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| I
BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI TRA INTEGRAZIONE, INCLUSIONE E PROGETTUALITA’ |
seconda
parte |
| di
Pamela Grazzini |
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| II.
I Disturbi Pervasivi dello Sviluppo
Tra i tanti handicap gravi scolarizzabili, le sindromi pervasive
dello sviluppo comportano molto spesso situazioni di forte disagio
e una sorta di “rinuncia educativa” inconscia da parte dell’istituzione
scolastica, spesso non adeguatamente sostenuta nel ricevere questi
casi. Come evidenzia Galanti (M.A. Galanti, Il bambino psicotico
a scuola, UNICOPLI), il rapporto con un bambino psicotico determina
un grande coinvolgimento emotivo fatto di sentimenti complessi e
spesso inconsapevoli di paura, impotenza, colpa, angoscia, paura
di perdere la propria identità psicofisica, paura di frantumarsi
al contatto con le parti malate dell’altro, cariche spesso di sensazioni
profondamente inquietanti.
Il termine Disturbi Pervasivi dello Sviluppo viene utilizzato dai
due principali sistemi di nosografia codificata, il DSM-IV e l’
ICD-10, per indicare diversi quadri clinici caratterizzati da disturbi
e compromissione dell’interazione sociale, della comunicazione (sia
verbale che non verbale) e da una serie di bizzarrie e stereotipie.
I
principali quadri clinici sono:
-
Disturbo Autistico
-
Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza
- Sindrome
di Rett
-
Sindrome di Asperger.
Il
Disturbo Autistico è il più rappresentativo tra i
sopra citati ed è quello a cui mi riferirò nello specifico
di questa trattazione avendone avute esperienze professionali dirette.
Presenta livelli di gravità variabili e può essere
diagnosticato in modo attendibile per lo più entro il terzo
anno d’ età e, in alcuni casi, addirittura entro i 18 mesi.
Di solito sono i genitori a notare per primi nei loro figli dei
comportamenti insoliti. In alcuni casi il bambino sembrava “ diverso
” fin dalla nascita, non reagiva alla presenza degli altri, oppure
si concentrava per un tempo prolungato su un solo oggetto. I primi
segnali possono tuttavia comparire anche nei bambini che inizialmente
sembravano aver seguito uno sviluppo normale.
Non è ancora chiaro quali siano le cause anche se vi sono
forti evidenze per una base genetica alla quale vanno a sommarsi
altri aspetti per cui si ha una genesi multifattoriale di tale quadro
clinico. Militerni (R. Militerni, Neuropsichiatria Infantile, Idelson-Gnocchi)
ipotizza che partendo da una predisposizione genetica, fattori legati
al bambino e fattori legati all’ambiente determinino una sorta di
“cascata di eventi” che porta allo strutturarsi di comportamenti
di tipo autistico. Tra i principali punti critici legati alla diagnosi
di disturbo dello spettro autistico, la Società Italiana
di Neuropsichiatria Infantile individua:
- il
disorientamento dei genitori;
-
il disturbo dell’interazione sociale e della comunicazione, espresso
da una marcata difficoltà/assenza di aggancio relazionale
e da una scarsa disponibilità/impossibilità ad esperienze
condivise;
-
la scarsa modulazione degli stati emotivi.
Questi
divengono dunque elementi prioritari di progettazione e intervento
nella fascia di età della prima infanzia e pre-scolare. Sempre
la Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile ne fornisce
delle linee-guida (Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile,
“Linee Guida per l’Autismo”, in Giornale di Neuropsichiatria dell’Età
Evolutiva, n. 25/2005):
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su |
| Bibliografia:
Ø Aarons, M., Gittens, T., È autismo? Erickson
Ø American Psychiatric Association, DSM-IV-TR Manuale
diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Milano, Masson
2002
Ø Crispiani P., Pedagogia clinica, Ed. Junior Azzano
Ø Galanti M.A., Il bambino psicotico a scuola, Unicopli
Ø Gillini, Zattoni, Un’ipotesi di consulenza formativa,
Franco Angeli
Ø Loriedo C., Picardi A., Dalla teoria generale dei sistemi
alla teoria dell’attaccamento, Franco Angeli
Ø Malagoli Togliatti M., Lubrano Lavadera A., Dinamiche
relazionali e ciclo di vita della famiglia, Il Mulino
Ø Marcelli, D., Braconnier, A., Adolescenza e psicopatologia,
Masson
Ø Matteoli S., Pratelli M., L’insegnante specializzato-vol.1,
Editrice Tresei
Ø Mazzoncini, Musatti, La strada maestra, NIS
Ø Micheli, E., Xaiz, C., Gioco e interazione sociale
nell’autismo, Erickson
Ø Militerni R., Neuropsichiatria Infantile, Idelson
Gnocchi
Ø Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile,
“Linee Guida per l’Autismo”, in: Giornale di Neuropsichiatria
dell’Età Evolutiva, n. 25/2005
Ø Trisciuzzi L., Galanti M.A., Pedagogia e didattica
speciale per insegnanti di sostegno e operatori della formazione,
ETS.
Autore:
Pamela Grazzini insegnante,
laureata in Scienze dell’Educazione e specializzata in Pedagogia
Clinica, collabora con strutture specialistiche in ambito psicopedagogico
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copyright
© Educare.it - Anno VI, Numero 12, Novembre 2006
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