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- L’importanza dei “rinforzatori”
L’educatore avrà la possibilità di fornire
gratificazioni e rinforzi ed applicare il costo della risposta
qualora il ragazzo non rispetti le regole concordate (1), per
esempio non mantenendo l’ordine nel compito.
È importante sottolineare come sia necessario rinforzare
soltanto le approssimazioni significative piuttosto che quelle
trascurabili.
Sul rinforzo è bene precisare che dovrà essere comunque
adeguato all’età del bambino e che quello di tipo
“sociale” è tendenzialmente preferibile a quello
materiale.
Le gratificazioni materiali possono avere una qualche utilità
nel breve periodo, ma a lunga scadenza è necessario che
il bambino percepisca che i miglioramenti portano una soddisfazione
interiore, una maggior accettazione sul piano relazionale e quindi
un cambiamento in positivo di “status”.
I rinforzatori materiali possono infatti rivelarsi un’arma
a doppio taglio poiché il bambino può soddisfare
una consegna con l’unica motivazione di ricevere il premio,
senza quindi raggiungere alcuna consapevolezza dell’importanza
reale di ciò che ha fatto.
Per questo motivo i rinforzatori sociali sono descritti come i
più importanti poiché svolgono un ruolo fondamentale
nella vita di ognuno (5) e quindi di gran lunga preferibili a
quelli materiali, dato che alimentano notevolmente l’autostima
ed il senso di atoefficacia.
Nella relazione educativa l’insegnante (educatore), con
la sua attenzione ai comportamenti positivi dell’allievo
è gia di per sé un rinforzatore sociale: avrà
sempre pronti un sorriso, un’occhiata e una parola dolce
che non costano niente, non rovinano i denti e non contengono
calorie (5)!
Un modo sicuramente valido per rinforzare i comportamenti adeguati
può essere quello di far sì che durante lo svolgimento
dei compiti il bambino controlli la sua irruenza, facendogli sentire
che ciò è un obiettivo alla sua portata e chi gli
sta intorno ci crede veramente.
Quando vengono raggiunti risultati apprezzabili la gratificazione
deve avvenire platealmente e per questo sarebbe opportuno coinvolgere
il maggior numero di persone significative possibili (padre, madre,
fratelli…).
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- Alcuni esempi pratici di “rinforzatori sociali”
Per valutare i risultati, se i ragazzi sono grandi abbastanza,
può essere molto utile fare uno schema dove accanto ad
ogni target presente nel contratto, viene lasciato uno spazio;
ogniqualvolta il target viene raggiunto, si disegna (o si incolla)
una stella nello spazio relativo (6).
Dopo un certo numero di stelle scatta la gratificazione concordata
che deve essere immediata, gratificante, consistente ed elargita
caldamente (6).
Nella mia esperienza scolastica ad esempio, ho potuto constatare
come il “carosello del trionfatore” sia utilissimo
per gratificare i ragazzi che con fatica raggiungono buoni risultati.
Il ragazzo problematico che riesce a raggiungere un obiettivo
importante (sia esso stare seduto un ora intera, svolgere un tema
senza errori ortografici, risolvere un problema senza errori di
calcolo), viene fatto camminare in mezzo a due file di compagni
che lo osannano scandendo il suo nome.
Questo contribuisce a fargli sentire di avere l’approvazione
di tutta la comunità per quello che ha fatto e che il “rifiuto”
al quale è stato spesso sottoposto può trasformarsi
in accettazione.
Tale tecnica rientra nella così detta “token economy”
(7), utilissima non soltanto in ambito scolastico: la token economy
prevede infatti che ai ragazzi vengano assegnati dei rinforzi
positivi simbolici ogni volta che manifestano comportamenti desiderati,
e viceversa ne perdano per ogni comportamento indesiderato (7).
Anche in questo caso è possibile parlare di “contratto”
comportamentale.
...continua...
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Bibliografia:
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Trento, Erickson, 1999
2. Kirby, Edward A- Grimley, Liam K: Disturbi dell’attenzione
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3. Gallucci, Franco: Appunti relativi ad un incontro con educatori
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1995
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Erickson, 1996
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10. Cambi, Franco: L’autobiografia: uno strumento di formazione
dei formatori, in Catarsi,
11. Enzo (a cura di): La relazione di aiuto nella scuola e nei
servizi socioeducativi, Tirrenia, Del Cerro, 2004
12. Milani, Paola: Relazione e educazione, alcuni nessi, in Catarsi,
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13. Jones et al., Didattica per problemi reali, Trento, Erickson,
1999
14. Mangani, Massimo: matematica e tabelline: un approccio per
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15. Lomax, Alan: La terra del Blues, Milano, il Saggiatore, 1993
16. Trisciuzzi, Leonardo: Elogio dell’educazione, Pisa,
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17. Demetrio, Duccio: Educatori di professione, Firenze, La Nuova
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18. Ianes, Dario - Celi, Fabio: Il Piano Educativo Individualizzato
1999-2001, Trento, Erickson, 1999
19. Ianes, Dario - Cramerotti, Sofia: Il Piano Educativo Individualizzato,
Progetto di Vita 2005-2007, Trento, Erickson, 2005
20 . Bandura, Albert: Autoefficacia, teoria e applicazioni, Trento,
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21. Gardini, Maria Pia - Tessari, Marina: L’assistenza domiciliare
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22. Cornoldi, Cesare: Le difficoltà di apprendimento a
scuola, Bologna, Il Mulino, 1999
23. Levine, Mel: I bambini non sono pigri, Milano, Mondadori,
2005.
Autore:
Massimo Mangani, docente specializzato presso la Scuola Media
Statale “Francesco Redi”- Bagno a Ripoli (FI).
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