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Scuola e dintorni

 

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MARIA MONTESSORI
una figura riscoperta e rivalutata
seconda parte

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di Emilio Vaccaro

prima parte
bibliografia

Pedagogia dell'handicap


Gli interessi montessoriani non si fermano solo al fanciullo sano ma guardano con interesse all’inserimento nella scuola e in società del disabile. Durante il I Congresso Pedagogico Nazionale del 1898, che si ricorda ancora oggi per la sua insolita durata d’otto giorni, fu approvato un breve ordine del giorno di grande importanza storica per l’istituzione scolastica italiana. Il 13 settembre la Montessori chiedeva che il bambino affetto da speciali caratteri degenerativi fosse posto sotto la tutela educativa della legge con l’istituzione di classi aggiunte presso le scuole elementari, mentre per i più gravi si doveva provvedere con la creazione di speciali istituti medico-pedagogici.
La scienziata si adoperò anche perché nei curricula di formazione degli insegnanti venissero inserite nozioni di educazione speciale e i professori di pedagogia potessero frequentare appositi corsi di livello universitario.
Si affermò la prevalenza del modello pedagogico su quello medico nel recupero dei portatori di handicap, poichè quest’ultimo risulta efficace qualora si abbia a che fare con disturbi di natura organica, viceversa mostra la corda se esteso all’interpretazione dei disturbi mentali, cognitivi, del comportamento. L’approccio medico assimilava irreversibilità ad incurabilità, pur trattandosi di concetti distinti e separati.
La Montessori fu la prima ad intravedere un punto di sutura fra idioti e normali, operando un’integrazione che è il rispetto dell’uomo per il portatore di handicap.
Lo sviluppo del fanciullo disabile segue le stesse leggi di sviluppo del bambino normale, sebbene per il primo il percorso risulti più complesso a causa di elementi patogeni o traumi pre-peri-post-natali.

Al fine di un migliore inserimento del disabile in società, Maria Montessori individua nell’educazione sensoriale il primo e più importante fattore formativo. E’ noto come la mente assorbente costituisca per la studiosa lo psichismo tipico del bambino in quanto forma mentale diversa da quella di un individuo più grande, il quale apprende facendo uso dell’intelligenza, mentre il fanciullo assorbe attraverso con la vita psichica.
Il postulato della mente assorbente nasce da alcune considerazioni montessoriane che appartengono più alla filosofia cosmica che al metodo, ma che appaiono condivisibili nonchè generatrici di idee moderne ed attuali. L’uomo a differenza degli animali riceve un comportamento adattabile ed ha bisogno di un lungo periodo di tempo (lunga inerzia) per divenire autonomo, ciò ha risvolti positivi che si traducono in infinite possibilità di apprendimento: dopo la nascita, infatti, si costruiscono i caratteri propri della razza di appartenenza.


Conclusioni
In sintesi Maria Montessori ha avuto il merito di riportare il bambino al centro del processo educativo, intuendo la validità di un approccio basato sulla stimolazione dell’operatività, tramite un’adeguata organizzazione delle condizioni ambientali.
Il suo metodo, a scuola, si è tradotto anche in una gestione non direttiva dell’interazione insegnante-allievo: l’insegnamento dovrebbe offrire all’alunno le occasioni per il manifestarsi di un apprendimento, di cui egli soltanto risulta responsabile.

 

Autore: Emilio Vaccaro è laureato in filosofia - indirizzo pedagogico. Socio FI.PED (Federazione Pedagogisti Italiani) per conto della quale ha svolto un tirocinio di formazione presso la Scuola Elementare Don Milani di Caltanissetta. Attualmente frequenta un Corso triennale post-laurea di formazione in Pedagogia Clinica presso l'ISFAR di Firenze

 

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Bibliografia:
· Becchi E., 1987, Storia dell’educazione. La Nuova Italia, Firenze;
· Gray P., 2002, Psicologia. Zanichelli, Bologna;
· Guido C., 1999, La scuola italiana fra obiettivi e standard. Opera Nazionale Montessori, Roma;
· Gilberti F.-Rossi R., 1996, Manuale di Psichiatria. Piccin & Vallardi, Padova;
· Piazza V., 1998, Maria Montessori. La via italiana all’handicap. Erickson, Trento;
· Scocchera A., 1990, Maria Montessori. Un ritratto quasi inedito. La Nuova Italia, Firenze;
· Tornar C., 1990, Attualità scientifica della pedagogia di Maria Montessori. Aspetti innovativi. Implicazioni operative. Anicia, Roma.

Pubblicato su Educare.it per gentile concessione dell'autore e dell'editore


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