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- Mantenere sempre il contatto con la realtà
Un altro metodo estremamente efficace è la “didattica
per problemi reali” in cui docente (educatore) e bambino
affrontano problemi della vita reale integrandoli con capacità
e concetti legati a una o più discipline (12).
Nello studio della matematica, per esempio, risulta fondamentale
sottolineare i collegamenti tra questa e la vita quotidiana facendo
notare che le azioni che svolgiamo hanno tutte più o meno
implicazioni matematiche (13).
Con un bambino della scuola elementare è possibile, ad
esempio, prendere spunti dal “fare una torta”: nel
procedimento infatti dobbiamo
-
Leggere gli ingredienti, le dosi ed i tempi di cottura (sono
presenti cifre)
-
Preparare le dosi esatte
- Mischiare
gli ingredienti
-
Calcolare i tempi di cottura
-
Analizzare la forma data alla torta (meglio quindi scegliere
stampi con figure geometriche).
Si
possono inoltre porre quesiti quali: “se occorrono 100 g.
di farina e 70g. di zucchero, mi basterà un misurino da
200 g. per contenerli?” (13).
Un educatore con un vasto bagaglio di esperienze e conoscenze
e buona inventiva, funziona in modo eccellente nella costruzione
di una relazione di fiducia con i bambini iperattivi (e non solo)
perché risulta appunto molto “interessante”
e quindi capace di catturare la simpatia anche mediante il racconto
dei propri vissuti.
Anni fa, durante un intervento educativo domiciliare con un bambino
diagnosticato iperattivo, ho passato mesi a documentarmi sulla
musica rap, ad ascoltarla ed a cercare novità interessanti,
possibilmente sconosciute al ragazzino per riuscire a catturarne
l’attenzione e ad usarle come materiale di scambio per ottenerne
l’attenzione durante il lavoro sui compiti.
Scoprire le origini della musica rap, le “Dirty Dozens”
(14), oltre che aver costituito un arricchimento personale ha
giovato molto alla costruzione della relazione educativa ed ha
confermato che la versatilità e la capacità di adattamento
al contesto sono doti fondamentali per chi debba interagire con
bambini iperattivi.
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- Migliorare l’autostima
Altra caratteristica deve essere la capacità di sostenere
il bambino, facendogli sentire che “ce la può fare”
sempre, anche nei momenti in cui siamo costretti a rimproverarlo
o a correggerlo.
Data la bassa autostima dei bambini iperattivi, l’educatore
deve contribuire a migliorarla, assumendo la funzione di “stampella”
che da un lato aiuta a camminare e previene le cadute, ma che
prima o poi non sarà più necessario adoprare.
Leonardo Trisciuzzi, nel suo “Elogio dell’educazione”
paragona la funzione educativa alle “briccole”, quei
grossi pali che vengono piantati nelle lagune e servono per segnalare
la navigazione sicura ai naviganti (15).
Io aggiungo che un bambino iperattivo potrebbe essere una piccola
imbarcazione che spesso perde il controllo ed è necessario
che trovi briccole salde che lo riportino sulla giusta rotta.
L’educatore è una di queste briccole che da un lato
frena gli errori di rotta ma dall’altro incoraggia ad arrivare
serenamente in mare aperto.
Il bambino deve essere consapevole di ciò, sapere che può
contare sull’educatore in qualsiasi momento ma che prima
o poi dovrà cavarsela da solo e quindi interiorizzare ogni
conquista nell’ottica dello sviluppo di una piena autonomia.
Non dobbiamo mai scordarci infatti l’imperativo pedagogico
costituito dalla promozione del distacco dall’educatore
(16).
Solo attuando questo stile nella relazione educativa, sarà
possibile essere veramente apprezzati e quindi ottenere risultati
significativi.
Un educatore non accettato fallirà il proprio compito,
tanto più con i bambini iperattivi che già di per
sé non concedono facilmente fiducia.
Sempre Gallucci raccomandava di prendersi tutto il tempo necessario
per farsi accettare dal bambino, prevedendo nei primi incontri
uscite insieme, lunghe chiacchierate e ricerca di punti di contatto
da cui poter partire per la costruzione di un rapporto di fiducia
(3).
...continua...
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Bibliografia:
1. Marzocchi, Gian Marco et al.: Il bambino con Deficit d’Attenzione/Iperattività,
Trento, Erickson, 1999
2. Kirby, Edward A- Grimley, Liam K: Disturbi dell’attenzione
e iperattività, Trento, Erickson, 1989
3. Gallucci, Franco: Appunti relativi ad un incontro con educatori
ed insegnanti presso l’Azienda Sanitaria di Firenze- 1996
4. Mc Phillimy, Bill: Controlling your class- a teacher’s
guide to managing classroom behaviour, Chichester, John Wiley
& Sons, 1996
5. Foxx, Richard M.: Tecniche base del metodo comportamentale,
Trento, Erickson, 1986
6. Taylor, Eric: The Hyperactive child, Oxford, The Alden Press,
1995
7. Fontana, David: Manuale di psicologia per gli insegnanti, Trento,
Erickson, 1996
8. Mangani, Massimo: L’intervento educativo domiciliare
con bambini DDAI, in “A.I.D.A.I. Newsletter”, Febbraio
2001
9. Rizzolatti, Giacomo – Sinigaglia, Corrado: So quel che
fai, Milano, Raffaello Cortina, 2006
10. Cambi, Franco: L’autobiografia: uno strumento di formazione
dei formatori, in Catarsi,
11. Enzo (a cura di): La relazione di aiuto nella scuola e nei
servizi socioeducativi, Tirrenia, Del Cerro, 2004
12. Milani, Paola: Relazione e educazione, alcuni nessi, in Catarsi,
Enzo (a cura di): La relazione di aiuto nella scuola e nei servizi
socioeducativi, Tirrenia, Del Cerro, 2004
13. Jones et al., Didattica per problemi reali, Trento, Erickson,
1999
14. Mangani, Massimo: matematica e tabelline: un approccio per
i bambini iperattivi, in “A.I.D.A.I. Newsletter”,
Febbraio 2003
15. Lomax, Alan: La terra del Blues, Milano, il Saggiatore, 1993
16. Trisciuzzi, Leonardo: Elogio dell’educazione, Pisa,
ETS, 1995
17. Demetrio, Duccio: Educatori di professione, Firenze, La Nuova
Italia, 1990
18. Ianes, Dario - Celi, Fabio: Il Piano Educativo Individualizzato
1999-2001, Trento, Erickson, 1999
19. Ianes, Dario - Cramerotti, Sofia: Il Piano Educativo Individualizzato,
Progetto di Vita 2005-2007, Trento, Erickson, 2005
20 . Bandura, Albert: Autoefficacia, teoria e applicazioni, Trento,
Erickson, 2000
21. Gardini, Maria Pia - Tessari, Marina: L’assistenza domiciliare
per i minori, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 2001
22. Cornoldi, Cesare: Le difficoltà di apprendimento a
scuola, Bologna, Il Mulino, 1999
23. Levine, Mel: I bambini non sono pigri, Milano, Mondadori,
2005.
Autore:
Massimo Mangani, docente specializzato presso la Scuola Media
Statale “Francesco Redi”- Bagno a Ripoli (FI).
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