1.3- Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento
L’esperto
incaricato di effettuare la diagnosi deve essere in grado di scegliere
gli strumenti più adatti e di raccogliere il maggior numero
di informazioni possibili dalla famiglia, dalla scuola e dal bambino
circa la sua situazione di apprendimento. Gli strumenti principali
per effettuare una diagnosi possono essere così riassunti:
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Colloquio con i genitori;
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Colloquio con gli insegnanti, raccolta di materiale scolastico
del bambino e creazione di un rapporto di scambio e collaborazione;
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Somministrazione di prove standardizzate per l’apprendimento;
-
Somministrazione di prove di approfondimento degli apprendimenti;
-
Colloquio con il bambino;
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Somministrazione di test relativi alle sfere emotivo-motivazionale
e della personalità;
-
Test di intelligenza;
-
Test cognitivi e neuropsicologici;
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Esame neurologico.
Vediamo
adesso più da vicino alcune di queste modalità diagnostiche.
Le
prove standardizzate di apprendimento consentono di valutare
il livello di apprendimento del bambino, in base al confronto
del punteggio raggiunto nell’esecuzione delle prove con dei valori
di riferimento, relativi al punteggio medio ottenuto da un campione
normativo di bambini della stessa età del soggetto esaminato.
In tal modo è possibile capire se le capacità del
soggetto sono al di sotto della media o no.
Le prove di approfondimento degli apprendimenti sono molto
importanti al fine dell’impostazione di un programma di recupero,
in quanto consentono di capire, nel caso sia riscontrata una difficoltà
in una determinata area dell’apprendimento, quali aspetti sono
realmente deficitari. Così se ad esempio, un bambino ha
dei problemi con la scrittura si riuscirà a capire se siamo
di fronte a difficoltà percettive o di dominanza laterale
o di organizzazione spaziale, tutte abilità che sottendono
il processo di scrittura.
I test relativi alla sfera emotivo-motivazionale danno
informazioni sul modo in cui il bambino si percepisce relativamente
al suo andamento scolastico, fornendo un quadro completo degli
aspetti emotivi, sociali e motivazionali implicati nel processo
di apprendimento. Solitamente sono costituti da un insieme di
affermazioni relativamente alle quali il bambino esprime il suo
grado di consenso. Se ad esempio, si indagano le modalità
di attribuzione relativamente ai successi e agli insuccessi, un’affermazione
del test potrebbe essere la seguente: «quando prendo un
brutto voto a scuola la colpa è mia, perché non
sono abbastanza bravo». Il bambino dovrà a questo
punto dire se è del tutto d’accordo con quanto viene affermato,
se è solo parzialmente d’accordo, o se invece si trova
in disaccordo totale o parziale. Se le risposte date dal bambino
sono sincere, si riuscirà ad avere un quadro esauriente
dei suoi vissuti emotivi relativamente ai suoi problemi a scuola.
I test di personalità vengono effettuati nel caso
in cui si evidenzi un forte disturbo della personalità
associato ai DSA. In tal caso si può indagare su quei vissuti
che non si manifestano direttamente ma che restano a livello latente,
incidendo ugualmente sul problema del bambino. Un esempio sono
i test di disegno o il test di Rorschach. È necessario
in questo caso che l’operatore sia molto esperto, in modo da usare
queste tecniche con discrezione e prudenza; possono infatti venire
alla luce aspetti più generali che rischiano di far perdere
di vista il vero obiettivo della diagnosi.
I test di intelligenza danno una stima delle qualità
intellettive globali del soggetto; esistono diversi test in base
all’orientamento teorico, all’incidenza del linguaggio (test verbali
e non verbali). Il test più comune è sicuramente
la Wisc, oggi utilizzata in versione Wisc-r. La conoscenza del
QI del bambino permette di escludere eventuali ritardi, i quali
farebbero pensare più che ad un disturbo specifico di apprendimento
ad una “semplice” difficoltà di apprendimento.
I test cognitivi e neurologici esaminano aspetti cognitivi
quali la percezione visiva, la percezione uditiva, il linguaggio,
la memoria e così via. In molti casi le informazioni fornite
da questi test sono molto importanti per un programma di riabilitazione.
Procedure d’esame neurologico vengono richieste nel caso in cui
sia sospettata una lesione a livello neurologico.
Questi
sono gli strumenti necessari ad un’analisi completa della situazione
di apprendimento di un bambino, ma spesso non è necessario
utilizzarli tutti. Nella maggior parte dei casi infatti sono sufficienti
un colloquio con i genitori, al fine di capire com’è vissuto
dalla famiglia il problema; un colloquio con il bambino, per capire
come vive le sue difficoltà; un incontro con le insegnanti,
al fine di reperire del materiale scolastico e delle informazione
relativamente al comportamento del bambino a scuola e delle sue
effettive prestazioni; la somministrazione di una prova standardizzata
per valutare il livello di apprendimento ed alcuni subtest di
approfondimento, per capire quali sono le aree effettivamente
colpite all’interno dell’ambito di difficoltà del bambino.
Infine se si ritiene necessaria, può essere valutato il
quoziente intellettivo.
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Autore:
Chiara
Marchini
è nata a Empoli nel 1976. Laureata in Scienze dell’educazione
con la tesi “AUTOSTIMA IN PROSPETTIVA SOCIOLOGICA”, sta svolgendo
un master in pedagogia clinica. Ha lavorato presso diverse cooperative
come educatrice. |