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Nelle
programmazioni didattiche per la scuola dell’infanzia, con la
comparsa e l’avvicendarsi di sempre nuovi modelli, sembra cadere
in disuso l’impiego dello “sfondo integratore”. Dopo aver tanti
anni programmato “per sfondi”, vorrei però richiamare e
porre in evidenza alcuni dei vantaggi di tale modalità
di lavoro, una modalità sempre valida ed attuale, nonché
in conformità con le indicazioni della riforma.
Credo che purtroppo contribuisca alla tendenza ad abbandonarne
l’utilizzo la maggior quantità di lavoro che esso comporta
all’insegnante, sia per quanto riguarda l’‘elaborazione teorica’
della programmazione (richiedente una maggiore riflessione per
ricercare ed inventare le attività più adeguate
tenendo sempre in mano il fil rouge scelto, richiedente, ancora,
una ‘visone panoramica di insieme’ sulle possibili connessioni
e relazioni tra le varie esperienze da proporre, ecc.), sia, più
praticamente, nella preparazione concreta delle attività:
organizzazione di esperienze ‘a tema’, preparazione di schede
operative ad hoc, allestimento degli spazi scolastici, realizzazione
di eventuali lavoretti e poesie per le feste, tutto in linea con
il leitmotiv, ecc.
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