COUNSELING E PEDAGOGIA CLINICA
II.1
Uno sguardo d’insieme
Un
numero considerevole di alunni presenta problemi di apprendimento
che incidono in modo rilevante sul rendimento nelle varie discipline,
causando spesso un vero e proprio disadattamento scolastico.
Numerosi studi e ricerche effettuati nel corso di questi ultimi
anni nella nostra zona, hanno posto in evidenza che oltre il 25%
della popolazione scolastica presenta difficoltà nei processi
di apprendimento.
Tra le principali problematiche riscontrabili possiamo distinguere:
-
Difficoltà
Generiche di Apprendimento
-
Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
-
Situazioni di disagio scolastico, riconducibili sia alle problematiche
suddette che ad altri fattori.
Non
sono queste, purtroppo, le uniche difficoltà riscontrabili
all’interno della scuola e che possono interessare un intervento
di consulenza scolastica e familiare. Nei paragrafi successivi,
tuttavia, approfondirò gli aspetti caratteristici delle
problematiche sopra indicate, avendo centrato questo mio lavoro
sul counseling pedagogico-clinico in situazioni di difficoltà/
disturbi di apprendimento e conseguenti situazioni di disagio
scolastico.
II.
2 Disturbi Specifici di Apprendimento
Per
Disturbi Specifici di Apprendimento intendiamo evidenti difficoltà
strettamente legate a deficit di natura percettiva e non riconducibili
a problematiche di ritardo mentale o di natura sensoriale o altra
patologia certificabile.
Le lacune che stanno alla base delle difficoltà di seguito
descritte, riguardano le abilità percettivo-motorie e metafonologiche;
solo un recupero specifico, da effettuarsi in stretta collaborazione
con la scuola e con la famiglia, può favorire il raggiungimento
di risultati soddisfacenti.
Tali disturbi sono:
-
Dislessia
-
Disgrafia
-
Disortografia
-
Discalculia
DISLESSIA
La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento
della lettura. IL soggetto dislessico presenta una particolare
difficoltà a riconoscere e discriminare i segni alfabetici
contenuti nelle parole, ad analizzarli in sequenza e a orientarsi
sul rigo da leggere. Può avere ripercussioni sia sulla
scrittura che sull’apprendimento logico-matematico.
DISGRAFIA
La disgrafia è una difficoltà di scrittura che riguarda
la riproduzione dei segni alfabetici e numerici.
La capacità di utilizzare lo spazio a disposizione è,
solitamente, molto ridotta, non rispetta i margini del foglio,
lascia spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole,non segue
la linea di scrittura
Sono frequenti le inversioni nella direzione del gesto grafico
Tutto ciò rende spesso la scrittura incomprensibile al
soggetto stesso.
DISORTOGRAFIA
La disortografia è la difficoltà a tradurre correttamente
i suoni che compongono le parole in simboli grafici e si presenta
con errori ortografici sistematici a vario livello.
DISCALCULIA
La discalculia una difficoltà specifica nell’apprendimento
del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione
dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione
del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella
numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione
di situazioni problematiche.
II.3
Difficoltà Generiche
Per
Difficoltà Generiche dell’Apprendimento intendiamo tutte
quelle difficoltà non riconducibili ad un Disturbo Specifico
o ad una patologia certificabile e sono solitamente dovute a un
ritardo maturazionale, a uno scarso bagaglio di esperienze, a
scarso investimento motivazionale e, non di rado, a una serie
di errori di tipo pedagogico.
II.4
Disagio scolastico
Il
disagio scolastico è un fenomeno complesso legato sì
alla scuola, come luogo di insorgenza e di mantenimento, ma anche
a variabili personali e sociali, come le caratteristiche psicologiche
e caratteriali da una parte e il contesto familiare/culturale
e dall’altra.
Mancini e Gabrielli (1998) lo definiscono come "uno stato
emotivo, non correlato significativamente a disturbi di tipo psicopatologico,
linguistici o di ritardo cognitivo, che si manifesta attraverso
un insieme di comportamenti disfunzionali (scarsa partecipazione,
disattenzione, comportamenti prevalenti di rifiuto e di disturbo,
cattivo rapporto con i compagni, ma anche assoluta carenza di
spirito critico), che non permettono al soggetto di vivere adeguatamente
le attività di classe e di apprendere con successo, utilizzando
il massimo delle proprie capacità cognitive, affettive
e relazionali."
Il disagio scolastico assume varie forme, dalle difficoltà
di apprendimento, basso rendimento rispetto alle reali capacità
del soggetto, assenteismo, disaffezione, abbandono scolastico
fino a problematiche comportamentali quali difficoltà di
attenzione e concentrazione, iperattività motoria, scarsa
tolleranza delle frustrazioni, fenomeni di prepotenza e bullismo.
C’è poi la realtà dell’abbandono non accompagnato
dall’atto manifesto di lasciare la scuola ma caratterizzata da
un disimpegno e disinvestimento. Si tratta di una realtà
che ingloba altre forme di non frequenza scolastica: evasione,
assenteismo, rendimento inferiore alle reali capacità di
apprendimento, disaffezione, insuccesso e dispersione, fino a
legarsi a aspetti più specifici della vita sociale quali
le condotte a rischio.
Dunque il termine disagio comprende una vasta gamma di condizioni
e comportamenti rispetto ai quali è possibile operare una
distinzione:
-
disagio evolutivo endogeno: relativo ai bisogni evolutivi dell’adolescente
emergenti durante il naturale processo di crescita;
-
disagio socio-culturale esogeno, relativo alle richieste e ai
condizionamenti della società e dell’ambiente, riguardante
non solo gli adolescenti ma anche gli adulti che si trovano
ad affrontare compiti sempre più complessi in situazioni
più confuse;
-
disagio cronicizzante: relativo all’interazione dei fattori-rischio
con le precedenti forme di disagio; la cronicizzazione prepara
il terreno a forme di devianza (si parla di devianza secondaria).
... continua...
Autore:
Pamela Grazzini, Educatrice
e Psicopedagogista laureata in Scienze dell'Educazione con una
tesi di Psicologia Generale e Dinamica dal titolo "Etnopsichiatria
e migrazione. Il sostegno psico-sociale a soggetti migranti",
attualmente specializzanda in Pedagogia Clinica. Opera da anni
nel sociale, in particolare nel settore minori, famiglie, migranti.
Bibliografia:
-
Cornoldi, Le difficoltà di apprendimento a scuola,
Il Mulino
-
Gillini, Zattoni, Un’ipotesi di consulenza formativa,
Franco Angeli
-
Liverta Sempio, Confalonieri, Scaratti, L’abbandono scolastico.
Aspetti culturali, cognitivi, affettivi, Raffaello Cortina
Ed. 1999
-
Mancini G. e Gabrielli G. (1998) TVD Test di valutazione
del disagio e della dispersione scolastica, Trento, Erickson
-
Marcelli, D., Braconnier, A., Adolescenza e psicopatologia,
trad. it., Masson, Paris, 1999
- Mazzoncini,
Musatti, La strada maestra, NIS
-
Mucchielli, Apprendere il counseling, Erickson
-
Pratelli, M., Disgrafia e recupero delle difficoltà
grafo-motorie, Erickson, 2003
-
Pratelli, M., Le difficoltà di apprendimento e la
dislessia, ed. Junior
-
Regoliosi, L., in Liverta Sempio, Confalonieri, Scaratti,
L’abbandono scolastico. Aspetti culturali, cognitivi, affettivi,
Raffaello Cortina Ed. 1999
-
Sempio, Confalonieri, Scaratti, L’abbandono scolastico.
Aspetti culturali, cognitivi, affettivi, Raffaello Cortina
Ed. 1999
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