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Scuola e dintorni

 

 

LA SCUOLA IN OSPEDALE
(seconda parte)

di Loredana Catalani

prima parte

La scuola in ospedale riconosciuta legislativamente dal C.M. 353/98 e successivamente con E.F.2002 Legge 440/97 vuole essere una iniziativa volta al potenziamento e alla qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni ricoverati in ospedale o seguiti in regime di day-hospital.

 

Possiamo a questo punto stabilire gli obiettivi dividendo in:

OBIETTIVI DI DIDATTICA SPECIALE
che mirano ad ottimizzare il processo di integrazione di alunni problematici.
Il computer ad esempio può essere strumento stimolante di recupero delle carenze di cui è afflitto un gran numero di alunni, permettendo di affrontare le problematiche in modo ludico e personalizzato agendo con tranquillità.

OBIETTIVI TRASVERSALI
relativi al reinserimento e sviluppo della personalità dall'alunno degente, favorendo anche la socializzazione: integrazione da parte dei bambini di stretto rapporto anche con bambini di età diversa dalla propria.

OBIETTIVO CURRICOLARE
"curare" e "migliorare" i livelli di apprendimento, rispettando i diversi stili cognitivi e individualizzando le rispettive caratteristiche personali.

Altro fattore da rilevare a livello didattico può essere considerato anche il racconto di una fiaba. La fiaba esercita una notevole forza di attrazione, è un'occasione per entrare ancor di più in relazione con i bambini: tono della voce, mimica e teatralità, trascinandoli nelle vicende e coinvolgendoli. E' chiaro che bisogna tenere conto delle varie fasce d'età e di conseguenza della diversa modalità di proposta. Si è potuto rilevare come tutto questo possa facilitare la creazione di un "clima magico" che contorna la fiaba, fattore necessario per intrattenerli divertendoli. Interesse e coinvolgimento allo stesso tempo con partecipazione attiva, si riesce a portarli grazie alla innata capacità dei bambini ad estraniarsi da ciò che li circonda: mondo della fantasia dove c'è il piacere di incontrare fantastici personaggi.

VALUTAZIONE

Le particolari condizioni ambientali ed individuali dei ragazzi impongono, ai fini della valutazione, l'assunzione di parametri che si discostano da quelli seguiti nella scuola tradizionale. Il bambino si trova inserito in un ambiente diverso dal suo quotidiano, con regole trattamenti ed orari che gli vengono imposti sia pure a scopo terapeutico. Egli si sente spesso smarrito, la terapia poi spesso debilita con effetti negativi sulle capacità di concentrazione e memorizzazione. Per cui la valutazione deve essere prevalentemente formativa e tenere conto della situazione di partenza, dell'impegno e della serietà dimostrata dal bambino per quanto concessogli dalle condizioni di salute. Essa dovrà servire soprattutto da parametro di orientamento dell'attività didattica e quindi quale strumento per verificare l'efficacia degli interventi e la risposta agli stessi, da parte dei piccoli degenti.

RIFLESSIONI

E' chiaro che se si seguono i criteri etico-sociali che ho esternato, con una continua valutazione dei problemi comportamentali ed emozionali dei bambini, si giungerebbe a strategie di collaborazione con la scuola. Si arriverebbe perciò ad un tipo di mediazione complessa ma affascinante... ...sensibile all'esistenza di ogni essere umano!

 

Autore:

Loredana Catalani è laureata in Pedagogia, iscritta nell'Albo Pedagogisti e socia ANPE.
Lavora come insegnante ed è specializzata presso Fondazione Besso in Pedagogista Esperto: Strategie educative per portatori di handicap. Attualmente impiegata presso Università di Roma "La Sapienza".

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copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 4, Marzo 2004


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