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La
formazione alla cittadinanza
Abbiamo già sottolineato il carattere
politico della scuola, l’importanza di considerare l’educazione
e l’apprendimento nel particolare contesto culturale e sociale,
l’impossibilità di progettare l’educazione come slegata dalla
cultura (l’impossibilità di progettare riguarda tanto i criteri
di riferimento che le finalità educative).
Quello che la scuola può (e deve?)
fare è insegnare agli allievi come comportarsi nel gruppo (vivere
in un ambiente in cui i bisogni individuali sono subordinati
ai bisogni del gruppo), condividere le cose, giocare correttamente,
rimettere le cose a posto, trasmettere i valori di responsabilità
sociale, collaborazione e rispetto verso gli altri: tutto ciò
vuol dire formazione alla cittadinanza.
L’educazione alla cittadinanza
costituisce il cuore in tutti i Paesi europei e in molti Paesi
del mondo; in altre parole, lo scopo ultimo delle scuole è la
formazione dell’uomo e del cittadino. La scuola vuole
educare gli allievi ai valori della convivenza civile, della
libertà, della partecipazione democratica, della responsabilità
e della solidarietà. E il modo in cui si sta e ci si organizza
a scuola che conduce gli allievi a saper vivere insieme nella
eterogeneità del gruppo classe, scuola, infine intera società.
Soprattutto
durante il ciclo della scuola di base fanno parte degli obiettivi
formativi: la sensibilità alle esigenze della vita sociale comunitaria
e la consapevolezza della uguaglianza e della pari dignità sociale
di tutti i cittadini pur nella estrema diversità di culture
abitudini e così via, la disposizione ad un comportamento responsabile
e solidale ed aperto al confronto con le altre persone, la sensibilità
alle questioni riguardanti la salute, la prevenzione, il rispetto
ambientale (flora e fauna), il rispetto per le strutture e i
servizi di pubblica utilità. Il senso della cittadinanza costituisce
l’animo del curricolo scolastico.
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