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La scuola di base
“La
scuola di base ha la durata di sette anni ed è caratterizzata
da un percorso educativo unitario e articolato in rapporto alle
esigenze di sviluppo degli alunni; si raccorda da un lato alla
scuola dell'infanzia e dall'altro alla scuola secondaria” (art.
3, Scuola di base).
L’istituzione
di un unico ciclo si propone come un percorso educativo unitario,
e vuole rimediare alle difficoltà manifestate dagli studenti
in coincidenza con il passaggio da un ordine di scuola a quello
superiore (il numero dei ripetenti e la dispersione scolastica
crescono nelle fasi di passaggio). Inoltre il passaggio dai
5 anni della scuola elementare e i 3 anni della scuola media
ad un ciclo unico della durata di 7 anni comporta la diminuzione
di 1 anno dell’intero percorso scolastico e colloca la conclusione
teorica della scuola secondaria all’età di 18 anni, così come
avviene in Europa.
La
scuola di base si pone in stretta correlazione e continuità
con la scuola dell’infanzia e con le esperienze maturate dai
bambini durante i tre anni di frequentazione. Il processo di
apprendimento deve intendersi come costruzione graduale di conoscenze,
non come accumulo di nozioni e informazioni.
La
costruzione conoscitiva è un progressivo ampliamento
e approfondimento degli strumenti, dei linguaggi, dei concetti
e della capacità di organizzare e “utilizzare” le esperienze
proposte dalla scuola. Il significato di alcune parole viene
specificato e rinforzato, il significato di altre viene appreso
ex novo.
È
una costruzione socializzata e socializzante, che nasce e si
sviluppa all’interno dell’interazione tra studenti, e tra studenti
e insegnanti, in cui l’aspetto “orizzontale” di apprendimento
(quello che si realizza tra gli studenti) si integra a quello”‘verticale”
(quello che si realizza dall’insegnante agli studenti). L’azione
dell’insegnante ha il fondamentale ruolo di raccordo con i precedenti
apprendimenti, di guida verso un sapere sempre più complesso.
I
luoghi dell’apprendimento sono molteplici: la tradizionale classe,
ma anche laboratori e palestre e ambienti esterni. L’utilizzo
e la familiarità con le aule attrezzate (siano esse laboratori
linguistici o scientifici oppure informatici) permettono agli
allievi di entrare in contatto con linguaggi e strumenti particolari,
che integrano e arricchiscono quelli “tradizionali” in un’ottica
di didattica mirata al raccordo degli apprendimenti.
La
scuola di base deve svolgere il compito importante di promuovere
e sviluppare il potenziale umano di ogni allievo. Gli strumenti
culturali specifici sono costituiti dalle discipline, da intendersi
come sistemi simbolici che gli allievi scoprono in modo progressivo
partendo dalle proprie esperienze. Le discipline conducono gli
allievi al raggiungimento di essenziali obiettivi di alfabetizzazione
funzionale (abilità di lettura, scrittura, calcolo) e li
introducono alla cultura, intesa come dimensione complessa
di ogni persona. Il dominio sempre più saldo delle discipline
si accompagna alla conquista delle specifiche metodologie di
ognuna di esse, all’acquisizione delle modalità di pensiero
che contraddistinguono ogni specifica disciplina.
L’educazione
nella scuola di base si delinea come una forma fondamentale
di alfabetizzazione culturale, in una dimensione allargata di
formazione di spirito critico, di capacità di giudizio (“sviluppo
delle competenze e delle capacità di scelta individuali atte
a consentire scelte fondate sulla pari dignità delle opzioni
culturali successive”), di amore per la ricerca e per il sapere,
ma anche di relazioni affettive e di convivenza (“potenziamento
delle capacità relazionali e di orientamento nello spazio e
nel tempo”).
Il
ciclo della scuola di base si conclude con un esame di Stato,
in occasione del quale emerge una indicazione orientativa non
vincolante per la scelta della successiva carriera scolastica.
È importante sottolineare che la funzione di orientamento non
si svolge solo in coincidenza con il passaggio dalla
scuola di base a quella secondaria, ma è una strategia formativa
integrata all’attività didattica propriamente detta lungo tutto
il percorso educativo. L’orientamento è interno al curricolo
ed è strettamente correlato alla valutazione: la valutazione
delle competenze dell’allievo implica il delinearsi del suo
profilo cognitivo e attitudinale, profilo che è di per sé orientante.
Il ruolo principale nell’orientamento è quello degli insegnanti,
ma la collaborazione di personale con competenze specifiche
può essere molto utile.
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