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Scuola e dintorni

 

LA RIFORMA STROZZATA:

un inevitabile (e nostalgico) termine di paragone
per la nuova riforma scolastica
 (nona parte)

di Chiara Lalli

Sommario

 

La quota nazionale del curricolo: gli ambiti, le discipline

Il percorso settennale della scuola di base si snoda in un graduale passaggio dagli ambiti disciplinari alle discipline.

2. Scuola di base - ambiti e discipline - impianto organizzativo della quota nazionale curricolare

 

Ambiti - Monte ore*
Discipline

 

 

2 anni

Ambito linguistico-espressivo - 832 ore

Italiano, prima lingua europea moderna, discipline artistiche, musicali e motorie

Ambito matematico-scientifico - 450 ore

Matematica, scienze e tecnologie

Ambito antropologico-ambientale - 192 ore

Storia, geografia e scienze sociali

3 anni

Ambito linguistico-espressivo - 1065 ore

Italiano, prima lingua europea moderna, discipline artistiche, musicali e motorie

Ambito matematico - 483 ore

Matematica

Ambito scientifico-tecnologico - 384 ore

Scienze e tecnologie

Ambito geo-storico-sociale - 288 ore

Storia, geografia e scienze sociali

  2 anni

Il monte ore è stabilito per le singole discipline o per gruppi di discipline: italiano: 260 ore; I lingua: 130 ore; II lingua: 80 ore; arte e immagine: 106 ore; musica: 106 ore; scienze motorie: 120 ore; storia, geografia e scienze sociali: 220 ore; matematica: 240 ore; scienze: 180 ore; tecnologia: 130 ore

Italiano, prima lingua europea moderna, seconda lingua europea moderna, arte e immagine, musica, scienze motorie, storia geografia, scienze sociali, matematica, scienze, tecnologia

* Le indicazioni del monte ore di ciascun ambito sono da considerarsi flessibili (Decreto del Presidente della Repubblica n. 275/1999).

Ogni scuola può compiere scelte didattiche e organizzative che ritiene più adatte al proprio progetto formativo, secondo criteri flessibili (Decreto del Presidente della Repubblica n. 275/1999). Per garantire questa autonomia da parte delle scuole e, allo stesso tempo, per garantire una distribuzione equilibrata degli insegnanti, l’orario del curricolo del ciclo di base viene definito in termini di monte orario annuale o pluriennale. Le mille ore annuali previste, pari a trenta ore settimanali, possono essere incrementate fino a un massimo di dieci ore settimanali per attività di arricchimento e sviluppo, in relazione a specifiche esigenze delle famiglie e del contesto sociale.

L’articolazione del processo di insegnamento è determinata dall’aumento progressivo del numero degli insegnanti e dall’integrazione dei docenti della ex scuola elementare e di quelli della ex scuola media.

Nei primi due anni si attua il passaggio dall’esperienza della scuola dell’infanzia ai tre ambiti disciplinari sopraindicati: linguistico-espressivo, matematico.scientifico, antropologico-ambientale. Il numero degli insegnanti previsto è abbastanza limitato ed essenzialmente di derivazione dalla scuola elementare.

Nei tre anni seguenti prende le mosse il passaggio dagli ambiti alle discipline; il numero degli insegnanti cresce e le due origini scolastiche si integrano perfettamente. Il numero degli insegnanti cresce ulteriormente nell’ultimo biennio, in cui le discipline sono presenti in un numero più consistente. In questi due anni i docenti sono quelli provenienti dalla scuola media.

È importante ricordare che la percentuale e la modalità di integrazione degli insegnanti sono scelte che ogni scuola compie in base alle risorse umane e al tipo di progettazione educativa prescelto. Inoltre, essendo le articolazioni interne cerniere e non divisioni, la soluzione 2+3+2 (quella più popolare e che prendiamo in esame in questa scheda), non è la soluzione, ma possono essere proposte e argomentate diverse ipotesi: 3+4, 2+2+2+1, 1+5+1 e tutte le altre possibili scomposizioni del numero 7. Ciò che rimane stabile sono i fondamentali criteri di riferimento: il soggetto che apprende e il suo sviluppo, l’oggetto di apprendimento, gli aspetti istituzionali e didattici.

Durante i primi due anni del settennio che costituisce il ciclo della scuola di base, si assiste al passaggio (anche fisico, i bambini arrivano dalla scuola dell’infanzia) dai campi di esperienza agli ambiti disciplinari.

Gli allievi sperimentano le prime forme di organizzazione delle conoscenze. In questa fase le diverse conoscenze sono fortemente integrate e vengono “suddivise” in ambiti, non ancora in discipline. Gli ambiti possono essere considerati la prima tappa della specializzazione verso le diverse discipline, durante la quale cominciano ad emergere i tratti caratteristici e distintivi di ogni conoscenza. Gli allievi si confrontano gradualmente con i linguaggi disciplinari, senza correre il rischio di sperimentare prematuramente la separazione e la frammentazione dovute ad una rigida suddivisione disciplinare.

Dal terzo al settimo anno, dagli ambiti cominciano ad emergere le discipline, con tempie modalità diversificati. In questa fase c’è una articolazione ulteriore degli ambiti (dai tre del biennio precedente, ai quattro di questa sezione) e un riferimento più diretto alle singole discipline. Gli allievi cominciano a conoscere i fondamenti delle discipline e l’uso più sistematico dei linguaggi e delle metodologie specifici. Cominciano ad imparare che le esperienze possono essere categorizzate come appartenenti ad ambiti differenti, e che servirsi dei diversi linguaggi permette loro di coglierne più profondamente la realtà.

Nell’ultimo biennio le discipline vivono in completa autonomia, senza rinunciare alle connessioni le une con le altre e la possibilità di un dialogo ricco e costruttivo. Questa fisionomia disciplinare è il naturale raccordo con il processo educativo della scuola secondaria.

Il percorso di insegnamento/apprendimento che dai campi di esperienza evolve nelle singole discipline, è un percorso di graduale e progettato sull’evoluzione delle facoltà degli allievi, sulla loro capacità di apprendere linguaggi sempre più complessi e astratti. “Disciplina” è un termine che rimanda senz’altro ad un dominio specifico, con un proprio linguaggio e metodo, ma naturalmente tale dominio non è delimitato rigidamente. Le categorie concettuali sono sempre più precise e approfondite, ma flessibili e aperte a molteplici interrelazioni. Ogni disciplina può essere connessa alle altre, e la possibilità di costituire una rete pluridisciplinare è una risorsa preziosa per l’apprendimento della disciplina e del complesso di tutte le discipline, per lo sviluppo di capacità trasversali e, soprattutto, per la formazione della persona umana, per la formazione alla cittadinanza che costituisce il filo rosso della riforma e che ciascuna disciplina concorre a formare, ognuna con strumenti specifici.

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copyright © Educare.it - Anno II, Numero 1, Dicembre 2001


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