SCUOLA, RELAZIONI E COUNSELING PEDAGOGICO
IV.1
Caratteristiche e obiettivi principali
Il
Counseling Scolastico ha il fine di agevolare la relazione insegnante-studente,
insegnante-genitore, insegnante ed altre figure professionali.
Il lavoro della consulenza pedagogico-clinica alla scuola comprende
modalità distinte, possiamo infatti distinguere una consulenza
specifica per gli insegnanti di alunni di cui abbiamo condotto
una osservazione pedagogica o che seguiamo per un trattamento
pedagogico e una consulenza rivolta in generale alla scuola.

consiste
in uno o più incontri periodici con gli insegnanti di
un soggetto di cui abbiamo effettuato una osservazione pedagogica
o col quale stiamo portando avanti un percorso di terapia pedagogica.
Questo tipo di consulenza deve essere autorizzato dai genitori
del bambino ed è finalizzato sia ad un più funzionale
ed efficace lavoro col bimbo sul piano degli apprendimenti scolastici,
sia al miglioramento degli aspetti relazionali della sua esperienza
scolastica, cercando così di attivare tutte le risorse
potenziali per prevenire l’instaurarsi di disagi complessi e
favorire un miglioramento negli apprendimenti.
Si
rivolge al sistema-scuola, è strutturata sulla base di
un progetto che ne stabilisce tempi, modalità, caratteristiche
organizzative, azioni concrete. Possiamo distinguere tra due
diverse modalità:
- Diretta, in cui viene richiesto un intervento di osservazione
pedagogica
- Indiretta, in cui non si ha una osservazione diretta degli
alunni ma si fa consulenza ai docenti mediante colloqui, servizi
di sportello, incontri formativi e di approfondimento, etc.
Tra
gli obiettivi generali del Counseling Scolastico possiamo porre:
- il supporto (per problematiche di vario tipo come disturbi
dell’apprendimento, comportamenti iperattivi, impulsivi, prepotenti
ed aggressivi nonché il disadattamento scolastico)
- lo sviluppo di abilità e competenze
- l’orientamento scolastico e professionale
- l’invio ad altri specialisti (in caso di situazioni particolarmente
gravi, non affrontabili nel contesto scolastico)
- l’agevolazione dei processi comunicativi
- sviluppare la competenza emotiva in docenti, alunni, genitori
- far crescere la motivazione scolastica
- integrare bisogni affettivi e bisogni didattici
- contribuire alle attività di programmazione
- favorire l'empowerment dei docenti
- offrire sostegno in situazioni di difficoltà o disagio
- fornire orientamento scolastico e professionale
I
docenti, comunque, non si configurano esclusivamente come utenti
del Counseling ma essi stessi possono mettere in atto tale relazione
d’aiuto nell’espletamento dei loro compiti quotidiani, utilizzando
le proprie abilità di Counseling (preliminarmente acquisite
mediante specifici training di formazione) come modalità
di risoluzione dei problemi vissuti dal gruppo-classe e come
metodologia di insegnamento.
IV.2
Counseling e adolescenza
Secondo
una ricerca condotta nel Comune di San Miniato (PI), in tutte
quelle scuole dove sono stati aperti degli spazi di ascolto,
la domanda da parte degli studenti è stata elevata. Questo
perché l'ascolto a scuola non viene visto dai ragazzi
come un aiuto diagnostico-terapeutico, ma soprattutto come una
relazione con un adulto competente che può aiutare a
capire alcune difficoltà, più o meno difficili
d superare ma che non implicano necessariamente una patologia.
Il counseling scolastico con i ragazzi può servire a
favorire due importanti aspetti la separazione-individuazione
e l'acquisizione di consapevolezza.
IV.3
Il counseling come strumento di prevenzione
Marcelli
e Braconnier individuano tre livelli preventivi (Marcelli, Braconnier,
1999):
-
prevenzione
primaria, cioè un’azione a livello dell’ambiente
e/o dell’individuo per impedire la comparsa di disagi/disturbi;
-
prevenzione secondaria, cioè un’azione
mirata in risposta ad un precoce riconoscimento di disagi/disturbi;
-
prevenzione terziaria, cioè intervento
specifico e specialistico a livello dei disturbi/disagi conclamati
o comparsa di elementi complicanti.
Relativamente
al disagio scolastico possiamo allora individuare tre livelli
di intervento (Regoliosi, 1993):
-
prevenzione aspecifica rispetto fattori alla normale
condizione evolutiva adolescenziale per impedire la comparsa
di forme di disagio specifiche;
-
prevenzione specifica primaria rispetto all’emergere
di situazioni di disagio scolastico relazionale e didattico;
-
prevenzione specifica secondaria rispetto
all’acutizzarsi del disagio scolastico nelle forme di ripetuti
insuccessi (ripetenze) e drop out, devianza.
L’esistenza
di un servizio di consulenza pedagogica rivolta alla scuola
come sistema di relazioni significative che sia accessibile,
secondo le varie modalità e percorsi di attuazione che
abbiamo visto, rappresenta sicuramente un elemento preventivo
molto importante sia per il singolo alunno in situazione di
disagio o difficoltà, per i genitori e per gli insegnanti.
La prevenzione si va ad attuare in tutti e tre i suoi livelli
e altrettanto evidente è la funzione protettiva rispetto
al rischio burn-out dei docenti e rispetto alla promozione del
benessere di tutti gli attori del sistema scuola.
Un servizio di questo tipo consente di orientare un intero sistema
umano verso il cambiamento, sia nel repertorio di comportamenti
comunicativi della persona, che nel contesto relazionale nella
sua totalità.
Il fenomeno del disagio costringe a ripensare il ruolo della
scuola come luogo di prevenzione e recupero ponendo ad essa
il problema di attivarsi per migliorare la qualità della
sua offerta formativa e la necessità, per essere veramente
efficace, di produrre un intervento di “contesto”.
Tra i possibili progetti di prevenzione dovrebbero trovare una
maggiore collocazione all’interno della nostra scuola progetti
come i CIC (Centri di informazione e consulenza), sportelli
d’ascolto all’interno delle scuole volti alla prevenzione/rilevazione
del disagio nelle sue varie forme, previsti dal DPR 309/90;
attività di screening precoce relativamente alle problematiche
dell’apprendimento; percorsi integrati di recupero didattico
e di socializzazione che vedano dunque una stretta collaborazione
tra scuola e risorse del territorio; laboratori e percorsi psicopedagogici
che coinvolgano il gruppo classe e gli insegnanti allo scopo
di favorire lo “star bene a scuola”; attività di orientamento,
formazione, counseling; percorsi di sostegno alla genitorialità,
per citare solo alcuni dei possibili interventi. Questo tipo
di progetti rientrano nell’area di competenza di quello che
dovrebbe essere un vero e proprio servizio di sostegno psicopedagogico
di supporto alla scuola, con personale specializzato e qualificato.
Un tale servizio dovrebbe operare a diversi livelli, dunque
sia sul bisogno individuale del singolo “caso”, sia sul sistema-scuola,
dunque sul suo clima interno, sui processi di comunicazione
sia interni che con la famiglia, sugli aspetti didattici, etc,
configurandosi come strumento di monitoraggio, supporto e intervento
rivolto a tutti gli attori del sistema-scuola (insegnanti, alunni,
genitori).
Il Counseling scolastico si offre come strumento per il docente,
per l’alunno e per i genitori, e si caratterizza per una fondamentale
valenza preventiva, protettiva, di supporto e di collegamento
con il territorio laddove necessario.
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Autore:
Pamela Grazzini, Educatrice
e Psicopedagogista laureata in Scienze dell'Educazione con una
tesi di Psicologia Generale e Dinamica dal titolo "Etnopsichiatria
e migrazione. Il sostegno psico-sociale a soggetti migranti",
attualmente specializzanda in Pedagogia Clinica. Opera da anni
nel sociale, in particolare nel settore minori, famiglie, migranti.
Bibliografia:
-
Cornoldi, Le difficoltà di apprendimento a scuola,
Il Mulino
-
Gillini, Zattoni, Un’ipotesi di consulenza formativa,
Franco Angeli
-
Liverta Sempio, Confalonieri, Scaratti, L’abbandono scolastico.
Aspetti culturali, cognitivi, affettivi, Raffaello Cortina
Ed. 1999
-
Mancini G. e Gabrielli G. (1998) TVD Test di valutazione
del disagio e della dispersione scolastica, Trento, Erickson
-
Marcelli, D., Braconnier, A., Adolescenza e psicopatologia,
trad. it., Masson, Paris, 1999
- Mazzoncini,
Musatti, La strada maestra, NIS
-
Mucchielli, Apprendere il counseling, Erickson
-
Pratelli, M., Disgrafia e recupero delle difficoltà
grafo-motorie, Erickson, 2003
-
Pratelli, M., Le difficoltà di apprendimento e la
dislessia, ed. Junior
-
Regoliosi, L., in Liverta Sempio, Confalonieri, Scaratti,
L’abbandono scolastico. Aspetti culturali, cognitivi, affettivi,
Raffaello Cortina Ed. 1999
-
Sempio, Confalonieri, Scaratti, L’abbandono scolastico.
Aspetti culturali, cognitivi, affettivi, Raffaello Cortina
Ed. 1999
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