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Scuola e dintorni

 

 

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SCRITTURA STRUMENTALE E COMPETENZA TESTUALE
terza parte

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di Marika Onder

prima parte
seconda parte

LA COMPOSIZIONE DEL TESTO SCRITTO

La capacità di scrivere è una dote naturale oppure è possibile imparare a produrre un testo scritto?
Come si è detto, per molto tempo si è ritenuto che la competenza nello scritto fosse innata e che una buona capacità linguistica orale garantisse il “saper scrivere”.
Di conseguenza, l’insegnamento della scrittura ha privilegiato il prodotto (vale a dire il testo) e solo recentemente la ricerca ha spostato il suo interesse sul processo, composto di singole fasi, ciascuna delle quali può essere appresa attraverso specifiche tecniche e procedure [22].
Considerare la scrittura come un processo significa ammetterne la complessità e le difficoltà, che derivano soprattutto dalla necessità di far interagire molteplici fattori (ciò che si vuole o si deve dire, gli interlocutori cui ci si rivolge, la motivazione che spinge a produrre un testo scritto, i differenti mezzi linguistici da utilizzare, il tempo a disposizione, ecc.).
Il disagio che solitamente si prova di fronte al foglio bianco è anche legato alla situazione “artificiale” in cui spesso si è costretti ad operare: nel classico tema scolastico, ad esempio, vengono meno le variabili di scopo e destinatario, perché anche se la consegna indica un interlocutore preciso, lo studente che si appresta a scrivere sa bene che in realtà il suo prodotto è diretto all’insegnante.
Neppure la richiesta di scrivere pagine di diario o testi autobiografici, in genere, hanno miglior successo, a causa della consapevolezza della finzione, che inibisce gli alunni meno competenti, indipendentemente dalla loro ricchezza di idee e/o di esperienze vissute.
In sintesi, è possibile osservare che, spesso, soprattutto in ambito scolastico, si scrive solo per dimostrare di aver imparato a farlo o di non essere ancora in grado di soddisfare le richieste minime dello standard desiderato.
E’ frequente, inoltre, un atteggiamento di rassegnazione da parte degli insegnanti che - di fronte ai cosiddetti “cattivi scrittori” - si convincono di poter ottenere da questi ragazzi solo un miglioramento formale dei loro testi.

I modelli per la produzione scritta:

La linguistica ha fornito parecchi modelli relativi alla competenza testuale, ma molti di questi sono puramente esplicativi e non danno ragione dei processi psicologici attivati dalla produzione scritta.
Tali modelli, pertanto, non sono utilizzabili nella didattica, perché non mettono in grado il docente di controllare i processi sottesi alla scrittura, allo scopo di migliorare la performance degli allievi.
Tra i modelli più efficaci per la costruzione di strategie didattiche si possono considerare quelli di De Beaugrande e Dressler [23], Hayes e Flower [24], Berereiter e Scardamalia e Della Casa [25].
Pur individuando una serie di fasi nel processo di composizione, tali modelli non prevedono un unico e rigido ordine di successione delle stesse.
Alcuni stadi, però, sono considerati fondamentali e quindi – con articolazioni diverse – ricorrono in tutte le sistemazioni teoriche:

- raccolta e classificazione del materiale disponibile in relazione allo scopo della produzione, all’argomento che si intende trattare e al destinatario cui è diretto il testo;
- pianificazione e organizzazione del materiale nella forma testuale richiesta;
- trascrizione;
- revisione del prodotto finale.

A titolo esemplificativo, uno dei modelli più utilizzati nella didattica della scrittura – in particolare della scrittura creativa – nella scuola dell’obbligo è quello di Della Casa, che l’autore definisce “modello della competenza testo-produttiva” e che si basa sul concetto che la competenza è il risultato di un apprendimento essenzialmente culturale e cognitivo, di cui il piano linguistico è un elemento fondamentale, ma non esaustivo.
Secondo l’autore, il testo nasce da una struttura interrogativa divisa in quattro momenti principali, in ciascuno dei quali colui che scrive cerca di rispondere ad una serie di quesiti.
Dalle risposte a tali quesiti si forma gradatamente il testo.

Fasi
1) orientamento del testo (o comprensione del compito).
Quesiti: qual è l’oggetto di cui si deve parlare? In quale prospettiva? A quale scopo? A chi? Perché? In quale forma e con quale modalità di discorso?
2) reperimento del materiale (o raccolta delle informazioni).
Quesiti: che cosa ci chiediamo circa l’argomento di cui intendiamo parlare? Quali informazioni ci servono? [26]
3) pianificazione (o organizzazione delle informazioni).
Quesiti: com’è ordinata la successione delle informazioni? E’ adeguata al tipo di testo? L’articolazione del discorso è coerente?
4) realizzazione linguistica (o stesura).
Quesiti: quale linguaggio deve essere usato? Come deve essere steso il testo? Ci sono correzioni da apportare?

Un altro modello assai famoso, utilizzato nella didattica della scrittura funzionale, è il modello di Hayes e Flower [27], elaborato dai due studiosi nel 1980 e poi rivisto da Hayes nel 1996.
Secondo tale modello la produzione di un testo scritto è assimilabile a qualsiasi attività di risoluzione di problemi (problem solving), problemi di tipo formale e contenutistico.
In questo caso, il compito più difficile da affrontare, è cercare di ricondurre all’interno di un progetto coerente, coeso e significativo, una miriade confusa di pensieri disorganici: è proprio la fase della progettazione, infatti, a costituire il nodo centrale nella composizione scritta.
Sebbene il processo di produzione sia scomponibile in sottoprocessi, il modello Hayes-Flower lo organizza in tre blocchi principali, cui fanno capo diverse variabili, tutte strettamente collegate fra loro.
Esse intervengono nella generazione del testo, combinandosi in forme differenti e condizionando, in tal senso, sia le modalità che i tempi di produzione.
Gli ambiti cui si riferisce il modello possono essere così descritti:
1. Contesto in cui si svolge il compito.
Quest’ambito riguarda le caratteristiche del compito di scrittura, cioè il tipo di argomento da trattare, le caratteristiche del destinatario e le motivazioni di chi scrive, che sono solitamente influenzate dalle informazioni ricavate dall’ambiente.
2. Memoria a lungo termine.
In questo contesto sono contenute le conoscenze, possedute da chi scrive, sull’argomento e sul destinatario cui si rivolge.
Tali conoscenze non sono solo di tipo dichiarativo, ma anche procedurale, relative alle procedure necessarie a produrre le diverse tipologie testuali.
3. Processo cognitivo/linguistico sotteso alla produzione di un testo.
Il processo in questione si articola in altri tre sotto-processi:
· La pianificazione, fase in cui lo scrivente stabilisce quali obiettivi intende raggiungere con il proprio testo e, di conseguenza, predispone il piano migliore per raggiungerli.
Tutto il sotto-processo si articola in alcune tappe fondamentali, quali
a) la generazione delle idee, che prevede il recupero di conoscenze dalla memoria a lungo termine e di informazioni, relative al contesto del compito;
b) l’organizzazione delle idee e delle informazioni, possedute da chi scrive, in sequenze o criteri logici e/o temporali;
c) l’esplicitazione degli scopi (differenti a seconda del tipo di argomento da trattare, della tipologia testuale da adottare, del destinatario del prodotto) e delle strategie utili a raggiungerli.
Le strategie sono solitamente distinte in procedurali (relative al “come fare”, come cercare le idee, come organizzarle, ecc.) e di contenuto (che riguardano l’organizzazione delle conoscenze possedute da chi scrive).
La caratteristica di una buona pianificazione, sostengono gli autori del modello, è la flessibilità, che consiste nella capacità di modificare i piani iniziali, per adattarsi a nuove esigenze emerse durante la produzione.
L’expertise, cui si è fatto riferimento nella parte relativa alle competenze metacognitive sottese alla produzione del testo, consiste proprio nella capacità di colui che scrive di mutare la strategia di scrittura prestabilita e di usare strategie diverse per risolvere un problema di composizione.

· La trascrizione, è la fase in cui il piano elaborato nella mente dello scrivente trova espressione in una forma scritta, lineare e sequenziale.
Anche la trascrizione, escludendone l’aspetto strumentale, si configura come processo orientato, in quanto la costruzione delle singole frasi deve tener conto degli obiettivi del testo in produzione, del tipo di destinatario, della particolare struttura che si è scelto di dare al contenuto.
La struttura morfo-sintattica, semantica e lessicale del testo è frutto di valutazioni, che lo scrivente compie durante la composizione.

· La revisione, è la fase che ha lo scopo di migliorare la qualità del testo prodotto, dal punto di vista ortografico, morfo-sintattico, lessicale, semantico, della accettabilità o meno del testo sul piano logico o riguardo alle capacità di comprensione dei lettori.
Quest’ultima tappa si compone di due operazioni distinte: la lettura e la correzione.
La correzione di quanto è stato scritto avviene, in realtà, anche durante la trascrizione, mentre la revisione vera e propria si configura come un esame sistematico del testo, che avviene solo a trascrizione conclusa.

Esiste poi un processo di controllo, che ha funzione di monitor sui tre ambiti principali della scrittura; questo “controllo” consiste in prese di decisioni e continue coordinazioni tra i tre blocchi.
E’ molto importante sottolineare che il processo di scrittura è dinamico: le varie fasi e i sotto-processi della composizione del testo hanno un carattere di flessibilità e ricorsività, in quanto è sempre possibile ritornare su ognuno di essi sia durante la fase di composizione che al termine della stessa.

Da questa breve analisi dei modelli di composizione del testo scritto, emerge che il processo di scrittura, lungi dall’essere una semplice trascrizione di pensieri, risulta un’azione intenzionale e condizionata da una pianificazione (cioè da una serie di processi cognitivi e decisionali), di cui solo chi è consapevole può dirsi realmente competente.
La pianificazione, quindi, mette in gioco tutta una serie di abilità tecniche, pragmatiche, ideative, sintattico-semantiche, testuali e intertestuali, che sono interdipendenti e si realizzano in maniera completa, integrandosi proprio nel testo.

Scrivere un testo: la pianificazione

Dato il carattere di centralità che assume questa fase, nel processo di composizione del testo, sembra utile procedere ad un suo ulteriore approfondimento.
Nel linguaggio parlato la pianificazione è minima, si attiva nello stesso momento in cui si parla ed è sottoposta alle interruzioni e alle modificazioni provocate dall’intervento dei diversi partecipanti nel discorso.
Nello scritto, invece, la pianificazione è massima ed essenziale; senza pianificazione, infatti, la produzione scritta manca di efficacia e pertanto la comunicazione è destinata a fallire.
E’ proprio questa la fase, diversa nelle varie tipologie testuali, in cui si incontrano le maggiori difficoltà
Capita frequentemente, infatti, che elaborati corretti da un punto di vista formale e con un lessico ricco ed appropriato, siano poco o per nulla congruenti con le richieste poste dal compito.
Un esempio classico è quello che avviene in ambito scolastico, quando si chiede allo studente di scrivere un racconto fantastico (in cui una vicenda apparentemente “strana” trova, nella conclusione del racconto, la sua ricollocazione sul piano della realtà).
Di norma il fantastico è presente, ma spesso si fatica a trovare nei testi la “risoluzione” di tale elemento e la ragione è proprio in una mancanza di pianificazione: gli studenti, letta la traccia, pensano velocemente a quello che sanno o che possono inventare sull’argomento e poi si precipitano a scrivere alla rinfusa tutte le informazioni che sono riusciti a raccogliere e, arrivati alla fine della stesura, manca il tempo – e la voglia – di rileggere attentamente il testo, con il risultato di essere andati fuori tema.
E’ utile, da un punto di vista didattico, soffermarsi proprio sulla fase della progettazione dello scritto, in accordo con le indicazioni date dalla traccia (indicazioni di genere, di argomento, di destinatario, di ampiezza …), per aiutare chi scrive a superare l’ostacolo che tale operazione sembra rappresentare, in particolar modo quando la consegna data non si rivela affatto appassionante e motivante e gli studenti si sentano scoraggiati, convincendosi di non aver nulla da scrivere in proposito.

Dal progetto alla realizzazione:

Si può agevolare la pianificazione di un testo esplicitandone la struttura, il che permette a chi si accinge a scrivere una migliore organizzazione del materiale che sarà riuscito a reperire sull’argomento proposto: è molto più difficile, infatti, andare fuori tema se si conosce in anticipo quale deve essere l’articolazione dello scritto e quali elementi dovrà contenere.
Inoltre, insegnare le strutture significa anche insegnare la molteplicità di forme e tipologie dello scrivere, in funzione dei diversi scopi che si vuole raggiungere, senza costringere alcuno ad imbrigliare la propria creatività entro le maglie di uno schema rigido e stereotipato.
Premesso questo, è utile sintetizzare le operazioni che si possono compiere per produrre un testo pertinente alla traccia e significativo.

Queste si possono riassumere in cinque tappe fondamentali:

- Definizione delle coordinate del testo, cioè delle linee generali del progetto: argomento, destinatario e scopo della comunicazione devono essere definiti in anticipo affinché si possano scegliere la tipologia di testo più adatta, lo svolgimento più pertinente e il linguaggio e lo stile più appropriati.
La consegna del compito di scrittura potrà in parte fornire preliminarmente queste informazioni; in tal caso si dovrà fare attenzione alla piena comprensione della traccia;
- Raccolta di dati e idee: questa è la fase in cui si individuano le informazioni che si possiedono intorno all’argomento, recuperandole dalla memoria a lungo termine o da altre fonti esterne (libri, riviste, film, internet…), o ancora dall’osservazione e dalla libera invenzione;
- Progettazione vera e propria: nella forma più semplice lo schema essenziale dell’organizzazione del testo potrà consistere nella famosa “scaletta”, ovvero in una semplice lista di argomenti da svolgere.
- Stesura del testo: è questo il momento in cui la scaletta dovrà essere trasformata in un discorso coerente e coeso.
Per gli scrittori più frettolosi e meno esperti è la fase che conclude il processo di composizione;
- Revisione: si tratterà di una rilettura attenta e critica di quanto si è scritto, per verificarne la pertinenza rispetto alle richieste della traccia e per correggere e migliorare le forma e lo stile del prodotto.

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Note:
[22] Rigo R., (1998), Il processo di scrittura funzionale. Una prospettiva modulare, Armando, Roma; M Calzetti, T. Panzeri, L. Donaggio. (a cura di) (1995), Educare alla scrittura. Processi cognitivi e didattica, La Nuova Italia, Milano.
[23] De Beaugrande R. A. e Dressler W. U. (1984) Introduzione alla linguistica testuale, Il Mulino, Bologna.
[24] Formisano A., Pontecorvo C. e Zucchermaglio C. (1988), Guida alla lingua scritta, Ed. Riuniti, Roma.
[25] Insegnare la lingua - parlare e scrivere, E. Lugarini (a cura di) (1987), Ed. Scol. Bruno Mondadori, Milano
[26]
Ibidem, p. 24
[27] Rigo R. (1998), Il processo di scrittura funzionale. Una prospettiva modulare, Armando editore, Roma


Autore: docente di lettere nella scuola secondaria, specializzata nel sostegno ad alunni portatori di handicap, nella didattica della scrittura e nell'insegnamento dell'italiano ad alunni stranieri.

 

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copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005


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