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Scuola e dintorni

 

 

L’AUTONOMIA
DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE
terza parte

di Eugenio Tipaldi  

Bibliografia

 

 

 

3.IL PIANO DI OFFERTA FORMATIVO

L’art. 1,comma 1 del Regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche D.P.R. 275 G.U. 186 del 10/08/99 definisce l’autonomia in questi termini: “Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell’offerta formativa, nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli enti locali, ecc.

Il sopracitato D.P.R. propone quale documento e strumento di organizzazione, promozione e sviluppo dell’autonomia il “Piano dell’offerta formativa” (P.O.F.) che sostituisce il vecchio P.E.I., cioè il Piano Educativo d’Istituto. Tale piano costituisce l’identità progettuale e culturale della scuola, in quanto esplicita “ la progettazione curriculare, extracurriculare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia” (art. 3 comma 1).

Il Piano di Offerta Formativa deve essere elaborato dal Collegio dei docenti “sulla base degli indirizzi generali per le attività della scuola e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal consiglio di circolo o d’istituto, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti” (art. 3 comma 3 del capo II).
Nel P.O.F. sono incluse le funzioni del P.E.I. (Piano Educativo d’Istituto), ma esso implica un rapporto col territorio e con gli enti locali che il P.E.I. non sempre esplicitava. Si tratta di rilevare, infatti, i bisogni del territorio e degli utenti della scuola al fine di esplicitare la progettazione d’istituto e vanno riconosciute e garantite “ le diverse opzioni metodologiche anche di gruppi minoritari” valorizzando “le corrispondenti professionalità” (art. 3 comma 2).

Il regolamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche all’art. 7 prevede che le istituzioni scolastiche possono promuovere accordi di rete per attività didattiche, di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo, di formazione e di aggiornamento; e l’accordo può prevedere anche lo scambio temporaneo di docenti che liberamente acconsentono e che abbiano uno stato giuridico omogeneo.

Per la realizzazione del P.O.F. sono state introdotte le funzioni-obiettivo, identificate ed attribuite dal Collegio dei docenti a docenti disponibili e professionalmente competenti per il perseguimento di funzioni riferite ad aree specifiche (gestione e coordinamento del P.OF., sostegno al lavoro dei docenti, servizi per gli studenti, rapporto con il territorio e gli enti locali).

Col nuovo contratto sono divenute funzioni strumentali dell’Offerta formativa: sono docenti scelti sempre dal Collegio dei docenti, ma non c’è più obbligo come prima di partecipare a un corso di formazione e le funzioni sono attribuite dal Collegio stesso senza più limiti di numero o di aree predefinite, nei limiti però delle risorse finanziarie disponibili.

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Autore:

Eugenio Tipaldi è laureato in filosofia ed ha sempre insegnato in scuole “di frontiera”: per sei anni presso la scuola media “Giovanni XXIII” di Sant’Antimo, in provincia di Napoli; per due anni presso la scuola media “Guarino” a San Pietro a Patierno, periferia di Napoli; per sette anni presso la scuola media “Pasquale Scura”, sita nei Quartieri Spagnoli di Napoli.
Attualmente insegna presso la scuola media “Santa Maria di Costantinopoli” di Napoli.
E’ autore di un libro di poesie: “La malattia mortale della gioventù” (Editrice Letteraria Internazionale, Ragusa 1996) e del pamphlet polemico: “Diario scolastico. le vicissitudini di un insegnante in una scuola a rischio di Napoli” (Oppure editore, Roma 2004).

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Bibliografia:

  • CISL Scuola a cura di Mario Guglietti “L’autonomia delle istituzioni scolastiche nella legge e nei provvedimenti delegati” (Roma 1999)

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copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 12, Novembre 2004


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