| La
complessità sociale ha portato grandi cambiamenti anche
nella scuola. A mutare non sono solo i contenuti e la didattica,
ma anche il ruolo che come istituzione essa riveste nella società:
alla scuola si chiede oggi un’educazione a 360° gradi,
per una crescita globale della personalità degli alunni
e la prevenzione primaria del disagio.
Per rispondere a questo mandato, gli insegnanti hanno dovuto far
propri di concetti, metodi e tecniche di natura non strettamente
didattica e di derivazione più psicologica e sociologica.
Ha questa origine il “counseling scolastico”, cioè
quella particolare relazione d’aiuto fondata sull’ascolto
non direttivo, sull’empatia, finalizzata a favorire interazioni
positive tra studenti, insegnanti, genitori ed eventuali altri
educatori.
In questo articolo si intende analizzare il “circle time”,
che si inscrive tra le modalità con cui può essere
realizzato il counseling a scuola.
‘Circle
time’ e ritorno comunicativo
In un contesto educativo attento agli aspetti psicologici ed emotivi,
il circle time rappresenta un momento durante il quale tutti i
membri della classe si riuniscono seduti in cerchio per discutere
di un argomento da loro proposto. All’interno del circolo,
l’insegnante ricopre il ruolo di facilitatore ed attraverso
questa tecnica si propone di favorire la conoscenza reciproca,
la comunicazione, la cooperazione fra tutti i membri del gruppo-classe,
così da creare un clima sereno di reciproco rispetto, in
cui ognuno soddisfi il proprio bisogno sia di appartenenza che
di individualità.
L’intervento attraverso il circle time viene attivato per
sbloccare eventuali problemi di tipo relazionale, anche nei confronti
dell’insegnante, che inficiano un positivo clima di classe
e si riflettono sul progresso scolastico degli alunni.
Infatti, quando il lavoro a scuola subisce sensibili turbamenti,
si verificano quasi sempre ripercussioni negative a livello emotivo,
per l’insegnante come per l’allievo, che spesso incidono
sul percorso di apprendimento o sulla valutazione serena della
realtà scolastica.
Sono gli scolari più timidi ed insicuri a beneficiare in
modo particolare del tempo dedicato al circle time. In quel contenitore,
proposto come un momento stabile della vita della classe e regolato
sono dall’ascolto e dal reciproco rispetto, essi imparano
gradatamente a neutralizzare la soggezione verso coloro che nella
classe tendono ad incarnare sistematicamente il ruolo da leader;
si può addirittura osservare come i più introversi
vengano stimolati dai più “estrosi” ad inserirsi
e ad aprirsi progressivamente.
E’ positivo notare anche come, con il progredire dell’applicazione
di questo metodo, i ragazzi si appassionino e chiedano loro stessi
che le regole del “gioco” vengano rispettate da tutti.
...continua...
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Bibliografia:·
C. Toneguzzi, Introduzione al counselling, Edigestalt, 2007
· G. Maiolo, L’occhio del genitore, Erickson, 2000
· F. Perussia, R. Viano, La comunicazione, Mediserve, 2000
· O. Ferrarsi, Crescere, Cortina, 1992
· W. Bion, Esperienze nei gruppi, Armando, 1971
· C. Neri, Gruppo, Borla, 1996
Autore:
Giovanni Manzi, pedagogista aderente ad Albo Professionale ANPE
e assistente presso la facoltà di “Scienze della
formazione” dell’Università Cattolica del S.
Cuore, vive a Cremona ed opera a Brescia. Ha conseguito un Master
in “gestione del disagio nascosto” e si dedica a studi
ed approfondimenti su marginalità, devianza, problematiche
adolescenziali e disabilità intellettiva. Ha acquisito
esperienza professionale progettando interventi formativi e di
recupero a beneficio di strutture ospitanti minori in difficoltà.
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