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STUDI E RIFLESSIONI

 

LETTURA E SCRITTURA:
PER UNA STORIA DEI METODI DI INSEGNAMENTO

di Luigi Palmieri  

Alcuni anni fa sperimentai in una classe prima (a.s 1989-90 nel 3° Circolo Didattico di Torre Annunziata) i principi fondamentali del metodo fonematico di G. Germano (1) ottenendo esiti favorevoli con gli alunni e un consenso pressoché unanime da parte dei genitori perché i bambini impararono senza sforzo e in brevissimo tempo il meccanismo della lettura e scrittura.
Certamente si è sempre saputo che per leggere o
scrivere una parola di significato compiuto è necessario disporre le lettere seguendo un ordine spazio-temporale (prima-dopo) e che, nell'atto concreto, bisogna procedere da sinistra verso destra, ma il modo con cui si è cercato di insegnare il meccanismo ai fanciulli si è rivelato strettamente dipendente dalle concezioni pedagogiche che si sono avute nel tempo.

Nell'epoca greco-romana, ma anche nel Medioevo e nel Rinascimento, si pensava che il bambino fosse un "piccolo uomo", cioè un adulto in miniatura.
Secondo la logica dell'adulto il sapere disciplinare viene ordinato usando il procedimento induttivo, un procedimento cioè che dal particolare porta all'universale, dal semplice al complesso. A tale ordinazione, inoltre, sono del tutto estranei interessi, motivazioni, curiosità, che non siano intrinseci alla materia da insegnare.

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Autore:

Luigi Palmieri, è stato insegnante elementare dal 1973 al 2001, in seguito, docente di psicologia-sociologia e scienze dell'educazione nel 2002 ed è attualmente in servizio presso il Liceo scientifico e socio-psicopedagogico "E. Pascal" di Pompei.

 

copyright © Educare.it - Anno IV, Numero 1, Dicembre 2003


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