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Scuola e dintorni

 

Difficoltà di apprendimento e dislessia
seconda parte

di Monica Pratelli

I disturbi di apprendimento: elementi descrittivi

Quali sono le caratteristiche prevalenti dei disturbi di apprendimento?
Ecco di seguito una loro descrizione sintetica che pone in evidenza gli essenziali elementi di riconoscimento e le abilità di base principalmente compromesse.

La disgrafia
La disgrafia è una difficoltà di scrittura che riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici.
Vediamo nei dettagli come si manifesta e quali sono i principali elementi di riconoscimento di questo disturbo.

La disortografia
La disortografia è la difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici; essa si presenta con errori sistematici che possono essere così distinti:

- confusione tra fonemi simili
- Confusione tra grafemi simili
- omissioni
- inversioni

La disortografia è, quindi, la difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici.

La discalculia
La discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche.

La dislessia
La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento della lettura. Il soggetto dislessico presenta una particolare difficoltà a riconoscere e discriminare i segni alfabetici contenuti nelle parole, ad analizzarli in sequenza e a orientarsi sul rigo da leggere.

Primo piano sulla dislessia

Vediamo ora nei dettagli come si manifesta la dislessia e quali sono le caratteristiche relative alla decodifica della parola o del testo scritto.

Scarsa discriminazione di grafemi diversamente orientati nello spazio

Il soggetto mostra chiare difficoltà nel discriminare grafemi uguali o simili, ma diversamente orientati. Egli, ad esempio, confonde la “p” e la “b”; la “d” e la “q”; la “u” e la “n”; la “a” e la “e”; la "b" e la "d"...

Nel nostro alfabeto molte sono le coppie di fonemi che differiscono rispetto al loro orientamento nello spazio, per cui le incertezze e le difficoltà di discriminazione possono rappresentare un vero e proprio impedimento alla lettura.

Scarsa discriminazione di grafemi che differiscono per piccoli particolari

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi che presentano somiglianze. Egli, ad esempio può confondere la “m” con la “n”; la “c” con la “e”; la “f” con la “t”...)

Scarsa discriminazione di grafemi che corrispondono a fonemi sordi e fonemi sonori

Il soggetto mostra difficoltà nel discriminare grafemi relativi a fonemi con somiglianze percettivo–uditive.
L’alfabeto è composto di due gruppi di fonemi: i fonemi sordi e i fonemi sonori che, tra loro risultano somiglianti, per cui, anche in questo caso l’incertezza percettiva può rappresentare un vero e proprio ostacolo alla lettura.
Le coppie di fonemi simili sono le seguenti:

F – V; T – D; P – B; C – G; L – R; M – N; S – Z

Difficoltà di decodifica sequenziale

Leggere richiede al lettore di procedere con lo sguardo in direzione sinistra-destra e dall’alto in basso; tale processo appare complesso per tutti gli individui nelle fasi iniziali di apprendimento della lettura, ma, con l’affinarsi della tecnica e con l’uso della componente intuitiva la difficoltà diminuisce gradualmente fino a scomparire.
Nel soggetto dislessico ci troviamo di fronte, invece a un vero e proprio ostacolo nella decodifica sequenziale, per cui si manifestano con elevata frequenza gli errori di seguito descritti.

Omissione di grafemi e di sillabe

Il soggetto omette la lettura di parti della parola; può tralasciare la decodifica di consonanti (ad esempio può leggere “fote” anzichè “fonte; oppure “capo” anzichè “campo”...) oppure di vocali (può leggere, ad esempio, “fume” anzichè “fiume; “puma” anzichè piuma”...) e, spesso, anche di sillabe (può leggere “talo” anzichè “tavolo”; “paro” anzichè “papavero” ).

Salti di parole e salti da un rigo all’altro

Il soggetto dislessico presenta evidenti difficoltà a procedere sul rigo e ad andare a capo, per cui sono frequenti anche “salti” di intere parole o di intere righe di lettura.

Inversioni di sillabe

Spesso la sequenza dei grafemi viene invertita provocando errori particolari di decodifica della sillaba (il soggetto può, ad esempio, leggere “li” al posto di “il”; “la” al posto di “al”, “ni” al posto di “in”...) e della parola (può leggere, ad esempio, “talovo” al posto di “tavolo”...).

Aggiunte e ripetizioni

La difficoltà a procedere con lo sguardo nella direzione sinistra-destra può dare origine anche ad errori di decodifica caratterizzati dall’aggiunta di un grafema o di una sillaba (ad esempio “tavovolo” al posto di “tavolo”...).


Prevalenza della componente intuitiva

Il soggetto che presenta chiare difficoltà di lettura, privilegia, indubbiamente l’uso del processo intuitivo rispetto a quello di decodifica; l’intuizione della parola scritta rappresenta un valido strumento, ma, al tempo stesso, è fonte di errori.
Non di rado, infatti, il soggetto esegue la decodifica della prima parte della parola, talvolta anche solo del primo grafema o della prima sillaba e procede “inventando l’altra parte. La parola contenuta nel testo viene così ad essere spesso trasformata in un’altra di significato affine o completamente diverso.

Possibili ripercussioni sulla scrittura

Difficoltà di copia dalla lavagna
Difficoltà di organizzazione spaziale sul foglio
Difficoltà grafo-motorie
Difficoltà ortografiche

Possibili ripercussioni sull’apprendimento logico - matematico

Difficoltà nella decodifica dei simboli numerici Confusione di simboli numerici simili Inversione di cifre
Difficoltà di decodifica del testo del problema
Difficoltà a gestire la sequenzialità nelle operazioni matematiche
Difficoltà ad organizzare lo spazio grafico
Difficoltà a memorizzare le tabelline

Possibili ripercussioni sull’autonomia personale

Come spesso accade nei soggetti con disturbo specifico di apprendimento, anche nei dislessici si possono rilevare incertezze in alcune attività legate all’autonomia personale; le difficoltà più frequenti sono le seguenti:

  • Difficoltà ad orientarsi nel tempo quotidiano: essere puntuali, saper aspettare il momento giusto, sapere con precisione che momento della giornata stiamo vivendo (mattino, pomeriggio, sera…)
  • Difficoltà a sapere più o meno che ore sono
  • Difficoltà ad orientarsi nelle routines quotidiane
  • Difficoltà nell’esecuzione autonoma delle attività quotidiane (vestirsi, lavarsi, riordinare i propri materiali, prepararsi lo zaino…)
  • Difficoltà ad orientarsi nell’orario scolastico (successione delle materie, organizzazione dei compiti…)
  • Difficoltà ad orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani…)
  • Difficoltà a leggere l’orologio
  • Difficoltà a memorizzare i giorni della settimana
  • Difficoltà ad orientarsi nei giorni della settimana (che giorno è oggi… che giorno era ieri… che giorno sarà domani…)
  • Difficoltà a memorizzare i mesi dell’anno e ad orientarsi rispetto alle festività.

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Autore: Monica Pratelli, psicologa e psicoterapeuta, coordina l’Istituto psico–medico-pedagogico “Centro Method” di Perignano (Pisa) www.centromethod.it. Ha pubblicato numerosi libri sulle difficoltà di apprendimento ed, in particolare, sulla dislessia.

 
 

copyright © Educare.it - Anno V, Numero 6, Maggio 2005


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