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La
scuola in ospedale ha lo scopo di assicurare al bambino, accanto
alla terapia medica un supporto emotivo e cognitivo. Il modello
organizzativo ha in sé le caratteristiche di verticalità di intervento
e orizzontalità di aggregazione tra più Scuole ospedaliere facenti
riferimento ad un’unica sede legale. Per limitare la frammentazione
e marginalizzazione delle esperienze ci deve essere la costituzione
di una équipe composta da Personale Docente Altamente preparato
con Specializzazione Pedagogica integrato da quello sanitario,
che attivi forme stabili di supporto con i Consigli di classe
delle scuole di provenienza degli alunni degenti, per arricchire
il profilo professionale che si trova ad operare in situazioni
ad alta complessità. Per questo verranno utilizzate le scuole
polo identificate nel numero di una per ogni Regione, con ciò
si promuoveranno forme di collaborazione con le altre Scuole ospedaliere
della Regione, utilizzando una collaborazione in rete a livello
nazionale per la socializzazione delle esperienze.
ARRIVO
Si
parlava di Personale altamente Specializzato (Specializzazione
Pedagogica) importante da impiegare anche per il momento dell’accoglienza,
episodio di grande utilità morale: venire a conoscenza da parte
del genitore che c’è qualcuno in Ospedale (al di fuori dei medici)
che non è lì per curare ma per aiutare a vivere nel modo meno
disagevole possibile i tempi del ricovero, arricchendoli di una
crescita cognitiva che mantiene un legame ideale con la quotidianità
di qualunque bambino sano.
PROGETTI
Le
esperienze educative e didattiche ed i corrispondenti obiettivi
specifici verranno man mano formulati in relazione ai bisogni
individuali degli alunni e saranno comunque sempre rapportati
a criteri di unitarietà, gradualità e coerenza con il processo
formativo in atto. Si prevede il Docente come figura
di tramite tra l’ambiente di provenienza e quello ospedaliero,
allo scopo di ricreare quel "clima" scolastico che a
volte il bambino rifiuta ma che in ospedale cerca come aggancio
alla normalità. Recupero quindi, consolidamento delle esperienze
culturali e "aumento" delle abilità già acquisite, con
la valorizzazione di tutte le esperienze culturali anche le più
diverse vissute da bambini appartenenti alla stessa fascia scolastica,
al momento muniti da un’esigenza comune di ospedalizzazione. Ecco
il perché di personale altamente specializzato.
E’
chiaro che la durata della degenza e le condizioni terapeutiche
rappresentano elementi fondamentali per la programmazione e lo
sviluppo delle attività didattiche: la scelta dei materiali e
strumenti da usare, e il determinare le modalità e i tempi dell’intervento
educativo. Il metodo di lavoro sarà prevalentemente operativo
e ludico e tenderà a coinvolgere direttamente i singoli alunni,
cercando di infondere fiducia e di creare un’atmosfera serena
e giocosa. Verranno utilizzati strumenti come schede, tabelle,
schermi grafici, fotocopie con esercizi di vario tipo, p.c., materiale
didattico atto a stimolare la loro fantasia e la loro creatività
purtroppo meno spontanea! Interessante sarebbe anche fargli creare
un loro giornale "mattacchione" nato con le più svariate
notizie: spiritose o comiche riguardanti tutto il personale in
servizio o loro stessi. Molto bello sarebbe pure organizzare in
una sala un centro ricreativo, insomma tutto il meglio per loro!
Comunque
il principale obiettivo didattico consiste nella necessità di
garantire la continuità con gli ambienti di provenienza per assicurare
un naturale reinserimento nella scuola di origine. Per questo
il Docente si deve integrare con tutti gli altri
soggetti che ruotano intorno al bambino : medici, infermieri,
volontari, genitori, creando in questo modo una vera e propria
alleanza terapeutica. Infatti si cerca di rafforzare la volontà
di apprendimento che superi il senso di separazione dall’ambiente
familiare, ristimolando il desiderio e la voglia di imparare,
ridinamicizzando gli alunni nella loro attività intellettuale
per renderli capaci di realizzare i loro progetti personali e
dominare l’handicap della malattia. Questo attraverso la creazione
di gruppi di incontro, anche se ognuno con "situazioni"
diverse. In particolare, occorre predisporre Strategie per coinvolgerli
in una partecipazione attiva. Costituiremo così uno stimolo a
riattivare le potenzialità fisiche ed intellettive data la debilitazione
dovuta alla malattia e/o alla terapia, interrompendo in questo
modo il tipico isolamento proprio di un Ospedale.
DIDATTICA
I primi approcci del Docente
e bambino sono senz’altro i più impegnativi: da un lato il farsi
accettare nel ruolo di insegnante e dall’altro l’attenzione che
deve avere verso i bisogni del bambino, tutto questo dimostrando
disponibilità al dialogo per infondere fiducia e sicurezza, far
capire il rapporto interpersonale che si viene a creare, vivo
di sentimenti e con un importante valenza educativa.
La tipologia dei luoghi, i ritmi
terapeutici, la condizione psicologica nella quale si trova l’alunno,
caratterizzano una connotazione del tutto particolare nell’attività
didattica, sia nei tempi che nelle modalità operative. Essa dovrebbe
essere svolta per tempi brevi sia in orario antimeridiano che
in quello pomeridiano, sia nei singoli reparti di degenza (rapporto
alunno-docente) che in aula. Un’aula di tipo multimediale sarebbe
ottimale, poiché potrebbe essere attrezzata oltre che del comune
materiale didattico anche da un p.c. e di una stazione multimediale
interattiva. Una stazione multimediale potrebbe essere utilizzata
per le videoconferenze che permetterebbero un constante contatto
con la Scuola del bambino (se collegata) e con le altre scuole
in ospedale. In questo modo si tenderebbe a non far mancare un
costante rapporto collaborativo tra Docenti del
team e scuola di provenienza: insegnanti e in compagni di classe.
Strumentazione Multimediale che
possiamo così dividere:
-
Teledidattica
- collegamento tra alunni e alunni di altre scuole in ospedale;
-
Videoconferenze
– attività di collaborazione in progetti didattici nazionali,
partecipazione a giochi didattici e spettacoli;
-
Uso
del computer – facilitato il lavoro dei Docenti,
particolarmente utile si è rilevato l’uso dei nuovi software
didattici in quanto attraverso meccanismi quali l’auto-correzione
e l’interattività, contribuiscono a sviluppare competenze
ed il grado di autonomia dei bambini.
Molto
importante può essere anche il p.c. portatile (sempre però seguito
da docenti) per fare in modo di coinvolgere nelle attività informatiche
i bambini degenti in isolamento, immunodepressi o immobilizzati
a letto. Sono proprio i lungodegenti più bisognosi di attenzione
da parte della scuola. |