| Diagnosi
funzionale
Gianni è un
ragazzo di tredici anni, mi è presentato in via formale dal
neuropsichiatra infantile di riferimento, che mi consegna le dimissioni
redatte al termine di un day hospital presso un Istituto scientifico
di diagnosi e cura, nelle quali è delineato il seguente quadro
clinico:
“Disturbo specifico degli apprendimenti scolastici in soggetto con
ritardo mentale di grado medio-lieve.
Il funzionamento cognitivo è caratterizzato da importanti
difficoltà attentive con tempi lunghi di reazione. Gli apprendimenti
scolastici sono riferibili ad un primo ciclo iniziale, con difficoltà
nell’acquisizione della letto-scrittura. La comprensione del testo
scritto è limitata ad enunciati e frasi semplici. Il funzionamento
cognitivo e le difficoltà scolastiche appaiono in parte condizionate
negativamente da problematiche emotivo-affettive che evidenziano
ansia prestazionale ed anticipatoria ed impulsività.
Il comportamento è inoltre caratterizzato da tendenza ad
assumere atteggiamenti regressivi, adattamento adesivo, necessità
di gratificazione e sostegno.
Con la presenza dell’adulto e la sua mediazione, si è potuta
apprezzare una maggiore apertura relazionale verso i pari ed una
miglior partecipazione all’ambiente.
La struttura di personalità è armonica con il livello
di sviluppo cognitivo.
Seppur il tono dell’umore sia globalmente eutimico, saltuariamente
sono emersi alcuni sentimenti depressivi come bassa autonomia e
sentimenti di svalutazione”.
Nella relazione di dimissione, è suggerito alla famiglia
di continuare il percorso psicopedagogico in atto, in modo da favorire
sempre più lo sviluppo di abilità metacognitive ed
il sostegno degli aspetti emotivo-motivazionali.
Successivamente ho un colloquio con la psicologa con la quale G.
ha condotto un trattamento, della durata di un anno, centrato prevalentemente
sugli apprendimenti scolastici. Mi è chiesto dalla psicologa,
dietro la sollecitazione della madre e alla luce dell’ultima diagnosi,
di proseguire il lavoro iniziato.
...continua...
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