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Scuola e dintorni

 

L'EDUCAZIONE COME TRASMISSIONE: VALENZE E SIGNIFICATI
(quarta parte)

di Angelo Costa

CAPITOLI:
  1. L'idea: trasmettere valori
  2. Un progetto di trasmissione per la scuola
  3. Una trasmissione per il futuro
  4. L'atto educativo
  5. Bibliografia

L'ATTO EDUCATIVO

Il cambiamento più inquietante riguarda la posizione del maestro, che deve rinunciare all’autoritarismo ed al nozionismo per trasmettere. Accettazione, appropriazione, reinvenzione: questi sono i termini di responsabilità che incombono sul donatario. Più ancora: bisogna accettare di apprendere dal bambino, dall’allievo. Infatti, il maestro come l’alunno, presi nello stesso processo ricostruiscono insieme l’eredità comune. Ciò mette in valore l’ascolto, il modello e l’esempio, e sottolinea l’influenza dell’ambiente fisico; il rispetto che conforta la vera autorità del maestro deve nascere dal vederlo come mediatore di una coscienza collettiva (1).

Come in effetti potrei formare il futuro cittadino se io stesso non lo sono, aprire l’altro alla dignità se ho perduto la mia? Non c’è trasmissione riuscita senza questa inversione, che mette il maestro a disposizione degli alunni, li aiuta, li accompagna e collabora al loro apprendimento (2), poi li esorta a succedere a lui, del quale si conoscono le facce: umiltà (3), fedeltà al suo ruolo formativo ed educativo, staffetta vicariante, emancipazione.

Così il maestro non dispensa niente, se non il suo desiderio di trasmettere, nella trasparenza della missione da compiere insieme.
Questa ipotesi educativa non è solamente molto più efficace, bensì è anche democraticamente feconda, sempre tenendo presente una certa relatività dei mezzi di trasmissione concepiti come metonimia della padronanza.
In questo senso l’educazione deve formare il testo di una trasmissione riuscita. La pedagogia deve, così, impegnarsi ad iscrivere nel reale il suo oggetto utopistico.

Conclusioni

Come rinnovare oggi l’iniziale gesto educativo teso alla trasmissione? Istruire la generazione depositaria della nostra eredità, è un progetto pedagogico difficile che porta alla filosofia dell’educazione contemporanea. Le riduzioni in tutti i generi, gli slogans, le restrizioni, le evocazione nostalgiche devono far posto ad un ideale di equilibrio: la derealizzazione nel discorso deve cedere il passo all’energia creatrice.

Si sa che quel che compromette il processo di trasmissione è la menzogna o il non detto, le dichiarazioni senza effetti, lo psittacismo (la sindrome del pappagallo) o clonazione intellettuale, la puerilità dell’adulto, il feticismo tecnico, l’ istituzione del maestro-simulacro, la fissazione del passato che significa, in definitiva, la rinuncia al futuro.

Una filosofia critica dell’educazione si confronta e si scontra con l’ideologia individualista, consumistica, spettacolare; una filosofia concreta e sempre più corredata da dati scientifici deve avere come punti di riferimento la molteplicità, esplorazione, istantaneità tese ad una cultura dell’eteroclito.

Il modello trasmissivo abita nell’educazione, è precisamente all’apporto dell’aspirazione ad una valorialità ed ad un nozionismo tesi alla formazione, perciò bisogna preferire l’attualizzazione, far posto all’invenzione: cioè cercare di trasmettere veramente (dandosi i mezzi) l’esperienza degli esperti che non cessano di inventare soluzioni, che passano attraverso dei mediatori convinti o degli oggetti pedagogici comuni garantendo la capacità evolutiva e generativa del progetto.

 

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Autore: Angelo Costa si è laureato in Lettere indirizzo classico, è membro del Comitato di Direzione della rivista "Scuola e Vita" (diretta dal Prof. Giuseppe Trebisacce, ordinario di storia della pedagogia presso l’Università degli studi della Calabria) a cui collabora con numerosi articoli sulle problematiche riguardanti le Scienze dell'Educazione. Inoltre, è Presidente del Gabinetto Europeo Scientifico Letterario "Il Baretti" ed è Docente di Materie Letterarie presso un liceo classico. 

 

Note:

  1. cfr. Anton Semenovic Makarenko, Poema pedagogico; introduzione di Lucio Lombardo Radice; Roma, 1976: in cui insiste sul ruolo del maestro come mediatore di una coscienza collettiva.

  2. uno per tutti è il teorico della didattica Roger Cousinet che ha svolto un’attività scientifica volta ad indagare la vita sociale dei ragazzi: si vedano, oltre ai volumi menzionati nella nota bibliografica, in particolar modo: Pedagogia dell'apprendimento : maestro e scolaro nella lezione; Roma, 1968 e L' interesse; premessa, traduzione e note di Giovanni Battista De Giorgi; Lecce, 1963.

  3. cfr. Maria Montessori, Formazione dell'uomo; Milano, 1970

 

 

copyright © Educare.it - Anno III, Numero 1, Dicembre 2002


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