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Un
sistema formativo capace di futuro vuol dire una scuola, che
sa "rischiare", che sa anticipare le domande, i bisogni, i
vincoli del futuro, che si sente impegnato a far crescere
la qualità del paese. E' il momento di raccogliere
la sfida che ci viene lanciata con il riordino dei cicli,
è l'incontro con un nuovo modo di operare nella scuola
di base: la scuola della riprogettazione. |
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La felicità
di un incontro, con una persona, con un libro, con un'opera
d'arte, che abbia il senso della partecipazione e della consonanza,
è il risultato di un lungo cammino, il quale richiede
applicazione e studio paziente, e quindi il sacrificio di
sé, del proprio tempo. E questo ancora non basta: occorre
essere predisposti a quell'incontro, possedere cioè
nel tessuto delle premesse i fili della tessitura già
annodati.
L'incontro
con un nuovo modo di pensare la scuola, scaturisce da una
visione processuale, che emerge dalla voglia di cambiamento
delle regole d'uso, sui percorsi della concretizzazione delle
potenzialità di soggetti e dei contesti, superando
la dicotomia tradizionale tra attore e fruitore dell'educazione.
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| Note: |
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1) F.Larocca
"Dispensa di Metodologia della ricerca Pedagogica"
2) G.Bateson,
Dove gli angeli esitano, Adelphi, Milano,1979
3) S.Manghi
(a cura di), Attraverso Bateson Ecologia della mente e
relazioni sociali, Milano, Anabasi, 1994 |
copyright © Educare.it - Anno I, Numero 1, Dicembre 2000.
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