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Scuola e dintorni

 

LA RIABILITAZIONE DELLA DISGRAFIA
quarta parte

 

 
di Chiara Marchini Per approfondire...
 

Disturbi dell'apprendimento

CAPITOLI:

1. Valutazione della percezione; valutazione della dimensione spaziale
2.
Valutazione dell’organizzazione temporale; Valutazione dell’integrazione spazio-temporale
3.
Valutazione della coordinazione motoria; Valutazione della dominanza laterale
4. Valutazione di memoria e attenzione; Impostazione del programma di recupero
5. Lavorare sulla scrittura; Conclusioni

Valutazione di memoria e attenzione

La memoria uditiva e quella visiva hanno un ruolo di primo piano nell’apprendimento della lettura e della scrittura. È quindi importante somministrare al bambino alcune prove finalizzate alla loro valutazione. Per quel che riguarda la memoria visiva, si può richiedere al bambino di osservare una serie di oggetti, dopodiché, avendo fatto voltare il bambino e tolto un oggetto, li si chiede di indovinare qual è l’oggetto mancante. La stessa cosa può essere fatta con una sequenza di immagini. Sempre con le immagini, si può fare un’altra prova; l’adulto le dispone in sequenza e chiede al bambino di osservarle bene; dopodiché mescola le immagini e chiede al bambino di ordinarle nello stesso modo in cui le aveva disposte inizialmente. Una prova per misurare la capacità di ritenzione visiva è il test di Benton, il quale consta di una serie di figure geometriche che il bambino deve osservare e riprodurre a memoria, una per volta. nella riproduzione è importante fare attenzione ad eventuali omissioni, aggiunte, distorsioni, errori di dimensioni, rotazione e collocazioni errate.
La memoria uditivo-verbale viene valutata tramite prove relative alla memoria di cifre dirette e inverse (l’adulto espone delle serie numeriche che il bambino deve ripetere rispettandone la sequenza diretta e inversa); memoria di gruppi vocalici (l’adulto espone delle serie vocaliche, es. I-O-A che il bambino deve ripetere rispettandone la sequenza); memoria di parole (l’adulto emette delle serie di parole che il bambino dovrà ripetere, rispettandone la sequenza, es. Cane-palla-fiore-cielo); memoria di un breve racconto (l’adulto legge un breve racconto, del quale il bambino dovrà ripetere il contenuto, rispettando la sequenza degli eventi).
Per una valutazione globale delle capacità di memoria del soggetto può essere utilizzato il test TEMA (batteria di valutazione della memoria e dell’apprendimento di Reynolds e Bigler), il quale è composto da dieci subtest di base (cinque verbali e cinque non verbali) e da quattro subtest supplementari (tre verbali e uno non verbale) che permettono una valutazione molto dettagliata.

Impostazione del programma di recupero

Un buon programma di recupero della disgrafia non potrà concentrarsi solo sugli aspetti grafici, con esercizi ripetitivi finalizzati al raggiungimento di un’adeguata coordinazione della mano, ma dovrà considerare anche gli aspetti percettivi e della motricità globale, che tanta parte hanno in un disturbo specifico dell’apprendimento come la disgrafia.
È bene suddividere il programma in due parti, da perseguire contemporaneamente: una parte propedeutica che riguarda il perseguimento di competenze inerenti a:
-percezione
-organizzazione spazio-temporale
-integrazione spazio-temporale (ritmo)
-conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo
-equilibrio e coordinazione
-rilassamento
-lateralità
-coordinazione visuomotoria.
Una seconda parte più specifica, che riguarda la sequenza di attività relative all’impostazione dei grafemi e scrittura in stampatello maiuscolo e in corsivo. Ecco di seguito alcuni esempi relativi alle esercitazioni da proporre nella parte propedeutica.
· Percezione: abbinare immagini uguali, colori uguali, figure geometriche uguali, ricercare all’interno di una serie figure di identica forma ma di colore diverso, oppure ricercare coppie di figure uguali in tutto. Eseguire composizione geometriche con i blocchi logici su imitazione di un modello, oppure con materiale in cartone, riprodurre a mente una composizione di blocchi logici osservati per alcuni secondi, individuare una coppia di immagini all’interno di una serie o una coppia di colori o di lettere; individuare somiglianze e differenze fra due immagini o gli elementi mancanti di un immagine rispetto al modello o gli elementi aggiunti. Discriminare una figura stimolo all’interno di un immagine che la contiene…

  • Organizzazione spazio-temporale: la capacità del bambino di orientarsi nel tempo e nello spazio è fondamentale per l’apprendimento della lettura e della scrittura. Attività per l’orientamento spaziale possono essere ad esempio, le seguenti: definire la posizione d’oggetti nell’ambiente, disporre oggetti su un piano seguendo le indicazioni dell’adulto, completare una disposizione di oggetti inserendone altri nella giusta posizione in relazione a un modello dell’adulto.
    Per quel che riguarda l’orientamento temporale: verbalizzare una sequenza di azioni prodotte dall’adulto con la mimica, verbalizzare situazione di vita quotidiana rispettando la sequenzialità delle azioni, ascoltare una sequenza di azioni verbalizzate dall’adulto ed eseguirle al contrario con la mimica, riordinare una serie di scenette in sequenza temporale, riordinare una sequenza di coppie di immagini individuando e verbalizzando la relazione causa-effetto.
  • Integrazione spazio-temporale: ascoltare e riprodurre un ritmo eseguito dall’adulto, un ritmo rispettando battute e pause, ritmare con battute una sequenza di blocchi logici disposti dall’adulto, scandire un ritmo rappresentato graficamente…
  • Conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo: il bambino esegue consegne verbali del tipo “tocca con la destra il tuo piede sinistro, batti un piede, salta, apri la bocca”; oppure imita le posizioni assunte dall’adulto, descrivendole verbalmente.
    Ci sono poi una serie di esercizi finalizzati alla presa di coscienza del proprio corpo del tipo: prono, rotolare il corpo su una palla, o spostare il corpo a destra e a sinistra facendo forza sulle braccia, procedere gattoni mantenendo una palla sotto di se, denominare le parti del corpo, completare immagini relative allo schema corporeo, e molte altre.
  • Equilibrio e coordinazione: esercizi per l’equilibrio statico (in piedi, a occhi chiusi, contare fino a dieci rimanendo immobili; in punta di piedi, contare fino a dieci, rimanendo fermi; su un piede solo, contare fino a dieci, cercando di rimanere in equilibrio all’interno di un cerchio disegnato sul pavimento), per l’equilibrio dinamico e la coordinazione generale, (fai dei saltelli in sequenza, salta la corda sul pavimento, strisciare come i serpenti, strisciare sul dorso, saltare come i conigli, camminare sui talloni, a gambe tese, sulle punte, silenziosamente, allegramente, fingendo di trasportare qualcosa di pesante), eseguire giochi con la palla, eseguire sequenze motorie sempre più complesse, eseguire sequenze motorie ricordando, nel giusto ordine, le consegne verbali dell’adulto, eseguire sequenze motorie inverse a quelle proposte dall’adulto.
  • Rilassamento: favorire il rilassamento è molto importante, visto che

«La disgrafia è spesso associata a un’alterazione del tono muscolare e a un’eccessiva tensione della muscolatura causata anche da ansia e da un senso di malessere nei confronti di compiti che il soggetto non si sente in grado di affrontare. Il rilassamento ha quindi un effetto positivo e benefico, in quanto favorisce stati d’animo postivi, e al tempo stesso, predispone a un miglioramento esecutivo. È comunque necessario a questo proposito, proporre attività che preparino a una più compiuta coscienza del proprio corpo e alla capacità di percepire sensazioni ad esso relative.»[1]

A tal fine, l’adulto guiderà il bambino verso un rilassamento graduale del proprio corpo, aiutandolo a verbalizzare il benessere percepito, cosi come le varie sensazioni muscolari, le differenze percepite tra la contrazione muscolare e il successivo rilassamento, e cosi via.

  • Lateralità: visto che i bambini disgrafici molto spesso presentano una lateralizzazione non ancora ben definita, è importate strutturare delle attività che lo aiutino a prendere coscienza della propria “parte dominante” relativamente all’uso dell’occhio, della mano e del piede.
    Alcuni esempi di attività sono i seguenti: denominare immagini coprendosi con la mano un occhio, osservare nel caleidoscopio, denominare gli oggetti nella stanza osservandoli attraverso un cartoncino arrotolato, riordinare oggetti, eseguire incastri, manipolare pongo o das, salire e scendere da un panchetto, poi alzare la mano che serve per scrivere, il piede per calciare il pallone, la mano che serve per pettinarsi, e cosi via. Quando il bambino inizia ad acquisire una maggiore sicurezza in attività semplici, come quelle menzionate, potrà passare al compimento di azioni su consegna verbale, come ad esempio: alzare la mano che non serve per scrivere, toccare l’occhio con il quale si guarda dal caleidoscopio, alzare il piede che si usa per calciare il pallone. Si passerà poi, a mano a mano, ad attività sempre più complesse, come ad esempio riconoscere la destra e la sinistra su un’immagine, su un’altra persona, sollevare contemporaneamente il braccio destro e la mano sinistra.
  • Coordinazione visuomotoria: questi sono alcuni esempi di esercizi; percorrere con una macchinina una pista disegnata sul pavimento, colpire con la palla dei birilli o un bersaglio nella parete, lanciare una palla verso l’alto e riprenderla con le mani o con una mano. Per la coordinazione occhio-piede: palleggiare con i piedi, camminare spostando con i piedi la palla, sollevare alternativamente i piedi da terra e poggiarli sulla palla, seguire delle consegne verbali percorrendo delle strisce tracciate sul pavimento.

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Note:
[1]
M.Pratelli, Disgrafia e recupero della difficoltà grafo-motorie, Trento, Edizioni Erikson, 1995, p.83

Autore: Chiara Marchini è nata a Empoli nel 1976. Laureata in Scienze dell’educazione con la tesi “Autostima in prospettiva sociologica”, sta svolgendo un master in pedagogia clinica. Ha lavorato presso diverse cooperative come educatrice.

 

copyright © Educare.it - Anno V, Numero 3, Febbraio 2005


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