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Scuola e dintorni

 

QUANDO I COMPITI DIVENTANO UN PROBLEMA
suggerimenti operativi per educatori di bambini iperattivi
terza parte

di Massimo Mangani

5 - L’importanza della gestione del tempo
Una corretta gestione del tempo è fondamentale e quindi va concordata a priori con il bambino, specificandone altresì la sua variabilità: si può infatti iniziare con una pausa di 5 minuti ogni 10 di lavoro ed allungare via via i tempi di lavoro, inizialmente allungando anche quelli di riposo.
In seguito i tempi di riposo andranno diminuiti, anche se mantenuti poiché fondamentali per il recupero mentale.
Risulta efficace aumentare i tempi di 5’ in 5’ mantenendo un rapporto matematico di 1 aumento del tempo ricreativo ogni 2 aumenti di quello operativo (8): partendo da un rapporto di 5’ di riposo ogni 10’ di lavoro, lo step successivo sarà 5’ di riposo ogni 15’ di lavoro, poi 10’ di riposo ogni 20’ di lavoro.
Il target sarà arrivare ad un rapporto di 20’ di riposo ogni 40’ di lavoro.
Dopo che questo ritmo si è stabilizzato, sarà possibile iniziare a diminuire i tempi di riposo, anche se non eccessivamente.
In un ora i tempi ottimali dovrebbero essere 10’ di riposo ogni 50’ di lavoro.

6 - Competenze educative
Lo svolgimento dei compiti scolastici dunque, si pone come sfida nella quale sia l’educatore che il bambino devono mettersi in gioco, ma spetta al primo il compito di reperire tutte le risorse possibili per far sì che l’amara pillola divenga commestibile.
Per far questo, oltre ad una formazione adeguata sulle problematiche inerenti l’ADHD, è importante possedere alcune caratteristiche e conoscenze che permettano ad un educatore di fare un ottimo lavoro.
Come sostenuto da Gallucci, dato che la funzione di modello è basilare, l’educatore dovrebbe essere:

  • competente;
  • divertente;
  • interessante;
  • sostenente;
  • apprezzato (3).


La competenza implica il possesso di conoscenze adeguate relative alla soluzione delle problematiche affrontate, che devono essere gestite con sicurezza e senza mostrare titubanza.
Mostrare sicurezza in quello che si fa è dunque cosa importante, ma ciò non significa fingere di essere “onniscenti” che non necessitano all’occorrenza anche di aiuto.
Per fare un esempio banale, se ci troviamo davanti un problema di matematica di cui non troviamo la soluzione, si può tranquillamente dire al bambino di essere in difficoltà e, magari con il suo aiuto, cercare strategie per arrivare alla soluzione, consultando la parte teorica del libro di testo, telefonando ad un amico o un collega esperto in matematica e così via.
Per “competenza” si intende dunque anche la capacità di venire a capo di situazioni problematiche in maniera razionale, fornendo esempi concreti della giusta strada da seguire.

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Bibliografia:
1. Marzocchi, Gian Marco et al.: Il bambino con Deficit d’Attenzione/Iperattività, Trento, Erickson, 1999
2. Kirby, Edward A- Grimley, Liam K: Disturbi dell’attenzione e iperattività, Trento, Erickson, 1989
3. Gallucci, Franco: Appunti relativi ad un incontro con educatori ed insegnanti presso l’Azienda Sanitaria di Firenze- 1996
4. Mc Phillimy, Bill: Controlling your class- a teacher’s guide to managing classroom behaviour, Chichester, John Wiley & Sons, 1996
5. Foxx, Richard M.: Tecniche base del metodo comportamentale, Trento, Erickson, 1986
6. Taylor, Eric: The Hyperactive child, Oxford, The Alden Press, 1995
7. Fontana, David: Manuale di psicologia per gli insegnanti, Trento, Erickson, 1996
8. Mangani, Massimo: L’intervento educativo domiciliare con bambini DDAI, in “A.I.D.A.I. Newsletter”, Febbraio 2001
9. Rizzolatti, Giacomo – Sinigaglia, Corrado: So quel che fai, Milano, Raffaello Cortina, 2006
10. Cambi, Franco: L’autobiografia: uno strumento di formazione dei formatori, in Catarsi,
11. Enzo (a cura di): La relazione di aiuto nella scuola e nei servizi socioeducativi, Tirrenia, Del Cerro, 2004
12. Milani, Paola: Relazione e educazione, alcuni nessi, in Catarsi, Enzo (a cura di): La relazione di aiuto nella scuola e nei servizi socioeducativi, Tirrenia, Del Cerro, 2004
13. Jones et al., Didattica per problemi reali, Trento, Erickson, 1999
14. Mangani, Massimo: matematica e tabelline: un approccio per i bambini iperattivi, in “A.I.D.A.I. Newsletter”, Febbraio 2003
15. Lomax, Alan: La terra del Blues, Milano, il Saggiatore, 1993
16. Trisciuzzi, Leonardo: Elogio dell’educazione, Pisa, ETS, 1995
17. Demetrio, Duccio: Educatori di professione, Firenze, La Nuova Italia, 1990
18. Ianes, Dario - Celi, Fabio: Il Piano Educativo Individualizzato 1999-2001, Trento, Erickson, 1999
19. Ianes, Dario - Cramerotti, Sofia: Il Piano Educativo Individualizzato, Progetto di Vita 2005-2007, Trento, Erickson, 2005
20 . Bandura, Albert: Autoefficacia, teoria e applicazioni, Trento, Erickson, 2000
21. Gardini, Maria Pia - Tessari, Marina: L’assistenza domiciliare per i minori, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 2001
22. Cornoldi, Cesare: Le difficoltà di apprendimento a scuola, Bologna, Il Mulino, 1999
23. Levine, Mel: I bambini non sono pigri, Milano, Mondadori, 2005.

Autore: Massimo Mangani, docente specializzato presso la Scuola Media Statale “Francesco Redi”- Bagno a Ripoli (FI).

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copyright © Educare.it - Anno VII, Numero 7, Giugno 2007


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