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Scuola e dintorni

 

La riforma moratti
e il portfolio delle competenze individuali
quarta parte

di Elisabetta Galuppi

CAPITOLI:
  1. Introduzione

  2. Il nuovo assetto filosofico-organizzativo centrato sull'allievo

  3. Una pedagogia personalistica

  4. Nuova scuola e nuovo modo di apprendere
    riflessioni su ciò che viene richiesto in abilità e competenze teorico-pratiche alla figura del docente tutor della sc. dell'infanzia e della sc. primaria

  5. Il Portfolio dell'alunno: valutazione, descrizione, orientamento

  6. Sintesi delle finalità e delle funzioni del Portfolio

  7. Prospettive e scelta dei materiali

  8. Il Portfolio a confronto: documentazioni e riflessioni per una proposta narrativa

  9. Bibliografia

 

 Prospettive e scelta dei materiali

I criteri per definire la struttura del Portfolio si possono legare alla funzione a cui si desidera dare rilievo, alla selezione dei materiali e alla metodologia organizzativa per presentare le scelte effettuate.
Per esempio se si vuole privilegiare la dimensione attuale dell’alunno si raccoglieranno i materiali che documentano tutte le abilità e le conoscenze promosse e trasformate in competenze attraverso l’attività scolastica in un dato arco di tempo.
Il criterio temporale per la suddivisione e l’organizzazione dei materiali consente di avere il quadro complessivo di tutte le abilità, le conoscenze e le competenze in un dato momento del percorso e sapere: chi è, cosa sa e cosa sa fare quell’alunno.
Privilegiare invece la dimensione evolutiva comporterà la selezione dei materiali rispetto alle specifiche conoscenze, abilità e competenze organizzate in tipologie affini.
Si avrà così il quadro del processo di maturazione e di crescita personale, delle dinamiche relazionali, del percorso di apprendimento.
E ancora si può utilizzare il Pecup seguendo lo schema delle competenze indicate e opportunamente declinate al livello di scuola e di età dell’alunno come criterio per la selezione e l’organizzazione del materiale.
Si avrà così una maggior funzionalità della documentazione come strumento utile nei momenti di raccordo scolastico.
E se: il documento della Scuola Primaria si innesta su quello portato dai bambini dalla Scuola dell’Infanzia e accompagna i fanciulli nel passaggio alla scuola Secondaria di primo grado quanto più la struttura sarà ampliabile in modo organico nelle singole sezioni, tanto più il documento riuscirà ad accompagnare l’alunno finalizzando il percorso agli obiettivi del Pecup.

I materiali selezionati, ovvero i documenti da inserire nelle due sezioni del Portfolio, dovranno essere corredati da precisi commenti dei docenti, del genitore o dell’alunno in merito alle scelte compiute e potranno essere desunti dagli obiettivi formativi dei PPAE e dei PSP: prove scolastiche significative, materiali prodotti, osservazioni sul metodo di apprendimento, commenti su lavori personali, risultati delle osservazioni sistematiche, indicazioni sugli interessi e le attitudini diventano rappresentativi degli obiettivi formativi personalizzati.

La modalità organizzativa per la gestione dei materiali, come la scelta della prospettiva di lettura a cui finalizzare l’organizzazione strutturale del documento, conferirà al Portfolio una funzionalità definita:

  • raggruppare le prove e le documentazioni di tutte le competenze in un dato periodo (dimensione temporale) consentirà una lettura simultanea di: com’è, cosa sa e cosa sa fare l’alunno in un dato momento;
    (rif. precedente al criterio temporale e alla dimensione attuale).

  • raggruppare i materiali per competenze favorirà una lettura longitudinale di: com’era, com’è questo alunno,quali progressi ha compiuto rispetto ad una particolare abilità, quali competenze ha acquisito, con quali modalità affronta le attività, come si rapporta ai compagni.
    (rif. precedente al criterio delle tipologie affini e alla dimensione evolutiva).

La scelta organizzativa e metodologica per la composizione del Portfolio resta comunque una questione delicata che lascia spazio a dubbi e interrogativi:

  • Come definire, descrivere e organizzare in una presentazione significativa i progressi conseguiti dall’alunno?

  • quale metodologia comune identificare per correlare i progressi degli alunni ai risultati attesi nazionali?

  • se ciascun istituto scolastico ha autonomia di scelta non vi è il rischio che documenti di questo genere trasformino un’opportunità valorizzante in classificazione e giudizio e che il bambino venga descritto, schedato, solo in relazione alle dinamiche del microcontesto in cui la sua storia personale è occasionalmente venuta a trovarsi?

    Le Indicazioni, i Documenti di guida alla lettura, le Raccomandazioni, non riescono e non vogliono risolvere in modo impositivo le questioni divulgando un’unica possibile interpretazione dei principi presentati quanto piuttosto, cercando ci costruire una terminologia comune al dialogo tra le parti, proporre idee orientative per costruire i contenuti, le personalizzazioni, le metodologie organizzative del percorso di apprendimento lasciando autonomia in nome di indiscussi e indiscutibili ideali condivisi.

Nella trasposizione dalla teoria alla pratica è difficile rinunciare alla creatività e all’inventiva per tentare di rendere opportuni e fattivi gli interventi organizzativi ma affinché l’intervento e i prodotti che ne conseguono non si allontanino eccessivamente dai propositi della filosofia innovativa debbono essere fissati con chiarezza i presupposti operativi definiti e differenziati per ambiti di appartenenza.

Attività di gruppo e sottogruppi

a) Il Portfolio nelle Indicazioni per la Scuola dell’Infanzia e nelle Indicazioni per la Scuola Primaria: documenti a confronto per individuare gli elementi comuni e definire una struttura che permetta di elaborare:

  • un Portfolio della Scuola Primaria che si innesti su quello della Scuola dell’Infanzia;

  • un Portfolio della Scuola dell’Infanzia che si innesti su quello del Nido.

b) Approfondire il ruolo dell’alunno e della famiglia nella composizione del Portfolio.

Il Portfolio a confronto: documentazioni e riflessioni per una proposta narrativa

Non vi sono attualmente prescrizioni per la composizione del documento ma indicazioni e raccomandazioni che rimandano alla creatività educativa e professionale delle scuole, valorizzando l’importanza delle riflessioni sul tema e del confronto delle esperienze che diventano i luoghi della conoscenza e la prima opportunità di organizzazione pratica.
Se a questa introduzione seguisse la presentazione di una proposta applicativa confezionata nel rispetto della logica teorica e dell’originalità creativa, forse non vi sarebbe la delusione che spesso accompagna le storie senza lieto fine ma credo che l’attenzione ai contenuti delle Indicazioni Nazionali relative al tema della composizione del Portfolio sia di per sé garanzia dell’inattendibilità di un’eventuale simile proposta. Principi universalmente irrinunciabili, linee strutturali orientative, armonici obiettivi collaborativi tra scuola, alunni, famiglie, accanto alla promozione di autonome iniziative creative, emozionano e stupiscono ad una prima lettura ma la magia si dissolve in un istante quando, aperti gli occhi, ci si domanda: "E adesso cosa dobbiamo fare ?". Il passaggio dalla teoria alla pratica non è mai cosa semplice e se in più vi è la necessità di creare anche un linguaggio comune per poter pensare e comunicare contenendo i fraintendimenti, i tempi realizzativi si allungano. Se sostenere e valorizzare la personalità individuale con una documentazione che ne attesti i meriti del percorso formativo, diventa un impegno longitudinale, lungo tutta la vita scolastica dell’alunno e trasversale, coinvolgendo non solo il mondo della scuola ma anche quello sociale più allargato, è compito di ineccepibile valore trovare una metodologia organizzativa innovativa, applicabile e riproponibile. La necessità di continua ricerca di confronti e di dialogo, di idee e loro sviluppi è fondamentale perché si possano costruire saperi comuni, non approssimativi e perché riflessioni, aggiornamenti e formazioni non si rivelino improduttivi.
Pensare ad un Portfolio di presentazione dell’alunno rimanda con immediatezza alla necessità di una collaborazione di ruoli e competenze a più livelli che consentano un’interazione continua di professionalità nella consapevolezza dei limiti e della necessaria sensibilità di tutti i soggetti coinvolti. Creare un documento leggibile e non fraintendibile, valorizzante e propositivo appartiene ancora al mondo del possibile; è pur vero che porsi alti obiettivi può rivelarsi importante per migliorare gli standard qualitativi e promuovere cambiamenti innovativi.

Gli ultimi incontri del percorso seguito finora saranno dedicati, come premesso, al confronto di alcune esperienze sulla continuità scolastica realizzate nell’a.s.2002-2003 e disponibili on-line. La finalità di lettura sarà orientata alla raccolta di osservazioni riflessive per una possibile organizzazione compositiva del Portfolio dell’alunno.

L’orientamento metodologico individuerà nel racconto lo stile formale di un Portfolio narrativo in cui la narrazione non sia vissuta come escamotage per risolvere l’intero percorso formativo in una storia puramente descrittiva, ma acquisti il valore di mediazione tra il "necessario" utilizzo delle schede di valutazione e l’interpretazione dei risultati ottenuti. La finalità sarà il contenimento del rischio di ridurre il Portfolio ad un esercizio applicativo in cui l’impegno del docente si limita alla trascrizione dei dati raccolti allontanandosi dalla finalità principale del documento: sostenere il valore della personalità dell’alunno e delle competenze acquisite.
La narrazione diventa pertanto metodologia narrativa con la quale gestire l’insieme dei materiali prodotti, interpretandoli in relazione alla storia dell’alunno e non giudicandoli in relazione al proprio sentire.
Con la proposta di un Portfolio narrativo si desidera concludere le attuali riflessioni sulla filosofia della nuova scuola in merito alla composizione del Portfolio dell’alunno segnando l’inizio di un nuovo iter interpretativo per definire e realizzare metodologie applicative organizzate sulla base di un linguaggio comune.

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copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 3, Febbraio 2004


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