| INTRODUZIONE
Il
metodo fonematico trova la sua ragion d'essere nella profonda convinzione
che il sistema della scrittura, poggiando sul linguaggio orale,
non è il luogo idoneo per risolvere il problema della sintesi. Ne
discende, come approccio metodologico, che l'alunno prima di imparare
a leggere e a scrivere "realmente", deve poterlo fare "mentalmente".
Se ciò rappresenta l'originalità e la novità del metodo noi siamo,
però, altrettanto convinti di un suo duplice legame con la tradizione.
Fondandosi sul lavoro di composizione e scomposizione fonica, infatti,
esso per un verso si ricollega al vecchio metodo fonico-sillabico
ma ponendo come premessa la percezione di un tutto significativo
fa sua anche l'esigenza del metodo globale.
In questo lavoro noi intendiamo ripercorrere criticamente le tappe
fondamentali di quel lungo cammino attraverso il quale gli uomini
si sono affaticati nel cercare le migliori modalità di trasmissione
del meccanismo della scrittura. Prenderemo in esame il metodo alfabetico,
il fonico-sillabico, il globale, quello del Deva e, in ultimo, il
fonematico, cercando di metterne in luce difficoltà e limiti, insieme
a tentativi di superamento in modo da poterne cogliere anche gli
elementi di continuità.
Questo lavoro è dedicato agli insegnanti elementari impegnati a
dover affrontare la non semplice fatica di dare i primi elementi
del leggere e dello scrivere ai fanciulli.
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Luigi
Palmieri,
è stato insegnante elementare dall'1973 al 2001, in seguito, Docente
di psicologia-sociologia e scienze dell'educazione nel 2002 ed è attualmente
in servizio presso il Liceo scientifico e socio-psicopedagogico "E.
Pascal" di Pompei.
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