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La
società si presenta oggi come un sistema fortemente complesso
e dinamico, all’interno del quale si creano nuovi attori
che generano nuovi conflitti, che negli ultimi decenni sembrano
assumere nuove forme che interessano la qualità della vita,
l’identità sociale, il successo individuale; si tratta
di conflitti che derivano da un modo di vivere sempre più
articolato e collettivo, e che per la loro regolazione richiedono
nuovi modelli di gestione dei conflitti, “più consensuali,
basati sulla conciliazione e sulla comunicazione piuttosto che
sulla sanzione o sulla compensazione” (Di Rosa R., 2002,
p.23), al fine di poter risolvere un problema nato tra individui
che devono continuare a vivere nel medesimo contesto.
In questa prospettiva di continuità dei rapporti, si iscrive
oggi la mediazione che viene utilizzata come modo alternativo
di gestione dei conflitti, e che si presenta come processo nel
quale si creano le condizioni per favorire una comunicazione in
cui ci sia un riconoscimento reciproco da parte degli attori coinvolti,
una fiducia reciproca e il desiderio di individuare una modalità
consensuale per la risoluzione del conflitto.
La società odierna riflette poi la sua complessità
nei vari ambiti del sociale, quali per esempio la famiglia che
oggi vive un processo di pluralizzazione strutturale; sono tante
le tipologia familiari che caratterizzano la nostra società
e i fenomeni che hanno causato ciò sono molteplici, l’immigrazione
per esempio è uno di questi. Ma questa complessità
riguarda tanto la struttura familiare quanto le relazioni interne
fra i soggetti in essa coinvolti.
Scrive Castelli: “una delle caratteristiche tipiche delle
nostre società contemporanee che rende necessario l’uso
della mediazione è proprio la stretta contrazione dei tempi:
le comunicazioni avvengono in maniera molto veloce, e chiedono
spesso una risposta. In mancanza di tempo, le risposte possono
aver luogo con le modalità nocive del cortocircuito. Uno
dei motivi per cui le pratiche di mediazione funzionano è
che “danno tempo” per pensare e riflettere. E il tempo
che danno è un tempo “giusto” (…) né
troppo breve né troppo lungo, per crescere e maturare attraverso
l’azione concreta.” (Castelli S., 1996, p. 51). La
mediazione si pone poi, come un approccio dichiaratamente pacifico;
uno dei suoi più grandi pregi è probabilmente il
suo dare al conflitto una connotazione positiva e una sua gestione
appunto pacifica.
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Bibliografia
Castelli Stefano, La mediazione. Teorie e tecniche, Ed. Raffaello
Cortina, Milano, 1996.
Cesareo Vincenzo, Società multietniche e multiculturalismi,
Ed. Vita e Pensiero, Milano, 2000.
D’Alò E.- Mastro A.- Persano L., La mediazione scolastica.
Teorie e strategie di intervento, Armando Editore, Roma, 2005.
Di Rosa Roberta T. Mediazione tra culture. Politiche e percorsi
di integrazione, Ed. Plus. Università di Pisa, Pisa, 2005.
Di Rosa Roberta T., La mediazione. Gestione del conflitto e (ri)costruzione
sociale, Ed. La Zisa, Palermo, 2002.
Fabietti Ugo, L’identità etnica. Storia e critica
di un concetto equivoco, Ed. Carocci, Roma, 2003.
Martello Maria, Oltre il conflitto. Dalla mediazione alla relazione
costruttiva, Ed. McGraw-Hill, Milano, 2003.
Olla Igor, Adolescenti a scuola, Ed. Marco Valerio, Torino, 2005.
Pinna Savina, Spissu Margherita, Spissu Giovanni, Mediare e prevenire
nella scuola. Da un’esperienza europea un modello progettuale
per la prevenzione del disagio, Ed. Punto di Fuga, Cagliari, 2003.
Sitografia:
Children in Between. Cittadinanza, benessere e identità
dei minori di origine immigrata. Rapporto Internazionale di ricerca,
Child Immigration Project, 2000.
La mediazione scolastica. Linee guida e descrizione di un protocollo
di ricerca, D. Bottiglieri, in “Mediazione familiare sistemica”,
n. 1 (2003) sito internet www.mediazione.familiare.it/.
Autore:
Rosanna Adragna, docente di Lingua Italiana. Si forma alla mediazione
con la partecipazione a diversi corsi formativi, e in seguito
con il conseguimento del Master Universitario Europeo in Mediazione,
conseguito presso l’Universitarie Kurt Bosch di Sion (Svizzera)
nel 2005. Si occupa di mediazione scolastica, e attualmente è
impegnata nella progettazione di laboratori di mediazione per
le scuole primarie.
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