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Valutazione
di memoria e attenzione
La
memoria uditiva e quella visiva hanno un ruolo di primo piano
nell’apprendimento della lettura e della scrittura. È quindi
importante somministrare al bambino alcune prove finalizzate alla
loro valutazione. Per quel che riguarda la memoria visiva, si
può richiedere al bambino di osservare una serie di oggetti,
dopodiché, avendo fatto voltare il bambino e tolto un oggetto,
li si chiede di indovinare qual è l’oggetto mancante. La
stessa cosa può essere fatta con una sequenza di immagini.
Sempre con le immagini, si può fare un’altra prova; l’adulto
le dispone in sequenza e chiede al bambino di osservarle bene;
dopodiché mescola le immagini e chiede al bambino di ordinarle
nello stesso modo in cui le aveva disposte inizialmente. Una prova
per misurare la capacità di ritenzione visiva è
il test di Benton, il quale consta di una serie di figure geometriche
che il bambino deve osservare e riprodurre a memoria, una per
volta. nella riproduzione è importante fare attenzione
ad eventuali omissioni, aggiunte, distorsioni, errori di dimensioni,
rotazione e collocazioni errate.
La memoria uditivo-verbale viene valutata tramite prove relative
alla memoria di cifre dirette e inverse (l’adulto espone delle
serie numeriche che il bambino deve ripetere rispettandone la
sequenza diretta e inversa); memoria di gruppi vocalici (l’adulto
espone delle serie vocaliche, es. I-O-A che il bambino deve ripetere
rispettandone la sequenza); memoria di parole (l’adulto emette
delle serie di parole che il bambino dovrà ripetere, rispettandone
la sequenza, es. Cane-palla-fiore-cielo); memoria di un breve
racconto (l’adulto legge un breve racconto, del quale il bambino
dovrà ripetere il contenuto, rispettando la sequenza degli
eventi).
Per una valutazione globale delle capacità di memoria del
soggetto può essere utilizzato il test TEMA (batteria di
valutazione della memoria e dell’apprendimento di Reynolds e Bigler),
il quale è composto da dieci subtest di base (cinque verbali
e cinque non verbali) e da quattro subtest supplementari (tre
verbali e uno non verbale) che permettono una valutazione molto
dettagliata.
Impostazione
del programma di recupero
Un
buon programma di recupero della disgrafia non potrà concentrarsi
solo sugli aspetti grafici, con esercizi ripetitivi finalizzati
al raggiungimento di un’adeguata coordinazione della mano, ma
dovrà considerare anche gli aspetti percettivi e della
motricità globale, che tanta parte hanno in un disturbo
specifico dell’apprendimento come la disgrafia.
È bene suddividere il programma in due parti, da perseguire
contemporaneamente: una parte propedeutica che riguarda il perseguimento
di competenze inerenti a:
-percezione
-organizzazione spazio-temporale
-integrazione spazio-temporale (ritmo)
-conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo
-equilibrio e coordinazione
-rilassamento
-lateralità
-coordinazione visuomotoria.
Una seconda parte più specifica, che riguarda la sequenza
di attività relative all’impostazione dei grafemi e scrittura
in stampatello maiuscolo e in corsivo. Ecco di seguito alcuni
esempi relativi alle esercitazioni da proporre nella parte propedeutica.
· Percezione: abbinare immagini uguali, colori uguali,
figure geometriche uguali, ricercare all’interno di una serie
figure di identica forma ma di colore diverso, oppure ricercare
coppie di figure uguali in tutto. Eseguire composizione geometriche
con i blocchi logici su imitazione di un modello, oppure con materiale
in cartone, riprodurre a mente una composizione di blocchi logici
osservati per alcuni secondi, individuare una coppia di immagini
all’interno di una serie o una coppia di colori o di lettere;
individuare somiglianze e differenze fra due immagini o gli elementi
mancanti di un immagine rispetto al modello o gli elementi aggiunti.
Discriminare una figura stimolo all’interno di un immagine che
la contiene…
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Organizzazione spazio-temporale: la capacità del
bambino di orientarsi nel tempo e nello spazio è fondamentale
per l’apprendimento della lettura e della scrittura. Attività
per l’orientamento spaziale possono essere ad esempio, le seguenti:
definire la posizione d’oggetti nell’ambiente, disporre oggetti
su un piano seguendo le indicazioni dell’adulto, completare
una disposizione di oggetti inserendone altri nella giusta posizione
in relazione a un modello dell’adulto.
Per quel che riguarda l’orientamento temporale: verbalizzare
una sequenza di azioni prodotte dall’adulto con la mimica, verbalizzare
situazione di vita quotidiana rispettando la sequenzialità
delle azioni, ascoltare una sequenza di azioni verbalizzate
dall’adulto ed eseguirle al contrario con la mimica, riordinare
una serie di scenette in sequenza temporale, riordinare una
sequenza di coppie di immagini individuando e verbalizzando
la relazione causa-effetto.
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Integrazione spazio-temporale: ascoltare e riprodurre
un ritmo eseguito dall’adulto, un ritmo rispettando battute
e pause, ritmare con battute una sequenza di blocchi logici
disposti dall’adulto, scandire un ritmo rappresentato graficamente…
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Conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo:
il bambino esegue consegne verbali del tipo “tocca con la destra
il tuo piede sinistro, batti un piede, salta, apri la bocca”;
oppure imita le posizioni assunte dall’adulto, descrivendole
verbalmente.
Ci sono poi una serie di esercizi finalizzati alla presa di
coscienza del proprio corpo del tipo: prono, rotolare il corpo
su una palla, o spostare il corpo a destra e a sinistra facendo
forza sulle braccia, procedere gattoni mantenendo una palla
sotto di se, denominare le parti del corpo, completare immagini
relative allo schema corporeo, e molte altre.
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Equilibrio e coordinazione: esercizi per l’equilibrio
statico (in piedi, a occhi chiusi, contare fino a dieci rimanendo
immobili; in punta di piedi, contare fino a dieci, rimanendo
fermi; su un piede solo, contare fino a dieci, cercando di rimanere
in equilibrio all’interno di un cerchio disegnato sul pavimento),
per l’equilibrio dinamico e la coordinazione generale, (fai
dei saltelli in sequenza, salta la corda sul pavimento, strisciare
come i serpenti, strisciare sul dorso, saltare come i conigli,
camminare sui talloni, a gambe tese, sulle punte, silenziosamente,
allegramente, fingendo di trasportare qualcosa di pesante),
eseguire giochi con la palla, eseguire sequenze motorie sempre
più complesse, eseguire sequenze motorie ricordando,
nel giusto ordine, le consegne verbali dell’adulto, eseguire
sequenze motorie inverse a quelle proposte dall’adulto.
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Rilassamento: favorire il rilassamento è molto
importante, visto che
«La
disgrafia è spesso associata a un’alterazione del tono
muscolare e a un’eccessiva tensione della muscolatura causata
anche da ansia e da un senso di malessere nei confronti di compiti
che il soggetto non si sente in grado di affrontare. Il rilassamento
ha quindi un effetto positivo e benefico, in quanto favorisce
stati d’animo postivi, e al tempo stesso, predispone a un miglioramento
esecutivo. È comunque necessario a questo proposito, proporre
attività che preparino a una più compiuta coscienza
del proprio corpo e alla capacità di percepire sensazioni
ad esso relative.»[1]
A
tal fine, l’adulto guiderà il bambino verso un rilassamento
graduale del proprio corpo, aiutandolo a verbalizzare il benessere
percepito, cosi come le varie sensazioni muscolari, le differenze
percepite tra la contrazione muscolare e il successivo rilassamento,
e cosi via.
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Lateralità: visto che i bambini disgrafici molto
spesso presentano una lateralizzazione non ancora ben definita,
è importate strutturare delle attività che lo
aiutino a prendere coscienza della propria “parte dominante”
relativamente all’uso dell’occhio, della mano e del piede.
Alcuni esempi di attività sono i seguenti: denominare
immagini coprendosi con la mano un occhio, osservare nel caleidoscopio,
denominare gli oggetti nella stanza osservandoli attraverso
un cartoncino arrotolato, riordinare oggetti, eseguire incastri,
manipolare pongo o das, salire e scendere da un panchetto, poi
alzare la mano che serve per scrivere, il piede per calciare
il pallone, la mano che serve per pettinarsi, e cosi via. Quando
il bambino inizia ad acquisire una maggiore sicurezza in attività
semplici, come quelle menzionate, potrà passare al compimento
di azioni su consegna verbale, come ad esempio: alzare la mano
che non serve per scrivere, toccare l’occhio con il quale si
guarda dal caleidoscopio, alzare il piede che si usa per calciare
il pallone. Si passerà poi, a mano a mano, ad attività
sempre più complesse, come ad esempio riconoscere la
destra e la sinistra su un’immagine, su un’altra persona, sollevare
contemporaneamente il braccio destro e la mano sinistra.
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Coordinazione visuomotoria: questi sono alcuni esempi
di esercizi; percorrere con una macchinina una pista disegnata
sul pavimento, colpire con la palla dei birilli o un bersaglio
nella parete, lanciare una palla verso l’alto e riprenderla
con le mani o con una mano. Per la coordinazione occhio-piede:
palleggiare con i piedi, camminare spostando con i piedi la
palla, sollevare alternativamente i piedi da terra e poggiarli
sulla palla, seguire delle consegne verbali percorrendo delle
strisce tracciate sul pavimento.
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Note:
[1] M.Pratelli, Disgrafia
e recupero della difficoltà grafo-motorie, Trento,
Edizioni Erikson, 1995, p.83
Autore:
Chiara
Marchini è nata a Empoli
nel 1976. Laureata in Scienze dell’educazione con la tesi “Autostima
in prospettiva sociologica”, sta svolgendo un master in pedagogia
clinica. Ha lavorato presso diverse cooperative come educatrice.
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