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STUDI E RIFLESSIONI

 

 

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Difficoltà di apprendimento: il caso Gianni
prima parte

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di Gianluca Giunchiglia

 

Diagnosi funzionale

Gianni è un ragazzo di tredici anni, mi è presentato in via formale dal neuropsichiatra infantile di riferimento, che mi consegna le dimissioni redatte al termine di un day hospital presso un Istituto scientifico di diagnosi e cura, nelle quali è delineato il seguente quadro clinico:
“Disturbo specifico degli apprendimenti scolastici in soggetto con ritardo mentale di grado medio-lieve.
Il funzionamento cognitivo è caratterizzato da importanti difficoltà attentive con tempi lunghi di reazione. Gli apprendimenti scolastici sono riferibili ad un primo ciclo iniziale, con difficoltà nell’acquisizione della letto-scrittura. La comprensione del testo scritto è limitata ad enunciati e frasi semplici. Il funzionamento cognitivo e le difficoltà scolastiche appaiono in parte condizionate negativamente da problematiche emotivo-affettive che evidenziano ansia prestazionale ed anticipatoria ed impulsività.
Il comportamento è inoltre caratterizzato da tendenza ad assumere atteggiamenti regressivi, adattamento adesivo, necessità di gratificazione e sostegno.
Con la presenza dell’adulto e la sua mediazione, si è potuta apprezzare una maggiore apertura relazionale verso i pari ed una miglior partecipazione all’ambiente.
La struttura di personalità è armonica con il livello di sviluppo cognitivo.
Seppur il tono dell’umore sia globalmente eutimico, saltuariamente sono emersi alcuni sentimenti depressivi come bassa autonomia e sentimenti di svalutazione”.
Nella relazione di dimissione, è suggerito alla famiglia di continuare il percorso psicopedagogico in atto, in modo da favorire sempre più lo sviluppo di abilità metacognitive ed il sostegno degli aspetti emotivo-motivazionali.
Successivamente ho un colloquio con la psicologa con la quale G. ha condotto un trattamento, della durata di un anno, centrato prevalentemente sugli apprendimenti scolastici. Mi è chiesto dalla psicologa, dietro la sollecitazione della madre e alla luce dell’ultima diagnosi, di proseguire il lavoro iniziato.

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copyright © Educare.it - Anno V, Numero 8, Luglio 2005


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