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Scuola e dintorni

 

LETTERA A UN ALUNNO

di Laura Alberico

Sono passati tanti anni da quando ti ho incontrato per la prima volta. Il suono della campanella quel giorno lontano mi aveva chiamato all’appello senza nessuna preparazione; sentivo su di me il peso e le incognite di tante domande a cui dovevo dare delle risposte. Interrogativi che trasparivano dagli occhi curiosi e vivaci, sguardi schivi e solitari, espressioni di accettazione o aperto rifiuto alla comunicazione. In quelle aule l’odore del tempo rivestiva gli oggetti liberando l’eco di nozioni che tanti, prima di me avevano ripetuto come una cantilena. Ogni giorno e anno dopo anno ho cercato di creare la mia immagine e di ritoccarla per vincere la mia e la tua timidezza, ho riempito i silenzi di parole e spesso ho assorbito la solitudine e i desideri come un filtro che trattiene le impurità decantando il significato oltre le semplici apparenze. Ho imparato a capirti e a lasciarti libero di capire, a comprendere senza giudicare, ad accettarti senza rimproveri e riserve. Quella cattedra è stata una palestra in cui i “giochi” spesso non mi hanno assegnato punti a favore e si sono rivelati lenti e difficili percorsi di conoscenza. Attraverso i tuoi rifiuti e le tue giornate di sole ho letto e interpretato il significato della vita, ho accolto il disagio e la gioia di esistere, l’impegno e la rinuncia, la fragilità e la prepotenza. E’ stata spesso una tempesta seguita dal sereno in cui ho remato senza arrendermi, cercando sempre nei tuoi occhi una finestra in cui poter far nascere un interesse o una domanda. Ho aspettato che il mio tempo si arricchisse di esperienza per insegnarti che nella vita non ci sono solo certezze ma anche interrogativi a cui non so rispondere e che il traguardo è solo una tappa per sostare e poi , con coraggio, continuare guardando avanti e mai indietro.

 

Autore: Laura Alberico, insegnante di scuola media di I grado

 

 


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