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Scuola e dintorni

 

La riforma moratti
e il portfolio delle competenze individuali
terza parte

di Elisabetta Galuppi

CAPITOLI:
  1. Introduzione

  2. Il nuovo assetto filosofico-organizzativo centrato sull'allievo

  3. Una pedagogia personalistica

  4. Nuova scuola e nuovo modo di apprendere
    riflessioni su ciò che viene richiesto in abilità e competenze teorico-pratiche alla figura del docente tutor della sc. dell'infanzia e della sc. primaria

  5. Il Portfolio dell'alunno: valutazione, descrizione, orientamento

  6. Sintesi delle finalità e delle funzioni del Portfolio

  7. Prospettive e scelta dei materiali

  8. Il Portfolio a confronto: documentazioni e riflessioni per una proposta narrativa

  9. Bibliografia

 

Le possibili riflessioni critiche sui temi della Riforma sono da intendersi in relazione all’impegno di qualificare i compiti educativi attraverso iniziative, personalizzazioni, responsabilità valorizzanti l’autonomia, la progettualità, la programmazione, il senso delle continuità, finalizzandole alla realizzazione di un percorso documentato che si completa nella definizione del Portfolio dell’alunno.
Documento estremamente importante per la continuità nei momenti di raccordo in cui far convergere, con equilibrio e formula quanto possibile narrativa, le osservazioni e i loro risultati:
la Descrizione, la Valutazione, l’Orientamento.
I PPAE e PSP diventano depositari di importanti informazioni per la composizione del Portfolio in cui si riuniranno: programmazione, progressi e documentazione prodotta dall’allievo opportunamente scelta in collaborazione scuola-alunno-famiglia (1).
Una storia di circa dieci anni, erede dei "libretti rosa e azzurro" consegnati dalle elementari alle medie e della valutazione descrittivo-orientativa della scheda di congedo dalla scuola dell’obbligo, il Portfolio si propone come documento di valutazione alternativa per valorizzare interessi, potenzialità, abilità e competenze coinvolgendo direttamente l’alunno e la famiglia.
Per la Legge Delega realizza valutazioni periodiche e annuali degli apprendimenti e certifica le competenze acquisite dagli alunni.
Per le Indicazioni Nazionali è la certificazione dei percorsi seguiti e dei progressi educativi raggiunti documentata dai prodotti del bambino, certificazione che comunica indicazioni orientative per il percorso scolastico successivo, compiuta da docenti di sezione con criteri scelti in autonomia e con la cooperazione dei genitori (2).
Per le Raccomandazioni che ne propongono una struttura a due sezioni dedicate l’una all’orientamento e l’altra alla valutazione, è consigliata la redazione con l’apporto diretto dei genitori e il corredo di materiali significativi scelti da docenti, genitori e bambini.

La visione sinottica dei Documenti sottolinea con evidenza l’importanza della collaborazione organizzativa e della corresponsabilizzazione educativa della nuova relazione: scuola, alunni e famiglie presentando con altrettanto rilievo il compito valutativo a cio il Portfolio dovrà dedicarsi.
La ricorrenza del tema della valutazione e dei nuovi aspetti organizzativi, metodologici e funzionali introdotti dal quadro della Riforma ne sottolineano l’impegno su due piani differenti:

  • il piano della valutazione esterna, realizzata dall’INVALSI con funzione di supporto alle politiche educative nazionali e alla valutazione interna della scuola:

  • valutazione degli elementi strutturali di sistema: verifica degli standard di qualità dei servizi;

  • valutazione dei livelli di competenza (conoscenze e abilità) indicati negli Obiettivi Specifici di Apprendimento: verifica degli obiettivi con prove nazionali predisposte all’inizio di ogni biennio con la finalità di fornire un quadro generale di riferimento utile a livello centrale per le scelte di politica educativa e, alle singole scuole come indice di confronto per la valutazione interna.

  • il piano della valutazione interna, realizzata dagli Istituti e dai Docenti:
  • autovalutazione d’Istituto rispetto agli elementi di sistema: autovalutazione della coerenza tra i risultati conseguiti e i propositi fissati dal POF, della qualità del servizio, della soddisfazione degli utenti;
  • valutazione diagnostica,formativa, e sommativa dei singoli alunni, di competenza del docente all’interno dell’autonomia didattica.

In riferimento all’ultimo punto sopraesposto riprendiamo il percorso relativo alla composizione del Portfolio.
La valutazione diagnostica è correlata ai PSP con i quali:

  • individuate le capacità, le conoscenze e le abilità iniziali dei singoli allievi;

  • descritta la situazione di apprendimento di ciascuno; e

  • fissati gli Obiettivi Formativi personali;

è possibile definire percorsi, strategie e UA che permetteranno a ciascun alunno di ampliare e acquisire nuove competenze.

Le valutazioni formative e sommative periodiche sono strumenti del processo di insegnamento-apprendimento con le quali:

  • si verificano i livelli di apprendimento di ciascun alunno rispetto alle capacità alle conoscenze e alle abilità individuali indicate nelle UA e nei PSP; e

  • si documentano le competenze raggiunte.

I due aspetti valutativi compongono le sezioni del Portfolio che si realizzano in modo complementare: l’orientamento rende consapevoli delle proprie capacità, mentre la valutazione delle proprie competenze.
Una documentazione così intesa e organizzata è di per sé orientativa in quanto valorizza capacità e competenze che unite alle conoscenze e alle abilità costituiscono gli elementi fondanti delle scelte e della progettualità personale; obiettivi che nel Pecup trovano la loro realizzazione finale.

Se l’ologramma (dalla parte al tutto e dal tutto alla parte in un insieme unitario) è la logica che sottende le Indicazioni e le Raccomandazioni, anche nell’ambito valutativo ritroviamo la possibilità di pensare a ciascun momento come ad un punto che contiene in sé tutto l’insieme d’appartenenza.

 

Pecup:
competenze attese;
Indicazioni:
ob.gen. di apprendimento
POF:
contestualizzazione dei principi delle Indicazioni nella specificità d’Istituto;
dichiarazione dei criteri organizzativi e didattici interni alla scuola per l’elaborazione dei PPAE e dei PSP
UA, PPAE, PSP:
ob.specifici di apprendimento finalizzati all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze da parte degli allievi certificate nel Portfolio
Portfolio:
certificazione e documentazione delle competenze dell’alunno in relazione al Pecup finale del corso di studi dell’obbligo

Sintesi delle finalità e delle funzioni del Portfolio

Nelle Indicazioni vengono posti i vincoli prescrittivi per la composizione del Portfolio:

  • l’individuazione dei criteri di scelta per organizzare i materiali contenuti nel Portfolio è un preciso dovere di ogni istituzione scolastica;
  • il Portfolio non deve essere semplicemente un contenitore ma una selezione di materiali dotata di organicità e significatività;
  • i materiali sono scelti con precise annotazioni sia dei docenti, sia delle famiglie, ed eventualmente, degli alunni;
  • comprende due sezioni, una valutativa e l’altra orientativa, in cui comunque le due dimensioni della valutazione e dell’orientamento sono strettamente interconnesse;
  • la compilazione esige il coinvolgimento dell’alunno e della famiglia.

Vincoli che ciascun Istituto è invitato a rispettare scegliendo in autonomia i criteri per la compilazione del documento sulla base delle indicazioni contenute nel POF.
Ma quali sonoi fattori che possono essere considerati per la definizione dei criteri?
Il Portfolio è destinato agli alunni: permette di conoscere ed essere consapevoli del proprio percorso di crescita e maturazione, aiuta a rifletter su di sé dando senso alla costruzione progressiva delle proprie competenze e alla programmazione delle scelte future.
E’ destinato alle famiglie: coinvolge le famiglie nella condivisione delle responsabilità educative e nella comprensione di motivazioni e interessi evidenziando la compartecipazione degli apprendimenti formali con quelli informali che contribuiscono alla cresita e alla maturazione personale.
Serve agli insegnanti: per monitorare l’efficacia dell’intervento didattico e la puntualità delle scelte metodologiche e, per promuovere negli alunni la capacità di leggere la propria esperienza e costruire la propria storia personale.
E’ destinato alla scuola successiva: accompagna l’alunno nel suo percorso scolastico ed ha una funzione particolarmente importante nel passaggio da un ordine di scuola all’altro.

Il Portfolio si rivela pertanto un utile strumento di lavoro per:

  • la collaborazione tra i docenti nello scambio di informazioni;
  • la continuità educativa;
  • la verifica dgli apprendimenti;
  • la progettazione successiva.

Il Portfolio, infine, serve anche alla scuola che ha attualmente in carico l’alunno: diventa la testimonianza della pertinenza degli interventi educativi, della loro efficacia, dell’aderenza al POF e ai documenti nazionali e può essere indicatore della qualità del servizio scolastico ed elemento per la valutazione interna d’istituto.

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Note:

  1. Rimane una questione estremamente delicata la relazione con i bambini in situazione di handicap o grave difficoltà di adattamento-apprendimento. Penso che in questi casi ogni storia sia davvero un caso a sé e, non per un gratuito passaggio di responsabilità quanto per un atto di coscienza, sia opportuno collaborare o lasciare ad esperti di settore il compito di trovare un criterio illuminante per documentare le storie di questi bambini fuori media.

    6.2 Il portfolio delle competenze individuali

    L’uso del portfolio in campo scolastico è presente da una decina d’anni. La sua introduzione viene attribuita, nella letteratura specializzata in materia, alla ricerca di modalità di valutazione "alternative" rispetto alle tradizionali prove oggettive, in modo da poter documentare gli interessi, le competenze, la metacognizione coinvolgendo attivamente l’allievo.

    Le funzioni che il portfolio consente di svolgere sono:

    • orientamento dell’alunno: documntazione di risorse, modi e tempi dell’apprendimento, interessi, attitudini e aspirazioni personali; scoperta e apprezzamento delle proprie capacità potenziali, conoscenza delle proprie competenze; autovalutazione e conscenza di sé in vista della costruzione di un oersonale progetto di vita (Indicazioni);

    • valutazione dell’alunno: descrizione dei percorsi seguiti e dei progressi educativi raggiunti; certificazione delle competenze acquisite tramite le unità di apprendimento elaborate durante il percorso scolastico (D.M.100/2002,art.7);

    • autovalutazione esviluppo professionale degli insegnanti: riflessione critica per migliorare e comparare le pratiche di insegnamento (Indicazioni);

    • corresponsabilizzazione dei genitori nei processi educativi (Indicazioni);

    • accompagnamento delle transizioni da scuola a scuola e supporto alla continuità (Indicazioni);

    Il portfolio è compilato e aggiornato dal docente con funzioni di tutor, in collaborazione con tutti gli altri docenti che intervengono nelle attività frequentate dall’alunno, coinvolgendo attivamente l’alunno stesso e i genitori (Indicazioni).

    Esso può contenere (Indicazioni):

    • materiali prodotti dall’alunno, individualmente o in gruppo, idonei a descriverne le competenze;

    • prove scolastiche significative;

    • osservazioni dei docenti e della famiglia sulle modalità di apprendimento;

    • commenti su lavori significativamente rappresentativi delle capacità potenziali e delle aspirazioni personali;

    • indicazioni di sintesi delle informazioni raccolte con vari strumenti (osservazione sistematica, colloqui con i genitori, colloqui con l’alunno…) circa gli interessi e le attitudini personali.

    (dalle Linee Guida per l’avvio del processo di informazione/formazione sulla Riforma, pp.17-18).

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copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 3, Febbraio 2004


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