc3); la minor esperienza porta poi ad attribuire maggior rilievo ai momenti di feedback da parte degli allievi. Se ne deduce una forte componente di autoriflessività che l’insegnante metterebbe in atto già nel momento della scelta e della sua prima formazione professionale.

Non sono invece emerse rilevanti differenze tra insegnanti appartenenti a diverse aree disciplinari (tab. 14), ancora una volta confermando che la dimensione che più caratterizza lo studente di successo non inferisce a competenze proprie delle varie materie, ma possiede una valenza globale, nella misura in cui appartiene più alla persona che non all’allievo in senso stretto.

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Autori: Lucia Zanellato, psicologa ed insegnante presso una scuola elementare, è docente del corso di Psicologia dell’Adolescenza presso la Ssis Veneto e di Psicologia dello Sviluppo presso l’Università degli Studi di Padova. È autrice di numerose pubblicazioni nel campo dell’adolescenza e della devianza. Claudio Fasola, psicologo e sessuologo clinico, si occupa di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova e di formazione presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente sta curando un volume, di prossima pubblicazione, sul tema dell’identità personale nelle psicologie postmoderniste. Cristina Zanette laureata presso l’Università degli studi di Padova con una tesi di filologia medioevale ed umanistica, attualmente insegna materie letterarie presso un liceo classico e scientifico, ha approfondito studi di educazione linguistica, rispetto alle metodologie didattiche e alle prospettive in ambito lavorativo della scrittura funzionale.
 

copyright © Educare.it - Anno V, Numero 5, Aprile, 2005


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