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Scuola e dintorni

 

QUANDO I COMPITI DIVENTANO UN PROBLEMA
suggerimenti operativi per educatori di bambini iperattivi
prima parte

di Massimo Mangani

L’articolo si propone di fornire spunti teorici e metodologici per migliorare la relazione educativa con i bambini iperattivi, al fine di aiutarli a svolgere i compiti scolastici.
Si presenteranno alcune strategie educative di matrice cognitivo-comportamentale, integrate con esempi pratici ed ipotesi di lavoro, per entrare in relazione con i bambini iperattivi al fine di migliorarne le prestazioni attentive.

1 - Perché i compiti diventano un problema
Uno dei momenti che presenta maggior problematicità nella relazione con un bambino iperattivo è sicuramente lo svolgimento dei compiti scolastici.
Se infatti i bambini con DDAI hanno adeguate risorse cognitive, sul piano comportamentale presentano numerosi problemi collegati al quadro sindromico.
Infatti i bambini che mostrano questo disturbo non riescono a seguire le istruzioni fornite, sono disorganizzati e sbadati nello svolgimento delle loro attività ed hanno difficoltà nel mantenere la concentrazione, si fanno distrarre molto facilmente dai compagni o da rumori occasionali e raramente riescono a completare un compito in modo ordinato (1).
Vi è inoltre da mettere in conto il fatto che spesso si riscontrano nei bambini iperattivi gravi lacune relative alle varie discipline scolastiche, date dal fatto che la loro attenzione sporadica ed irregolare nelle prime fasi fondamentali dell’apprendimento delle regole di comunicazione linguistica, di ortografia e di aritmetica produce quasi immediatamente (fino dal primo anno delle scuole elementari) un inadeguato livello di apprendimento e di rendimento scolastico” (2).
Dunque l’aspetto poco stimolante, soprattutto di alcune materie, unito alla scarsa capacità di concentrazione dei soggetti ed alle lacune accumulate fanno sì che il momento di “fare i compiti” si trasformi in un vero e proprio “incubo” sia per i bambini che per gli adulti che cercano di aiutarli.

2 - Quali strategie attuare?
A tal proposito è necessario mettere in atto strategie che facilitino sia l’instaurarsi di una corretta relazione adulto-bambino, sia lo svolgimento il più possibile lineare del lavoro.
Fondamentale risulta il modo di porsi da parte dell’adulto che, se fatto nella maniera adeguata contribuisce alla creazione di un giusto setting ed alla formazione di un rapporto di fiducia con il bambino.
Franco Gallucci, uno dei pionieri italiani per quanto riguarda lo studio dell’ADHD, sosteneva con grande convinzione che una delle cose più importanti quando dobbiamo relazionarci con un bambino iperattivo (ma ciò vale in ogni tipo di relazione educativa) è quella di concordare immediatamente le regole (3).
Le regole dovrebbero essere introdotte prima possibile ed in maniera chiara, essere meno possibili, più ragionevoli possibili ed il più possibile positive (4).
Per fissare tali regole può essere molto d’aiuto la stipula di un vero e proprio contratto, concordato con il bambino, messo per iscritto e posto in posizione ben visibile: è uno strumento preziosissimo al fine di ottenere buoni risultati nello svolgimento dei compiti.
Il contratto deve essere redatto insieme al bambino, seguendo criteri ben precisi che possono essere sintetizzati come segue:

  • selezionare cognitivamente un obiettivo (in questo caso portare a termine i compiti scolastici);
  • scegliere i rinforzi adeguati (in base alle preferenze del bambino);
  • concordare i tempi di svolgimento
  • porre in evidenza la questione dell’auto-valutazione.

In questo modo si ottiene il risultato di rendere chiaro il rapporto fra educatore e bambino, facendo scegliere a lui i premi da somministrare ad ogni avvicinamento all’obiettivo o in presenza di un nuovo comportamento positivo, laddove si verifichi.
Sempre secondo Gallucci, per quanto riguarda l’auto- valutazione, è necessario che l’educatore venga percepito come “gestore del contratto” e non come poliziotto o giudice, pertanto sarà necessario chiedere spesso al bambino come pensa di star svolgendo il lavoro, e se meriti o meno una gratificazione, cercando di non imporre il proprio giudizio come verità assoluta.
Ciò è estremamente utile anche per cercare di modellare lo sviluppo del dialogo interno attorno alle varie fasi del problem-solving (1): essendo il bambino iperattivo sovente dotato di un’intelligenza brillante, e dunque perfettamente in grado di individuare se il lavoro è fatto male, pieno di cancellature o di errori, (individuazione del problema), dovrà arrivare a cercare autonomamente soluzioni che gli consentano di svolgere un compito il più possibile ordinato e comprensibile.

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Bibliografia:
1. Marzocchi, Gian Marco et al.: Il bambino con Deficit d’Attenzione/Iperattività, Trento, Erickson, 1999
2. Kirby, Edward A- Grimley, Liam K: Disturbi dell’attenzione e iperattività, Trento, Erickson, 1989
3. Gallucci, Franco: Appunti relativi ad un incontro con educatori ed insegnanti presso l’Azienda Sanitaria di Firenze- 1996
4. Mc Phillimy, Bill: Controlling your class- a teacher’s guide to managing classroom behaviour, Chichester, John Wiley & Sons, 1996
5. Foxx, Richard M.: Tecniche base del metodo comportamentale, Trento, Erickson, 1986
6. Taylor, Eric: The Hyperactive child, Oxford, The Alden Press, 1995
7. Fontana, David: Manuale di psicologia per gli insegnanti, Trento, Erickson, 1996
8. Mangani, Massimo: L’intervento educativo domiciliare con bambini DDAI, in “A.I.D.A.I. Newsletter”, Febbraio 2001
9. Rizzolatti, Giacomo – Sinigaglia, Corrado: So quel che fai, Milano, Raffaello Cortina, 2006
10. Cambi, Franco: L’autobiografia: uno strumento di formazione dei formatori, in Catarsi,
11. Enzo (a cura di): La relazione di aiuto nella scuola e nei servizi socioeducativi, Tirrenia, Del Cerro, 2004
12. Milani, Paola: Relazione e educazione, alcuni nessi, in Catarsi, Enzo (a cura di): La relazione di aiuto nella scuola e nei servizi socioeducativi, Tirrenia, Del Cerro, 2004
13. Jones et al., Didattica per problemi reali, Trento, Erickson, 1999
14. Mangani, Massimo: matematica e tabelline: un approccio per i bambini iperattivi, in “A.I.D.A.I. Newsletter”, Febbraio 2003
15. Lomax, Alan: La terra del Blues, Milano, il Saggiatore, 1993
16. Trisciuzzi, Leonardo: Elogio dell’educazione, Pisa, ETS, 1995
17. Demetrio, Duccio: Educatori di professione, Firenze, La Nuova Italia, 1990
18. Ianes, Dario - Celi, Fabio: Il Piano Educativo Individualizzato 1999-2001, Trento, Erickson, 1999
19. Ianes, Dario - Cramerotti, Sofia: Il Piano Educativo Individualizzato, Progetto di Vita 2005-2007, Trento, Erickson, 2005
20 . Bandura, Albert: Autoefficacia, teoria e applicazioni, Trento, Erickson, 2000
21. Gardini, Maria Pia - Tessari, Marina: L’assistenza domiciliare per i minori, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 2001
22. Cornoldi, Cesare: Le difficoltà di apprendimento a scuola, Bologna, Il Mulino, 1999
23. Levine, Mel: I bambini non sono pigri, Milano, Mondadori, 2005.

Autore: Massimo Mangani, docente specializzato presso la Scuola Media Statale “Francesco Redi”- Bagno a Ripoli (FI).

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copyright © Educare.it - Anno VII, Numero 6, Maggio 2007


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