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4.LA
DIRIGENZA SCOLASTICA
I
capi d’istituto, presidi o direttori didattici, diventano dirigenti.
Le nuove scuole autonome hanno bisogno di “manager” capaci di accrescere
la loro efficacia ed efficienza.
Col
decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 sono state approvate le
norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche. E all’art. 25 del decreto citato s’istituisce
la qualifica dirigenziale per i capi d’istituto che sono preposti
alle istituzioni scolastiche ed educative alle quali è stata
attribuita personalità giuridica e autonomia a norma dell’art.
21 della legge 15 marzo 1997 n. 59 e successive modifiche ed integrazioni.
I
dirigenti scolastici sono inquadrati in ruoli di dimensione regionale
e rispondono dei risultati della loro dirigenza, quindi il loro
operato è soggetto a valutazione. L’art. 2 di questo decreto
specifica i compiti del dirigente.
“Il Dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione,
ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione
delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio.
Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici
,spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione,
di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare
il Dirigente scolastico organizza l’attività scolastica secondo
criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare
delle relazioni sindacali.”
Il Dirigente scolastico ,nell’ambito dell’autonomia delle istituzioni
scolastiche ed educative ,è individuato come un vero e proprio
datore di lavoro che deve contrattare la ripartizione del fondo
d’istituto con le R.S.U. (rappresentanze sindacali unitarie), cioè
con i rappresentanti dei lavoratori della scuola: docenti e personale
A.T.A.
Nello
svolgimento delle sue funzioni organizzative e amministrative, il
Dirigente è coadiuvato dal responsabile amministrativo, l’ex
segretario che è diventato direttore generale dei servizi
amministrativi ed ha un’autonomia operativa, nell’ambito però
delle direttive impartite e degli obiettivi assegnati; e può
avvalersi dell’ausilio di docenti da lui individuati (i cosiddetti
collaboratori del dirigente) ai quali può delegare specifici
compiti. Il Dirigente, cioè, si sceglie lui i suoi collaboratori.
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