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Scuola e dintorni

 

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SULL’INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO

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di Annamaria Gatti

“Cari ragazzi, dovreste chiedere voi esami più rigorosi!”
E’ un consiglio di Francesco Alberoni, apparso qualche tempo fa sul Corriere: sbagliano quei genitori che vogliono risparmiare ai loro figli fatiche e rinunce e invita i ragazzi a chiedere più esami e prove più rigorose per divenire forti e maturi.
In una società costantemente alla ricerca di soluzioni facili per sconfiggere difficoltà e dolori o per arrivare alle mete stabilite, Alberoni spiega il perché: “…la vita è desiderio di felicità… ma questo è possibile solo attraverso l’attesa, lo sforzo, le prove, l’ansia e la lotta…”
Una bella riflessione, assolutamente autorevole e convincente, esempi alla mano:
“…I grandi artisti artigiani del Rinascimento mandavano i loro figli a bottega da un altro e ce li lasciavano finchè non erano formati… I grandi imprenditori, dopo averli fatti studiare in scuole dure e selettive, facevano fare loro carriera cominciando dai lavori più umili. Il figlio dell’uomo più ricco del mondo, Bill Gates, si è mantenuto agli studi lavorando… Oggi c’è chi regala l’ automobile al figlio per il diciottesimo compleanno, sperando che studi.”
Ritengo comunque imbarazzante che il messaggio sia rivolto ai ragazzi, solo a loro, quasi che gli adulti siano ormai perdutamente confusi e incapaci!
Un allarme? Una constatazione realistica? Una strada pericolosamente intrapresa? Quale richiamo al ruolo di educatori? Possiamo intanto brevemente fare una riflessione che solo apparentemente, può essere dichiarata sbrigativa, ma che effettivamente rilancia e potenzia uno stile educativo ben preciso?


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copyright © Educare.it - Anno V, Numero 10, Settembre 2005


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