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Scuola e dintorni

 

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In classe “piccolo non è bello”

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di Enzo Magazzini

A volte la strenua difesa da parte delle piccole comunità locali di realtà scolastiche che prevedono il mantenimento di classi con un esiguo numero di alunni oppure di plessi scolastici sottodimensionati va contro il diritto ad un’istruzione ed ad un’educazione di qualità degli stessi studenti.

Premessa
Il sistema scolastico italiano è attraversato in questo periodo da profondi processi di cambiamento. Seppur tra condivisibili perplessità, resistenze e smarrimenti gli effetti della Legge 53/2003 di riforma degli Ordinamenti si stanno concretizzando nella scuola italiana delineando uno scenario di profonda trasformazione dell’intero apparato scolastico. All’orizzonte stanno poi prendendo corpo ipotesi di politica scolastica abrogative o riformatrici della Riforma stessa che confermano il destino di un panorama di cambiamento continuo del nostro sistema educativo.

Decentramento amministrativo, autonomia, nuova configurazione dei cicli, innalzamento dell’obbligo, ricognizione sui saperi fondamentali ed accesso alla conoscenza, integrazione tra istruzione formazione costituiscono alcuni tra i più importanti elementi sui quali si fonda il processo di rinnovamento. Ma altri provvedimenti, di più immediato impatto sociale e già operativi da diversi anni condizionano tale processo. Mi riferisco in particolare al Decreto Ministeriale 24 luglio 1998 avente come oggetto "Disposizioni concernenti la riorganizzazione della rete scolastica, la formazione delle classi e la determinazione degli organici” che ha contribuito a produrre gli interventi di razionalizzazione e riorganizzazione della rete scolastica da parte dei Provveditori agli studi prima e delle Regioni poi.
Tali interventi sono stati spesso criticati ed avversati, a volte non a torto, soprattutto dalle piccole comunità locali, poiché visti esclusivamente come tagli indiscriminati, deprivanti per le comunità stesse e causa di disagi per i bambini costretti a percorrere lunghi tratti con lo scuolabus per raggiungere la scuola più vicina.
In molti casi però le critiche e le resistenze non possono essere condivise. In particolare quando la difesa di situazioni e di interessi locali, entra in rotta di collisione con i bisogni dei ragazzi mettendo in serio pericolo l’attuazione di un autentico diritto allo studio, un’istruzione di qualità ed un accesso significativo alla conoscenza.


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Bibliografia:
J.S. Bruner, Il significato dell’educazione, Armando, Roma, 1972
J.S. Bruner, La ricerca del significato, Bollati Boringhieri, Torino, 1992
J.S. Bruner, La cultura dell’educazione, Feltrinelli, 1997
L.S. Vygotskij, Lo sviluppo psichico del bambino, Editori Riuniti, Roma, 1973
L.S. Vygotskij, Pensiero e linguaggio, Laterza, Bari, 1990 (nuova traduzione a cura di L. Mecacci)
C. Pontecorvo, A.M. Ajello, C. Zucchermaglio, Discutendo si impara, La Nuona Italia Scientifica, Roma, 1991

Autore: Enzo Magazzini è laureato in Pedagogia e specializzato nella funzione direttiva e ispettiva, attualmente è dirigente scolastico a Rosignano Marittimo (Livorno).

 

copyright © Educare.it - Anno V, Numero 11, Ottobre 2005


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