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IL “CIRCLE TIME”: INSEGNARE LA CONDIVISIONE A SCUOLA

di Giovanni Manzi

La complessità sociale ha portato grandi cambiamenti anche nella scuola. A mutare non sono solo i contenuti e la didattica, ma anche il ruolo che come istituzione essa riveste nella società: alla scuola si chiede oggi un’educazione a 360° gradi, per una crescita globale della personalità degli alunni e la prevenzione primaria del disagio.
Per rispondere a questo mandato, gli insegnanti hanno dovuto far propri di concetti, metodi e tecniche di natura non strettamente didattica e di derivazione più psicologica e sociologica. Ha questa origine il “counseling scolastico”, cioè quella particolare relazione d’aiuto fondata sull’ascolto non direttivo, sull’empatia, finalizzata a favorire interazioni positive tra studenti, insegnanti, genitori ed eventuali altri educatori.
In questo articolo si intende analizzare il “circle time”, che si inscrive tra le modalità con cui può essere realizzato il counseling a scuola.

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Bibliografia:· C. Toneguzzi, Introduzione al counselling, Edigestalt, 2007
· G. Maiolo, L’occhio del genitore, Erickson, 2000
· F. Perussia, R. Viano, La comunicazione, Mediserve, 2000
· O. Ferrarsi, Crescere, Cortina, 1992
· W. Bion, Esperienze nei gruppi, Armando, 1971
· C. Neri, Gruppo, Borla, 1996

Autore: Giovanni Manzi, pedagogista aderente ad Albo Professionale ANPE e assistente presso la facoltà di “Scienze della formazione” dell’Università Cattolica del S. Cuore, vive a Cremona ed opera a Brescia. Ha conseguito un Master in “gestione del disagio nascosto” e si dedica a studi ed approfondimenti su marginalità, devianza, problematiche adolescenziali e disabilità intellettiva. Ha acquisito esperienza professionale progettando interventi formativi e di recupero a beneficio di strutture ospitanti minori in difficoltà.

copyright © Educare.it - Anno IX, Numero 6, Maggio 2009

 

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