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DSM IV

Tra le diverse presentazioni esistenti dei disturbi connessi con l'apprendimento, abbiamo scelto di far riferimento alle classificazioni del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell'American Psychiatric Association (DSM-IV, 1995), che sono ampiamente compatibili con quelle proposte dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nella decima revisione della Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati (ICD-10, 1992). Entrambe le classificazioni sono pubblicate in Italia dall'editrice Masson di Milano.

A tal proposito si consideri che Il DSM-IV viene utilizzato da clinici e ricercatori con diversi orientamenti (ad es. biologico, psicodinamico, cognitivo, comportamentale, interpersonale, familiare sistemico). Viene normalmente usato da psichiatri, medici, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, infermieri, terapisti del lavoro e della riabilitazione, consulenti ed altri operatori sanitari e della salute mentale. A nostro avviso l'uso della terminologia ufficiale rende possibile inoltre una migliore e più efficace comunicazione tra operatori dell'educazione e clinici.

Problemi nell'uso del DSM-IV

Limitazioni dell'approccio categoriale

Il DSM-IV è una classificazione categoriale che suddivide i disturbi mentali sulla base di set di criteri con caratteristiche descrittive. Questa denominazione delle categorie rappresenta il metodo tradizionale di organizzare e trasmettere l'informazione nella vita quotidiana ed è stato l'approccio fondamentale utilizzato in tutti i sistemi di diagnosi medica. Un approccio categoriale alla classificazione funziona meglio quando tutti i componenti di una classe diagnostica sono omogenei, quando vi sono limiti netti tra le classi, e quando le diverse classi sono mutualmente esclusive. D'altra parte devono essere riconosciute anche certe limitazioni del sistema classificativo categoriale.

Nel DSM-IV non vi è nessuna presunzione che ogni categoria di disturbo mentale sia una entità totalmente distinta, con confini assoluti che la separano dagli altri disturbi mentali o dalla normalità. Non esiste nemmeno l'assunto che tutti gli individui descritti all'interno dello stesso disturbo mentale siano simili da tutti i punti di vista.

Quindi chi utilizza il DSM-IV dovrebbe considerare che gli individui che condividono una diagnosi possono essere eterogenei anche riguardo alle caratteristiche che definiscono la diagnosi, e che i casi limite saranno difficili da diagnosticare se non in modo probabilistico. Questa visione permette una maggiore flessibilità nell'uso del sistema, incoraggia una maggiore attenzione specifica ai casi limite, ed enfatizza la necessità di ottenere ulteriori informazioni cliniche al di là della diagnosi.

Uso del giudizio clinico

Il DSM-IV è una classificazione dei disturbi mentali concepita per uso clinico, didattico e di ricerca. Le categorie diagnostiche, i criteri e le descrizioni del testo sono destinati all'impiego da parte di persone con adeguato addestramento clinico ed esperienza nella diagnosi. E' importante che il DSM-IV non venga applicato a fini diagnostici in modo meccanico da parte di individui non preparati. I criteri diagnostici specifici inclusi nel DSM-IV sono intesi come linee guida da integrare con il giudizio clinico, e non devono essere utilizzati alla stregua di un libro di cucina. Ad esempio il giudizio clinico può giustificare una certa diagnosi per un individuo anche se la presentazione clinica non è tale da soddisfare completamente i criteri per la diagnosi, a condizione che i sintomi presenti siano persistenti e gravi. D'altra parte la mancanza di familiarità con il DSM-IV, o una applicazione eccessivamente flessibile e idiosincrasica dei suoi criteri o convenzioni, riduce sostanzialmente la sua utilità come strumento di comunicazione.

Uso del DSM-IV nella pianificazione del trattamento

Fare una diagnosi con il DSM-IV rappresenta soltanto il passo iniziale di una valutazione completa. Per formulare un piano di trattamento adeguato, il clinico avrà necessità di ulteriori informazioni riguardo all'individuo esaminato, oltre a quelle richieste per fare diagnosi con il DSM-IV.

Considerazioni etniche e culturali

E' stato fatto uno sforzo particolare durante l'elaborazione del DSM-IV per riflettere la consapevolezza che il manuale viene utilizzato per popolazioni diverse culturalmente. Ai clinici viene richiesto di valutare individui provenienti da molti diversi gruppi etnici e retroterra culturali (compresi molti immigrati recenti).

La valutazione clinica può essere particolarmente impegnativa quando un clinico utilizza il DSM-IV per esaminare un individuo proveniente da un gruppo etnico o culturale diverso dal proprio. Il clinico che non ha familiarità con le sfumature della cornice culturale di riferimento del soggetto può erroneamente giudicare come psicopatologia quelle normali variazioni di comportamento, convinzioni o esperienze peculiari della cultura dell'individuo.

 


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