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La
riforma moratti
e
il portfolio delle competenze individuali
terza
parte |
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di Elisabetta
Galuppi |
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Le
possibili riflessioni critiche sui temi della Riforma sono da intendersi
in relazione all’impegno di qualificare i compiti educativi attraverso
iniziative, personalizzazioni, responsabilità valorizzanti l’autonomia,
la progettualità, la programmazione, il senso delle continuità,
finalizzandole alla realizzazione di un percorso documentato che
si completa nella definizione del Portfolio dell’alunno.
Documento estremamente importante per la continuità nei
momenti di raccordo in cui far convergere, con equilibrio e formula
quanto possibile narrativa, le osservazioni e i loro risultati:
la Descrizione, la Valutazione, l’Orientamento. I
PPAE e PSP diventano depositari di importanti informazioni
per la composizione del Portfolio in cui si riuniranno: programmazione,
progressi e documentazione prodotta dall’allievo opportunamente
scelta in collaborazione scuola-alunno-famiglia (1).
Una storia di circa dieci anni, erede dei "libretti
rosa e azzurro" consegnati dalle elementari alle medie e della
valutazione descrittivo-orientativa della scheda di congedo dalla
scuola dell’obbligo, il Portfolio si propone come documento
di valutazione alternativa per valorizzare interessi, potenzialità,
abilità e competenze coinvolgendo direttamente l’alunno e la famiglia.
Per
la Legge Delega realizza valutazioni periodiche e annuali
degli apprendimenti e certifica le competenze acquisite dagli alunni.
Per le Indicazioni Nazionali è la certificazione
dei percorsi seguiti e dei progressi educativi raggiunti documentata
dai prodotti del bambino, certificazione che comunica indicazioni
orientative per il percorso scolastico successivo, compiuta da docenti
di sezione con criteri scelti in autonomia e con la cooperazione
dei genitori (2).
Per le Raccomandazioni che ne propongono una struttura
a due sezioni dedicate l’una all’orientamento e l’altra alla valutazione,
è consigliata la redazione con l’apporto diretto dei genitori e
il corredo di materiali significativi scelti da docenti, genitori
e bambini.
La
visione sinottica dei Documenti sottolinea con evidenza l’importanza
della collaborazione organizzativa e della corresponsabilizzazione
educativa della nuova relazione: scuola, alunni e famiglie presentando
con altrettanto rilievo il compito valutativo a cio il Portfolio
dovrà dedicarsi.
La ricorrenza del tema della valutazione e dei nuovi aspetti
organizzativi, metodologici e funzionali introdotti dal quadro della
Riforma ne sottolineano l’impegno su due piani differenti:
-
il
piano della valutazione esterna, realizzata dall’INVALSI
con funzione di supporto alle politiche educative nazionali
e alla valutazione interna della scuola:
-
valutazione
degli elementi strutturali di sistema: verifica degli standard
di qualità dei servizi;
-
valutazione
dei livelli di competenza (conoscenze e abilità) indicati
negli Obiettivi Specifici di Apprendimento: verifica degli
obiettivi con prove nazionali predisposte all’inizio di ogni
biennio con la finalità di fornire un quadro generale di riferimento
utile a livello centrale per le scelte di politica educativa
e, alle singole scuole come indice di confronto per la valutazione
interna.
- il
piano della valutazione interna, realizzata dagli Istituti e
dai Docenti:
- autovalutazione
d’Istituto rispetto agli elementi di sistema: autovalutazione
della coerenza tra i risultati conseguiti e i propositi fissati
dal POF, della qualità del servizio, della soddisfazione
degli utenti;
- valutazione
diagnostica,formativa, e sommativa dei singoli alunni, di competenza
del docente all’interno dell’autonomia didattica.
In
riferimento all’ultimo punto sopraesposto riprendiamo il percorso
relativo alla composizione del Portfolio.
La valutazione diagnostica è correlata ai PSP con
i quali:
-
individuate
le capacità, le conoscenze e le abilità iniziali dei singoli
allievi;
-
descritta
la situazione di apprendimento di ciascuno; e
-
fissati
gli Obiettivi Formativi personali;
è
possibile definire percorsi, strategie e UA che permetteranno
a ciascun alunno di ampliare e acquisire nuove competenze.
Le
valutazioni formative e sommative periodiche sono strumenti del
processo di insegnamento-apprendimento con le quali:
I
due aspetti valutativi compongono le sezioni del Portfolio
che si realizzano in modo complementare: l’orientamento rende consapevoli
delle proprie capacità, mentre la valutazione delle proprie competenze.
Una documentazione così intesa e organizzata è di per sé
orientativa in quanto valorizza capacità e competenze che unite
alle conoscenze e alle abilità costituiscono gli elementi fondanti
delle scelte e della progettualità personale; obiettivi che nel
Pecup trovano la loro realizzazione finale.
Se
l’ologramma (dalla parte al tutto e dal tutto alla parte in un insieme
unitario) è la logica che sottende le Indicazioni e le Raccomandazioni,
anche nell’ambito valutativo ritroviamo la possibilità di pensare
a ciascun momento come ad un punto che contiene in sé tutto l’insieme
d’appartenenza.
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Pecup: competenze
attese; Indicazioni: ob.gen.
di apprendimento |
POF: contestualizzazione
dei principi delle Indicazioni nella specificità d’Istituto; dichiarazione
dei criteri organizzativi e didattici interni alla scuola per l’elaborazione
dei PPAE e dei PSP |
UA, PPAE, PSP: ob.specifici
di apprendimento finalizzati all’acquisizione di conoscenze, abilità
e competenze da parte degli allievi certificate nel Portfolio |
Portfolio: certificazione
e documentazione delle competenze dell’alunno in relazione al Pecup
finale del corso di studi dell’obbligo |
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Sintesi delle finalità e delle funzioni del Portfolio
Nelle Indicazioni vengono posti i vincoli prescrittivi
per la composizione del Portfolio:
- l’individuazione dei criteri di scelta per organizzare i materiali
contenuti nel Portfolio è un preciso dovere di ogni istituzione
scolastica;
- il Portfolio non deve essere semplicemente un contenitore ma una
selezione di materiali dotata di organicità e significatività;
- i materiali sono scelti con precise annotazioni sia dei docenti, sia delle
famiglie, ed eventualmente, degli alunni;
- comprende due sezioni, una valutativa e l’altra orientativa, in cui
comunque le due dimensioni della valutazione e dell’orientamento sono
strettamente interconnesse;
- la compilazione esige il coinvolgimento dell’alunno e della famiglia.
Vincoli che ciascun Istituto è invitato a rispettare
scegliendo in autonomia i criteri per la compilazione del documento sulla base
delle indicazioni contenute nel POF.
Ma quali sonoi fattori che possono essere considerati per la definizione dei
criteri?
Il Portfolio è destinato agli alunni: permette di conoscere ed essere
consapevoli del proprio percorso di crescita e maturazione, aiuta a rifletter su
di sé dando senso alla costruzione progressiva delle proprie competenze e alla
programmazione delle scelte future.
E’ destinato alle famiglie: coinvolge le famiglie nella condivisione delle
responsabilità educative e nella comprensione di motivazioni e interessi
evidenziando la compartecipazione degli apprendimenti formali con quelli
informali che contribuiscono alla cresita e alla maturazione personale.
Serve agli insegnanti: per monitorare l’efficacia dell’intervento didattico
e la puntualità delle scelte metodologiche e, per promuovere negli alunni la
capacità di leggere la propria esperienza e costruire la propria storia
personale.
E’ destinato alla scuola successiva: accompagna l’alunno nel suo percorso
scolastico ed ha una funzione particolarmente importante nel passaggio da un
ordine di scuola all’altro.
Il Portfolio si rivela pertanto un utile strumento di
lavoro per:
- la collaborazione tra i docenti nello scambio di informazioni;
- la continuità educativa;
- la verifica dgli apprendimenti;
- la progettazione successiva.
Il Portfolio, infine, serve anche alla scuola che ha
attualmente in carico l’alunno: diventa la testimonianza della pertinenza
degli interventi educativi, della loro efficacia, dell’aderenza al POF
e ai documenti nazionali e può essere indicatore della qualità del servizio
scolastico ed elemento per la valutazione interna d’istituto.
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Note:
-
Rimane
una questione estremamente delicata la relazione con i bambini
in situazione di handicap o grave difficoltà di adattamento-apprendimento.
Penso che in questi casi ogni storia sia davvero un caso a
sé e, non per un gratuito passaggio di responsabilità quanto
per un atto di coscienza, sia opportuno collaborare o lasciare
ad esperti di settore il compito di trovare un criterio illuminante
per documentare le storie di questi bambini fuori media.
6.2
Il portfolio delle competenze individuali
L’uso del portfolio in campo
scolastico è presente da una decina d’anni. La sua introduzione
viene attribuita, nella letteratura specializzata in materia,
alla ricerca di modalità di valutazione "alternative"
rispetto alle tradizionali prove oggettive, in modo da poter
documentare gli interessi, le competenze, la metacognizione
coinvolgendo attivamente l’allievo.
Le funzioni che il portfolio
consente di svolgere sono:
-
orientamento
dell’alunno: documntazione di risorse, modi e tempi dell’apprendimento,
interessi, attitudini e aspirazioni personali; scoperta
e apprezzamento delle proprie capacità potenziali, conoscenza
delle proprie competenze; autovalutazione e conscenza
di sé in vista della costruzione di un oersonale progetto
di vita (Indicazioni);
-
valutazione
dell’alunno: descrizione dei percorsi seguiti e dei progressi
educativi raggiunti; certificazione delle competenze acquisite
tramite le unità di apprendimento elaborate durante il
percorso scolastico (D.M.100/2002,art.7);
-
autovalutazione
esviluppo professionale degli insegnanti: riflessione
critica per migliorare e comparare le pratiche di insegnamento
(Indicazioni);
-
corresponsabilizzazione
dei genitori nei processi educativi (Indicazioni);
-
accompagnamento
delle transizioni da scuola a scuola e supporto alla continuità
(Indicazioni);
Il
portfolio è compilato e aggiornato dal docente con funzioni
di tutor, in collaborazione con tutti gli altri docenti che
intervengono nelle attività frequentate dall’alunno, coinvolgendo
attivamente l’alunno stesso e i genitori (Indicazioni).
Esso
può contenere (Indicazioni):
-
materiali
prodotti dall’alunno, individualmente o in gruppo, idonei
a descriverne le competenze;
-
prove
scolastiche significative;
-
osservazioni
dei docenti e della famiglia sulle modalità di apprendimento;
-
commenti
su lavori significativamente rappresentativi delle capacità
potenziali e delle aspirazioni personali;
-
indicazioni
di sintesi delle informazioni raccolte con vari strumenti
(osservazione sistematica, colloqui con i genitori, colloqui
con l’alunno…) circa gli interessi e le attitudini personali.
(dalle
Linee Guida per l’avvio del processo di informazione/formazione
sulla Riforma, pp.17-18).
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Educare.it - Anno IV, Numero 3, Febbraio 2004
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