| "Suo
figlio avrebbe capacità, ma non le sfrutta". Un ritornello
consueto per molti genitori, di questi tempi alle prese con
il faticoso avvio di un nuovo anno scolastico, di fronte al
quale spesso non trovano di meglio che spronare i propri ragazzi
alla maggiore applicazione, prospettando alettanti ricompense
o severe minacce.
In
realtà, nell'ambito psicopedagogico, si sta approfondendo
lo studio e la comprensione di quei bambini, ragazzi o giovani
il cui rendimento scolastico è inferiore a quanto ci
si potrebbe aspettare dalle loro abilità.
In
inglese il fenomeno viene definito "underachievement", tradotto
spesso in italiano col termine "sottorendimento": si tratta
appunto del divario tra il rendimento scolastico effettivo
e quello potenziale, un vero e proprio disturbo che sembra
colpire circa 16% della popolazione studentesca complessiva.
Tipi
di underachievement
Attualmente
sono stati individuati diversi tipi di "sottorendimento".
Ci
sono studenti di intelligenza superiore alla media i cui risultati,
giudicati sia tramite voti sia attraverso test di rendimento,
sono significativamente al di sotto delle loro elevate potenzialità
(underachiever dotati). Più frequentemente vi sono
scolari con normali potenzialità che non raggiungono
buone prestazioni scolastiche a causa di disabilità
specifiche (difficoltà di apprendimento, deficit nelle
strategie di memoria, disturbi dell'attenzione, ecc.).
Alcuni
autori hanno poi distinto una situazione cronica di underachievement
da una situazionale.
Un
alunno è definito "underachiever situazionale" quando
i risultati scolastici scendono temporaneamente al di sotto
del livello atteso, spesso per reazione a stress personali
o situazionali (come un insegnante particolare, un trasferimento,
problemi familiari ecc.). L'underachiever cronico, invece,
evidenzia un rendimento inferiore alle proprie potenzialità
durante un lungo periodo di tempo.
Infine
va segnalato che dagli anni '80 si tende a distinguere underachiever
generali da quelli relativi a materie specifiche. Alcuni studenti,
infatti, possono essere categorizzati come underachiever perchè
ottengono scarsi risultati solo nelle discipline di un'area
particolare, ad esempio quella linguistica.
Le
caratteristiche degli underachiever
Molte
ricerche hanno individuato l'insorgenza dell'underachievement
nelle ultime classi elementari o nelle prime classi medie,
con un inizio anticipato per i maschi (8-9 anni) rispetto
alle femmine (12-13 anni). Inoltre questo problema sembra
essere molto più frequente tra i ragazzi che tra le
ragazze.
In
generale, gli underachiever hanno una scarsa percezione ed
un basso concetto di sé, con poca stima riguardo alle
proprie capacità scolastiche. Presentano spesso una
eccessiva paura del successo e del fallimento, con alti livelli
di ansia da prestazione.
Gran
parte degli studi sull'argomento indicano che gli underachiever
hanno coi coetanei rapporti non positivi. Se hanno degli amici,
anche questi ultimi danno scarso peso all'istruzione, e vedono
la scuola in maniera negativa; inoltre credono che siano fattori
esterni, come la fortuna o la difficoltà del compito,
a controllare i loro risultati scolastici.
Coi
genitori, con gli insegnanti e con altri adulti, questi ragazzi
presentano spesso problemi di disciplina ed atteggiamenti
di aperta ostilità.
Alcuni
valutano negativamente la scuola ed i docenti ("Quell'insegnante
ce l'ha con me, ma che me ne importa!"), alcuni evitano la
partecipazione e perdono facilmente interesse per le attività,
altri esprimono lamentele croniche ("Non ho mai capito niente
in matematica"), altri ancora trovano sollievo compensativo
disturbando le lezioni oppure spostando la loro ostilità
su altre persone.
Ci
sono poi alunni che possono esprimere queste tendenze aggressive
in maniera più passiva: ad esempio, anche l'underachiever
ozioso, che rimanda continuamente i propri compiti o che li
esegue in modo sbadato, esprime comunque una ribellione.
Una
studiosa americana, Withmore, ha individuato tre tipologie
di underachiever.
Tre
studenti underachiever su quattro fanno parte della tipologia
aggressiva-distruttiva. Questi ragazzi parlano troppo, fanno
i clown in classe, sono ribelli, irrequieti, distratti, trascurano
regolarmente il lavoro che devono compiere.
Al
contrario, gli underachiever ritirati sono disinteressati,
costantemente annoiati, non tentano di partecipare a nessuna
attività, non provano a fare i compiti, rifuggono dalle
sfide, dai problemi, sembrano indifferenti all'insuccesso,
mancano di concentrazione (sogni ad occhi aperti).
II
terzo tipo appare una combinazione dell'aggressivo e del
ritirato:
irregolare, imprevedibile, l'impegno e la qualità delle
sue prestazioni sono incostanti (alcune volte buone, altre
cattive), può avere molti amici, ma anche essere aggressivo
e ritirato.
Alcune
spiegazioni per questo disturbo
L'underachievement
è un problema complesso, riconducibile a svariate cause.
Spesso
dipende da carenze nelle abilità generali di studio
o da difficoltà specifiche nell'area logico-matematica
e della lettura. Ad esempio, un alunno che legge stentatamente
può sviluppare un concetto negativo di sé ed
una bassa autostima poiché ha difficoltà ad
apprendere dai libri; egli facilmente cercherà distrazioni
o diversivi per non studiare e ciò peggiorerà
ulteriormente la sua prestazione scolastica, in un circolo
vizioso continuo. E poiché evitare la studio non è
possibile, questo tipo di alunni svilupperanno una varietà
infinita di strategie per far fronte ai rapporti con l'insegnante
e la scuola.
Diversamente
uno studente può ottenere un risultato inferiore alla
sua preparazione perché "bloccato" dall'ansia, spesso
indotta da un eccessivo investimento dei genitori sui risultati
scolastici. Non sono rari i casi di ragazzi ed anche giovani
universitari, in possesso di buone capacità, che rifuggono
il momento delle verifiche e degli esami proprio per la difficoltà
di gestire l'ansia.
Infine
il comportamento disattento o disturbante può essere
invece la compensazione di una preliminare carenza del sentimento
di autostima, provocata non di rado da un'educazione familiare
troppo rigida ed avara di gratificazioni. D'altro canto un
rapporto educativo eccessivamente accondiscendente può
essere all'origine di una scarsa capacità di tollerare
le frustrazioni, che a scuola diventa poi paura del fallimento.
Pure
gli insegnanti possono avere una loro parte di responsabilità.
Molte ricerche hanno dimostrato infatti che alcuni docenti,
anche inconsapevolmente, si comportano in maniera differente
nei confronti di studenti che forniscono le stesse prestazioni
e che questo atteggiamento finisce per influenzare il rendimento
scolastico. Mentre gli alunni che presentano un'ottima prospettiva
di profitto vengono maggiormente rinforzati, chi ha un basso
rendimento rischia invece di essere classificato come meno
intelligente, al punto che alcuni insegnanti stentano a considerare
un voto alto come segnale di effettiva capacità quando
è stato conseguito da un ragazzo cui hanno attribuito
scarse possibilità di successo scolastico.
In
conclusione appare chiaro come il fenomeno del "sottorendimento"
non vada assolutamente trascurato: è importante intervenire
precocemente prima che si strutturi come un vero disturbo
che ostacola non solo il normale progresso scolastico ma anche
lo sviluppo equilibrato della personalità. |